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Abruzzo. Tangenti e appalti a L’Aquila, per le prefetture la Steda era ‘pulita’

Dubbi dell’Idv: «com’è possibile?»

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Abruzzo. Tangenti e appalti a L’Aquila, per le prefetture la Steda era ‘pulita’




L’AQUILA. Come è possibile che la Steda, spa al centro dell'inchiesta della Procura dell'Aquila per presunte tangenti negli appalti della ricostruzione post-sisma in Abruzzo, abbia superato i controlli delle Prefetture per le 'white list' e il Protocollo di Legalità per la ricostruzione dopo il terremoto d'Emilia?
Di appalti la società ne ha vinti diversi  e i dubbi arrivano dalla capogruppo dell'Idv in Emilia Romagna, Liana Barbati, ipotizzando «qualcosa che non funziona nel sistema di verifica. Questa impresa si è aggiudicata un importo totale di 3.455.070,00 euro grazie a due appalti vinti dal valore medio di 1.727.535,00 euro», rileva la Barbati citando il Rapporto 2012 sui contratti pubblici dell' Emilia-Romagna (pagine 72 e 222), che «solo pochi giorni fa, senza particolare clamore, è stato pubblicato on-line dall' Osservatorio regionale dei contratti pubblici ed Intercent-ER».
«Forse c'è davvero qualcosa che non funziona - aggiunge - se la Steda risultò prima anche nella gara per la costruzione della biblioteca di Mirandola, ma la Regione la escluse trovando anomalo l'eccessivo ribasso praticato nell'offerta. E perché gli altri appalti invece sì?», insiste la consigliera regionale.
«Dispiace, in ultima battuta - prosegue la Barbati - venire a conoscenza di tali gravi notizie di reato dai giornali e non dalla Giunta o dall'Assessore competente o dal Presidente nel suo discorso di fine anno».

Intanto il presidente dell'Ance dell'Aquila, Gianni Frattale, si augura che venga fatta luce «in fretta sui reali contorni della vicenda, che paghi chi ha delle responsabilita' oggettive ma che nel frattempo non venga compromessa dagli ultimi eventi l'immagine di una citta' notoriamente sana con un tessuto imprenditoriale che nel mercato delle regole e della trasparenza amministrativa fonda la sua attivita' e tradizione».
Frattale smentisce inoltre le affermazioni riportate dall'avvocato Maurizio Dionisio, quando parla sulla stampa di ditte escluse dagli accordi tra Ance e Comune. «Non esistono accordi generici, ma solo liste ufficiali di imprese iscritte alle associazioni di categoria consegnate da Ance e Api al Prefetto Gabrielli come indicazione di massima delle imprese operanti sul territorio, "di seria competenza. Li' dove la seria competenza non e' un criterio discrezionale ma l'oggettiva appartenenza alla Categoria OG2 richiesta per la particolare tipologia di interventi. Le liste - prosegue il rappresentante dell'Ance dell'Aquila - vennero consegnate alla Prefettura e al Comune sulla base di un verbale d'intesa in cui si richiamava la caratteristica di urgenza degli interventi di puntellamento. Ricordiamo che in quel periodo era ancora in corso lo sciame sismico con scosse quasi quotidiane ed il nostro patrimonio monumentale era particolarmente esposto a seguito dei danneggiamenti della scossa fatale del 6 aprile. Una simile procedura discendeva dalla legge 77 che, modificando il Decreto 39, indicava la necessita' di coinvolgimento delle imprese locali a salvaguardia della ripresa economica del territorio. Inoltre, per la scelta delle imprese dei puntellamenti, gli elenchi delle imprese locali rappresentavano un'indicazione prioritaria ma non esclusiva, tanto e' vero che ai lavori hanno partecipato poi centinaia di imprese provenienti da tutte le province d'Italia. Imprese che hanno svolto bene il loro lavoro, ma che sulle cronache fanno meno rumore di quei pochi che aggirano le regole»