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Abruzzo. L’Aquila, la piazza contro Cialente: #dimettiamoli

Riga: «ci sono persone mosse da finalità immorali»

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Abruzzo. L’Aquila, la piazza contro Cialente: #dimettiamoli




L’AQUILA. Il sindaco Massimo Cialente pensa alle dimissioni ma rimanda la decisione finale a lunedì, proprio il giorno in cui in Procura cominceranno gli interrogatori di garanzia per gli indagati dell’inchiesta Do Ut Des.
Intanto la città è spaccata tra chi sostiene il primo cittadino e chi, invece, gli chiede di andare via, al grido dell’hashtah #dimettiamoli che nelle ultime ore imperversa su Twitter e Facebook.
«Le dimissioni del sindaco e dell’intera Giunta non sono più rinviabili», dicono i gruppi di Appello per L’Aquila e L’Aquila che Vogliamo, l’Assemblea Cittadina, il Comitato 3e32 e il Consiglio Civico che promuovono per sabato pomeriggio alle ore 17 presso il tendone di Piazza Duomo un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza «per condividere le prossime azioni di contrasto e di proposta».
«C’è una città sana che è stata tradita», denunciano i movimenti, «che vuole un cambiamento radicale e che di questo cambiamento ha la responsabilità.Riprendiamo il percorso per costruire un’alternativa. Un’alternativa non solo è possibile, è indispensabile. Costruiamola insieme».
A convincere il sindaco a riflettere sarebbero stati i suoi assessori che ieri mattina gli hanno ribadito «pieno sostegno e solidarietà», nel corso della discussione basata sull'esame delle ripercussioni politiche sull'amministrazione di centrosinistra dell'inchiesta della procura della repubblica sulle presunte tangenti nella ricostruzione che per la prima volta hanno coinvolto il Comune con due ex amministratori e l'attuale vice sindaco, Roberto Riga.
Ma secondo quanto confermano fonti comunali bene informate, Cialente avrebbe già preso la decisione ma ha preso tempo per stabilire con i suoi più stretti collaboratori le modalità e, soprattutto il messaggio da pronunciare per illustrare le motivazioni. 

Il sindaco sarebbe deciso perché accanto a chi ha solidarizzato con lui, c'è una parte della maggioranza che, sia pure non ufficialmente, ha chiesto un passo indietro per contrastare le ombre e il calo di immagine sul centrosinistra e le proteste seguite all'inchiesta, e riorganizzare il centrosinistra per la prossima tornata elettorale. Che potrebbe essere già il 25 maggio prossimo nell'election day per Europee e Amministrative che in Abruzzo vedono anche il voto per le regionali. Negli ambienti politici di centrosinistra circola il nome dell'ex parlamentare Giovanni Lolli come possibile candidato sindaco, un nome di peso per mantenere il governo della città.
L'epilogo che ha innescato altri due giorni di dilemma "Cialente sì, Cialente no", è arrivato al culmine della seconda convulsa e tesa mattinata da quando il Comune è finito nella bufera per le presunte mazzette sugli appalti pochi mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009, anche se ieri il primo cittadino ha spiegato a sorpresa che «nelle carte dell'inchiesta ci sono elementi che non collimano».

LE DIMISSIONI DI RIGA
Intanto proprio ieri Riga ha formalizzato le dimissioni annunciate il giorno prima. «Ho avuto modo di constatare», scrive Riga, «la perdurante e pressante campagna, portata avanti da alcun mass media nei confronti della mia persona: campagna che a mio modesto avviso potrebbe avere ripercussioni sull’intero operato della giunta comunale e su tutte le attività, penso alla ricostruzione della mia amata città. Non posso consentire che soggetti mossi da finalità immorali possano strumentalizzare la mia vicenda giudiziaria». Riga spiega poi la decisione di lasciare anche per non paralizzare il lavoro dei suoi uffici.

CI PENSI BENE»
Ma tra le tante richieste di lasciare c’è anche chi chiede al primo cittadino di riflettere bene su cosa fare: «Massimo Cialente non puo' valutare in due soli giorni se dare le dimissioni: con la responsabilita' del secondo mandato che ha avuto dai suoi cittadini se ne deve prendere anche tre o quattro, insomma ci pensi bene», dice il presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio provinciale dell'Aquila, Lucia Pandolfi, in relazione agli strascichi dell'inchiesta giudiziaria. «Deve prendersi tutto il tempo necessario per sentirsi sicuro e responsabile, il tempo che gli permetta di salvaguardare questa comunita' e questo territorio anche davanti agli occhi della nazione e dell'Europa», insiste Pandolfi che spiega di parlare «in veste di ex sindaco di un Comune del 'cratere', quello di Montereale. Il terremoto - osserva - e' stato un evento che ha messo a prova di responsabilita' e sacrificio tutti quelli che all'epoca rivestivano il ruolo di sindaco». Quanto alle richieste di dimissioni arrivate da esponenti di centrodestra, «non porterei queste cose su uno scontro partitico, sono fatti troppo gravi. Per il rispetto del territorio e della collettivita' - prosegue - non dobbiamo entrare in questi giochi e strumentalizzazioni. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, avrebbe dovuto dimettersi subito dopo gli arresti degli assessori, la stessa cosa avrebbe dovuto fare il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, dopo le vicende giudiziarie del direttore generale, e cosi' via. Ripeto, per la salvaguardia della collettivita' in un momento storico in cui i cittadini soffrono anche per la crisi economica, si deve fare attenzione, anche nel confronto verso il governo, che non deve giustificare la non volonta' di dare i fondi per L'Aquila usando queste vicende», conclude Pandolfi».

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