LA SENTENZA

Abruzzo. Succhia soldi dai conti dell’Avis, ex segretario condannato dalla Corte dei Conti

Deve restituire alla Regione 25mila euro

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Abruzzo. Succhia soldi dai conti dell’Avis, ex segretario condannato dalla Corte dei Conti




 
CHIETI. Antonio Palombaro, ex segretario regionale dell'Avis, era stato già condannato ad un anno e cinque mesi di reclusione (pena estinta per indulto) con l’accusa di peculato e falsità ideologica
Adesso la Corte dei Conti d’Abruzzo (giudici Luciano Calamaro, Federico Pepe ed Elena Tomassini) lo ha condannato a restituire la Regione Abruzzo i 22.562 euro.
La vicenda risale al periodo che va dal 1999 al 2002: secondo quanto ricostruito in sede penale l’uomo aveva distratto parte di una erogazione di 300 milioni di lire della Regione Abruzzo. Si trattava di soldi  destinati al potenziamento delle reti informatiche per la raccolta del sangue e alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica in merito al valore sociale della donazione di sangue.
Il segretario regionale, secondo quanto ricostruito dai magistrati, avrebbe versato sul suo conto personale circa 44 milioni di lire, soldi che adesso dovrà restituire.
In sede di audizione Palombaro non ha negato l'addebito ma  ha sostenuto di aver già risarcito l'Avis regionale con il pagamento di 35.000 euro, frutto di un accordo transattivo a seguito della condanna civile del Tribunale di Chieti. Il pm ha accertato invece che questo risarcimento riguardava un’altra vicenda.

Il Collegio giudicante sostiene che «gli elementi di prova posti a carico del convenuto sono sicuramente attendibili, con la conseguenza che sono più che sufficientemente accertate le circostanze di fatto addebitategli in ordine al suo modus operandi, al reiterato abuso delle funzioni assegnategli, quale segretario regionale dell'Avis Regionale Abruzzo nel periodo considerato,  nonché alla violazione dei precetti penali e degli obblighi di servizio alla cui osservanza il medesimo era tenuto».

L’appropriazione, scrivono i giudici, «è stata realizzata anche mediante falsa contabilizzazione dell'acquisto di materiale informatico da destinare alle postazioni dell'Avis, nonché mediante l'artificiosa confusione tra i vari conti intestati all’Ente». «La callidità», si legge ancora nella sentenza,  «e il lungo tempo in cui gli illeciti sono stati perpetrati (dal 1999 al 2002), l'assenza di resipiscenza del Palombaro, il quale ha cessato la condotta soltanto a seguito dell'occasionale scoperta, permettono di ritenere integrato l'elemento del dolo, inteso come coscienza e volontà di venir meno ai doveri del privato percettore di pubblici finanziamenti».
Per i giudici, inoltre, «il caso è particolarmente grave trattandosi di fondi destinati a finalità sociali e sanitarie quali l'implementazione e la razionalizzazione della raccolta di sangue nella regione. Di conseguenza Palombaro va condannato a risarcire la Regione Abruzzo».
Ai 22.562,70 euro vanno aggiunti gli interessi, la rivalutazione monetaria, il maggior importo tra interessi legali e rendimento medio netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a 12 mesi fino alla data della sentenza.
a.l.