PETROLIO E CONTRADDIZIONI

Ortona, polemica sulla giunta D’Ottavio che è favorevole (di fatto) ad Ombrina

Che cosa succede “nell’avamposto petrolifero” d’Abruzzo?

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Vincenzo D'Ottavio

Vincenzo D'Ottavio




ORTONA. L’inerzia della giunta di centrosinistra capeggiata da Vincenzo D’Ottavio era già sospetta dsa sola. A rincarare la dose sono poi arrivate alcune sibilline dichiarazioni che alla luce dei fatti sono suonate ai più come un assist alla Medoil ce vuole bucherellare la cosa abruzzese per tirare fuori petrolio.
Ora su D’Ottavio e alla sua azione amministrativa che è tutto tranne incisiva si abbatte un ciclone che rischia di trasformarse nell’ennesima crisi politica locale che ha già portato dopo pochi mesi ad un rimpasto di giunta.
Tutto nasce dal fatto che formalmente la giunta ortonese ha firmato una delibera di contrarietà al progetto di Ombrina 2 ma quando si è trattato di costitutirsi in giudizio contro la Medoil nulla è stato fatto. Perché?
«Subito dopo aver deliberato di costituirsi contro il progetto», dice ilconsigliere comunale di Sel, Patrizio Marino, «ha invece ineffabilmente ignorato la sua stessa delibera senza nè annullarla nè ritirarla, ed ha poi pubblicamente proferito una dichiarazione del sindaco, di comprensivo sostegno e favore, al disastro annunciato».
Dichiarazioni già proferite a fine novembre che fecero sollevare il popolo ambientalista.
E’ curioso che ora il sindaco di centrosinistra di Ortona, la città dove nel 2001 l’Eni trovò il petrolio e dove ha deciso di costruire un centro oli, cambi idea e si ritrovi sulle medesime posizioni del suo predecessore, Nicola Fratino, sindaco per due mandati di centrodestra titolare di parte delle quote di una ditta che lavora nel campo portuale.
E’ dura la presa di posizione anche di Maria Rita D’Orsogna che sul suo blog scrive: «noi cittadini non ne possiamo piu', ne della Medoilgas, e tantomeno di  politici -- come lei purtroppo -- che tentennanno, tacciono, lasciano  aperta la porta, e siedono a guardare senza fare niente di costruttivo, sperando che passi la nottata, che la gente dimentichi e che voi tutti possiate fare i vostri comodi. Ma noi non dimentichiamo niente, e abbiamo un obiettivo ben preciso:  rimandare Ombrina Mare ai suoi scellerati mittenti inglesi.
Le e' chiaro questo?».
E’ un dialogo diretto  con il primo cittadino ortonese…
«La domanda che le porgo», scrive D’Orsogna a D’Ottavio, «in caso non le fosse chiaro e' molto semplice: Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?  E questo non glielo chiedo io a titolo personale, glielo chiedo da cittadino di un paese democratico che esige trasparenza, chiarezza ed
onesta' da chi lo rappresenta.  Noi tutti abbiamo il diritto di sapere quale sia la sua posizione, perche'
lei e' seduto su quella poltrona anche grazie alla sua supposta contrarieta' alle trivelle in Abruzzo, in terra ed in mare. E guardi bene, che tergiversare e nascondersi dietro "non lo so", "puo' darsi", "dipende", "ma il petrolio ci serve", "se fatto bene si puo' anche fare" o la balla del "adesso c'e' la crisi" non lo accetta nessuno. Siamo tutti stanchi e vogliamo un si o un no, niente di piu' niente di meno».

«Ha forse cambiato idea? Erano solo promesse elettorali? Ci ha preso in giro? O che lei pensa che il Centro Oli era un mostro e che Ombrina sara' un balsamo per le mani?», conclude D’Orsogna, «Pensa che Ombrina - con i suoi cinque pozzi a sei chilometri da riva, con i suoi progetti di acidificazione, fracking, nave desolforante sputafiamme e duecento tonnellate di materiale di scarto tutti i santi giorni - porti ad uno "sviluppo equilibrato" di Ortona?».
Messo alle strette il sindaco D’Ottavio dovrà per forza di cose rispondere e chiarire il perché di questo cambio di passo in direzione opposta.
A prescindere dalle ragioni che il sindaco del Pd vorrà mettere sul piatto, il suo comportamento sembra aver pesantemente minato la futura gestione del Comune ed il rapporto con i cittadini elettori che tutto si attendevano tranne un sindaco che ricorda il suo ex.