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La lettera segreta di Cialente: «poteri oscuri per avvantaggiare interessi di pochi»

«La ricostruzione de L’Aquila bloccata dalle lobbies. La Curia è la più grande immobiliarista»

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La lettera segreta di Cialente: «poteri oscuri per avvantaggiare interessi di pochi»





L’AQUILA. Un complotto? Forze oscure e Lobbies scatenate pronte a divorare tutto?

Cialente non si ferma e dopo le dimissioni vuole parlare e far emergere quanto fino ad ora è rimasto segreto anche per suo esplicito volere.
Oggi è il Comune a diffondere una lettera che l’ex primo cittadino scrisse al presidente Giorgio Napolitano lo scorso 11 dicembre 2013 per chiedere una intercessione affinchè con l’ennesima «rimozione» non si infligga un «ulteriore colpo mortale alla ricostruzione aquilna».
Cialente si riferisce alla vicenda del direttore regionale del Mibac, Fabrizio Magani che era stato designato dal ministro Bray ad altra sede come Pompei. Nelle scorse settimane il Pd locale si è mobilitato  a favore di Magani e la senatrice Stefania Pezzopane ha anche depositato una interrogazione.

«Qui a L’Aquila siamo convinti che il dottor Magani venga rimosso in quanto ostacolo ad un disegno che si è tentato di inserire come norma di Legge, che vorrebbe la Curia, la più grande immobiliarista della città, diventare soggetto attuatore per la ricostruzione di tutti i suoi edifici, compresi i luoghi di culto».
D’un tratto dunque viene confermata l’ipotesi secondo la quale una lettera della Curia aquilana inviata al governo chiedeva di diventare soggetto attuatore per gestire in totale libertà e senza effettuare appalti per la ricostruzione. Il governo tuttavia non ha mai recepito tale istanza e tali appalti sono poi stati gestisti dallo stesso Mibac.
Nei giorni scorsi, però, era emerso che proprio sulla ricostruzione dei luoghi di culti e intorno alla Curia la procura de L’Aquila sta indagando e la circostanza della lettera firmata dal Vescovo, monsignor D’Ercole, aveva destato stupore ma nemmeno poi tanto.
Ed oggi nella lettera di Cialente c’è molto di più. 

«Abbiamo il fondato sospetto che», spiega Cialente, «la rimozione del dottor Magani sia un tassello di un disegno, non considerato pienamente nelle conseguenze, che potrebbe comportare addirittura che i fondi per la ricostruzione privata delle case andranno a ricostruire le Chiese. Chi lo spiegherebbe all’Italia?».
«Il dottor Magani», scrive Cialente, «è in questo momento l’interlocutore. Cambiare in corso d’opera sarà un’ulteriore battuta d’arresto eguale a quella, che per cause che voglio definire fisiologiche perchè legate all’inspiegabile cambio dei vertici, stiamo drammaticamente pagando sugli appalti ed i lavori curati dal Provveditore alle Opere Pubbliche a partire dal Tribunale, i cui tempi di ricostruzione si stanno dilatando in modo inaccettabile».
«Lei comprende», dice ancora Cialente a Napolitano, «che anche al fine di evitare ennesime polemiche politiche che coinvolgano questa martoriata città, noi abbiamo proposto di colloquiare  con la Curia, la Sovrintendenza e l’Ufficio speciale per la Ricostruzione, bloccando una scelta che, spinta da tanti interessi, non sarebbe comprensibile».
Cialente si lamenta con il Presidente della Repubblica anche per «l’abbandono totale dell’Aquila da parte del governo. Non vi sono soldi per la ricostruzione pubblica. Sono finiti e non si prevedono nuovi finanziamenti. Ricostruzione pubblica vuol dire case dell’edilizia residenziale pubblica, le case non riparate da quasi cinque anni, vuol dire scuole, vuol dire uffici. E’ tutto fermo. Non vi sono soldi per la ricostruzione privata che si sbloccherà nei primi mesi del 2014».

CURIA:«INFORMAZIONI NON CORRETTE»

La Curia replica a stretto giro: «non ci siano corrette informazioni».

«Si preferisce in questo momento di grande confusione», si legge in una nota ufficiale della Curia de L’Aquila, «non entrare in polemiche inutili e sterili».
In merito alla richiesta inviata al governo la Curia precisa che si tratta «di una richiesta fatta da tutti i Vescovi della Conferenza di Abruzzo e Molise (CEAM), che quindi non interessa solo l’Aquila, perché anche in Abruzzo si possa seguire la stessa procedura adottata- per le chiese e gli edifici ecclesiastici - nei terremoti  avvenuti in Umbria, nelle Marche e recentemente in Emilia e Lombardia».
Sempre secondo la Chiesa il riserbo mantenuto sinora sull’iter della richiesta sarebbe dovuto al «rispetto delle procedure e per evitare la diffusione di informazioni incomplete sino a quando non si giunga a un accordo conclusivo».
La Curia dell’Aquila rimanda poi al Presidente della CEAM, Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne, eventuali altri chiarimenti in merito.
«Per il momento, a nome dell’Arcivescovo Petrocchi, si può assicurare che la Curia aquilana  intrattiene rapporti di stretta collaborazione con il dr. Magani: di conseguenza viene pienamente condiviso il desiderio dell’on. Cialente, che il dr. Magani continui la sua opera in Abruzzo», dice la Curia, «Inoltre, lo stesso Mons. Petrocchi si è premurato, negli incontri avuti nelle competenti sedi istituzionali, di far inserire nella proposta di norma cui si fa riferimento, la possibilità di fare convenzioni con altri Enti (Comune, Provveditorato Opere Pubbliche e Direzione Regionale dei Beni Artistici e Ambientali) per affidare ad essi la gestione dei finanziamenti e degli appalti riguadanti le Chiese. Infine, va detto con tutta franchezza, che l’unico intento della Curia aquilana è poter disporre di regole meglio articolate e certe, in grado di determinare con chiarezza modalità, entità e tempi dei finanziamenti per la ricostruzione del patrimonio ecclesiastico, con la motivata volontà di contribuire così alla rinascita spirituale, culturale e sociale della nostra Città».



Lettera Cialente a Presidente Repubblica - 11 Dicembre