RICOSTRUZIONE?

Sisma L'Aquila: relazione in Parlamento: «indietro la ricostruzione dei centri storici»

C'è però l'accelerazione su numero e valore progetti approvati

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Sisma L'Aquila: relazione in Parlamento: «indietro la ricostruzione dei centri storici»




L'AQUILA. «A L'Aquila oltre il 90 per cento delle attività di ricostruzione delle periferie è stato completato, nei comuni del cratere in media oltre il 70 per cento».
I centri storici, invece, «fanno registrare valori più bassi» per cui «circa i due terzi della ricostruzione sono ancora da completare». Sono i dati contenuti nella "Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di ricostruzione del cratere abruzzese" contenente il monitoraggio finanziario, fisico e procedurale degli interventi di ricostruzione che il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, delegato dal governo per la gestione della ricostruzione, ha trasmesso al Parlamento.
Nel report del ministro, però, si sottolinea che «è da notare comunque un'accelerazione nel processo di ricostruzione sia per numero di progetti approvati che per valore» degli stessi.
In particolare, spiega ancora Trigilia, nel solo capoluogo «il valore delle pratiche istruite è più che raddoppiato», passando da un valore medio annuo di 500 milioni nel triennio 2010-2012 a una stima per il 2014 di 1,2 miliardi. Un risultato, spiega la relazione «dovuto all'avvio degli Uffici speciali per la ricostruzione» voluti dal governo con gli articoli di legge dedicati alla fine dell'emergenza e al ritorno alla gestione ordinaria della ricostruzione contenuti nel decreto "Crescita" del 2012.
Nel 2014, per la ricostruzione privata dell'Aquila e degli altri 56 comuni del "cratere" sismico servono circa 2 miliardi di euro. Dai dati si evince anche che per quanto riguarda la ricostruzione dell'Aquila «il valore dei progetti istruiti a fine 2013 e pronti per l'approvazione è pari a circa 400 milioni, per il 2014 le somme da impegnare sono stimate in 1,2 miliardi», mentre per il resto del territorio colpito dal terremoto del 6 aprile 2009, «il fabbisogno complessivo è stimato in 400 milioni».
Rispetto alle risorse attualmente disponibili per L'Aquila, si legge nella relazione, sono quindi da reperire circa 900 milioni in termini di esigenza di impegno e 350-400 di cassa.
Per il "cratere", invece, sarebbero sufficienti appena 8 milioni di euro dei 600 stanziati, in due annualità, sulla legge di stabilità per il 2014. Circostanza, quest'ultima, che consentirebbe di spostare quasi per intero i 490 milioni circa destinati dalla legge di stabilità alla ricostruzione privata, interamente sull'Aquila.
In totale, spiega la relazione, per la ricostruzione del "cratere" sono stati stanziati oltre 12 miliardi: 10,5 dal decreto legge 39/2009 (il cosiddetto "decreto Abruzzo" approvato dal governo Berlusconi pochi giorni dopo il sisma); 1,2 dal decreto legge 43/2013 e 600 milioni con l'ultima legge di stabilità. L'ultima polemica tra Trigilia e il dimissionario sindaco di centrosinistra dell'Aquila, Massimo Cialente, e la sua coalizione, riguarda la posizione del ministro secondo il quale nel capoluogo il fabbisogno era di 500 milioni di euro, mentre per l'amministrazione di un miliardo. La diatriba è coincisa con l'inchiesta su presunte tangenti negli appalti post-sisma che per la prima volta ha colpito il Comune e ha decapitato la Giunta.

 

RICOSTRUZIONE L'AQUILA STATO DI ATTUAZIONE (MINISTRO TRIGILIA)