STUPEFACENTI

Taranto. Maxioperazione antidroga: a Montesilvano arrestato procacciatore di droga e armi

Arrestate 27 persone. La droga proveniva da tre canali

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Taranto. Maxioperazione antidroga:  a Montesilvano arrestato procacciatore di droga e armi



TARANTO.  Sono 27 le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Taranto, a carico di presunti appartenenti a un'associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di cocaina, eroina e hashish, con l'aggravante della disponibilita' di armi e munizioni.
Le indagini condotte sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno portato a tre canali di approvvigionamento dello stupefacente, da spacciare poi nel capoluogo jonico: uno con i narcos colombiani per il tramite della Spagna, uno barese ed uno calabrese.
In carcere e' finito anche un esponente di spicco della "seconda generazione" della criminalita' tarantina e altri giovani rampolli della "vecchia guardia" dei clan storici ionici. Nel linguaggio in codice la droga era indicata come "cozze", "neve", "dolcetto" e le operazioni di taglio "tric e trac".
Uno degli indagati, Ottavio Gentile, 50 anni, e' stato rintracciato e arrestato a Montesilvano dove viveva da poco con una donna, una colombiana di 36 anni, anche lei coinvolta nell'inchiesta e sottoposta all'obbligo di dimora.
Secondo le indagini il gruppo criminale, attraverso Gentile ed un altro dei soggetti arrestati, sarebbe riuscito ad instaurare trattative finalizzate non solo all'acquisto di stupefacente, ma anche di armi trasferite a Taranto, alcune delle quali sequestrate nell'operazione. Il 50enne è stato arrestato stamani dai Carabinieri della Compagnia di Montesilvano e dai colleghi del capoluogo ionico. Oltre a Taranto e Pescara, l'operazione ha interessato anche le province di Bari, Brindisi e Matera. Accertamenti sono in corso sulla presenza di Gentile in Abruzzo e sulle attività condotte nella città adriatica.

IL PRESUNTO BOSS ALDO CATAPANO
L'operazione, che ha portato all'esecuzione di una trentina di provvedimenti cautelari (17 in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 5 di obbligo di dimora) emessi dal gip Antonia Martalo' del Tribunale di Lecce, su richiesta della Dda, riguarda i presunti appartenenti a un'associazione per delinquere capeggiata da Aldo Catapano, referente di spicco dell'omonimo gruppo criminale operante nella borgata Talsano del capoluogo jonico.
Le indagini, avviate nel primo trimestre 2009, hanno individuato tre canali di rifornimento della droga da far giungere a Taranto, ovvero uno colombiano, attraverso la Spagna, uno barese, dal quartiere Japigia, storica roccaforte del clan Parisi-Palermiti e l'altro calabrese, con provenienza da Gioia Tauro, piazza rigidamente gestita dalla 'ndrangheta, per il tramite della Basilicata, in particolare da Scanzano Jonico, con il trasferimento a Taranto di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina.
Gli investigatori hanno anche scoperto un laboratorio clandestino per il taglio e confezionamento dello stupefacente, tagliato anche con anfetamine e farmaci antimeteorici. Gli arrestati sono stati rinchiusi nelle carceri di Taranto, Matera, Brindisi. Stamane sono stati sequestrati oltre 1 kg di cocaina risultata tagliata con un farmaco, il cui principio attivo e' usato come antiparassitario in veterinaria, una mitraglietta, una pistola, due fucili ad aria compressa, munizioni e ricetrasmittenti.

I TRE CANALI DELLA DROGA DI TARANTO
La droga spacciata per le strade di Taranto aveva tre canali di approvvigionamento: i Narcos colombiani per il tramite della Spagna, il clan mafioso barese Parisi-Palermiti, e la 'Ndrangheta calabrese. A gestire il presunto traffico internazionale di cocaina, eroina ed hascisc, con l'aggravante della disponibilità di armi e munizioni, l'organizzazione criminale smantellata stamani da carabinieri e guardia di finanza che hanno eseguito 30 provvedimenti cautelari (17 in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 5 di obbligo di dimora) emessi dal gip di Lecce Antonia Martalò su richiesta del pm della Dda Alessio Coccioli. A capo dell'organizzazione criminale c'era - secondo l'accusa - Aldo Catapano, detto 'Alduccio', figlio del più noto pregiudicato appartenente agli storici gruppi della mala tarantina, Giuseppe Catapano.
Secondo gli inquirenti, Aldo Catapano si era ricavato una rilevante posizione nell'ambito degli equilibri criminali tarantini, gestendo una fitta rete di giovani emergenti, dediti al traffico e allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Nel linguaggio in codice la droga era indicata come 'cozze', 'neve', 'dolcetto' e le operazioni di taglio 'tric e trac'.
Durante le indagini i carabinieri hanno sequestrato un chilo e cento grammi di cocaina nell'abitazione di Giuseppe Ciracira, uno degli arrestati, ed hanno individuato e sequestrato un laboratorio clandestino per il taglio e il confezionamento della droga ricavato in un deposito di legna in disuso.
La sostanza stupefacente sequestrata (con un elevato grado di purezza) era stata tagliata con un farmaco, il cui principio attivo è usato come antiparassitario in veterinaria. I militari hanno sequestrato anche una mitraglietta, una pistola, due fucili ad aria compressa, munizioni e ricetrasmittenti.
Le indagini hanno consentito di verificare come Aldo Catapano, per la gestione dei suoi traffici illeciti, si avvalesse della strettissima collaborazione di Daniele Leale, nipote del più noto Franchino Leale, un tempo affiliato al clan dei fratelli Modeo, che negli anni '80 e '90 operava nel settore del traffico degli stupefacenti a Taranto. In manette - secondo gli investigatori - sono finiti esponenti di spicco della 'seconda generazione' della criminalità tarantina e 'rampolli' della vecchia guardia dei clan storici ionici.