ECONOMIA E CRISI

Edilizia Chieti: niente protocollo d’intesa per il «rilancio del settore»

L’iniziativa era stata proposta dai sindacati Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil

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CHIETI. Fumata nera alla sede della Provincia di Chieti, nel corso di un vertice convocato ieri pomeriggio alle ore 15,30, con tutte le parti sociali e gli ordini professionali del settore edile.
Il protocollo d’intesa del comparto delle Costruzioni che auspica un radicale quanto sostanziale cambiamento nelle regole di aggiudicazione degli appalti oltre ad una semplificazione dei meccanismi burocratici ed un miglioramento della sicurezza negli ambienti di lavoro non è stato sottoscritto.
«È finita nel peggiore dei modi la riunione convocata oggi in Provincia allo scopo di siglare l’accordo frutto di oltre sei mesi di lavoro da parte delle Organizzazioni Sindacali – hanno commentato Gianfranco Reale, Lamberto Vespasiano e Walter Paciocco, Segretari Generali di Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil-. Quello che è successo oggi è incomprensibile. Non ci aspettavamo la piena condivisione di tutti i contenuti del protocollo ma quanto meno una discussione intelligente mirata al miglioramento di alcuni aspetti, per raggiungere un accordo con tutti i soggetti interessati (istituzioni, parti sociali ed ordini professionali). Ci siamo trovati, invece, - proseguono i tre segretari - un completo stravolgimento del nostro lavoro unito ad un ostracismo che non comprendiamo. In una fase economica così labile, ove ogni giorno perdiamo posti di lavoro, l’appello delle Organizzazioni Sindacali al senso di responsabilità ad oggi non ha sortito alcun effetto né risposta da parte degli attori coinvolti. La spaccatura è diventata talmente profonda che sicuramente aggrava e non risolve il problema per gli oltre 10 mila lavoratori di cui 7 mila senza occupazione e senza copertura degli ammortizzatori sociali».
«Il nostro rammarico - concludono Reale, Vespasiano e Paciocco - è che sono sempre e solo i Lavoratori a pagare il prezzo più alto. Il loro disagio ormai è arrivato ad un punto non più sopportabile. Ripetiamo ormai da mesi che bisogna intervenire ed in fretta per evitare drammi peggiori. Noi non ci fermeremo, la nostra iniziativa andrà avanti fino al raggiungimento del nostro obiettivo: creare occupazione sicura e legale».