L'INCHIESTA

De Fanis resta ai domiciliari, la segretaria torna in libertà

Avvocati ex assessore presenteranno ricorso al Riesame

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De Fanis resta ai domiciliari, la segretaria torna in libertà

De Fanis




PESCARA. Un sospiro di sollievo per lei, l’ennesimo colpo per lui.
Giornata dall’esito contrastante per l’ex assessore alla Cultura Luigi De Fanis e la sua ex segretaria, Lucia Zingariello. I due arrestati lo scorso 12 novembre, un tempo legati da una "affettuosa amicizia" oltre che da un lavoro che li teneva quotidianamente a stretto contratto ora sembrerebbero più distanti che mai.
Non solo si fanno la guerra a colpi di reciproche accuse ma sono diversi anche i loro destini giudiziari. L’assessore, infatti, mercoledì mattina ha dovuto buttare giù un boccone amaro: il giudice ha detto no all’affievolimento della misura cautelare e dovrà restare dunque ai domiciliari nella sua casa di Montazzoli. La Zingariello, invece, già all’obbligo di dimora da qualche settimana, è tornata in libertà.
Per entrambi la decisione è stata assunta dal gip del Tribunale di Pescara, Mariacarla Sacco. I legali di De Fanis hanno già preannunciato che presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame. Per il gip, l'ex assessore non può essere scarcerato in quanto permangono le esigenze cautelari.
Il 31 dicembre scorso, su sua richiesta, l'ex assessore, indagato per concussione, era stato ascoltato in procura dal pm Giuseppe Bellelli, titolare dell'inchiesta.
In tale occasione aveva cercato di chiarire la sua posizione. Evidentemente però le cose dette non sono servite a molto oppure hanno avuto un effetto contrario.
Oltre a De Fanis e Zingariello nell’inchiesta sono coinvolti Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo ed il legale rappresentante di una onlus del vastese, Ermanno Falone.

I reati contestati sono concussione, truffa aggravata e peculato. Le indagini hanno preso il via dalla denuncia di un imprenditore, che si è rivolto alla forestale dopo le continue richieste di denaro ricevute da parte dell'ex assessore De Fanis in cambio della erogazione di fondi per l'organizzazione di manifestazioni culturali. In particolare gli accertamenti si sono concentrati sull'erogazione di fondi regionali destinati alla organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele d'Annunzio.
Secondo l'accusa, De Fanis avrebbe chiesto tangenti per l'organizzazione del concorso internazionale di musiche da film 'Mario Nascimbene Award', e per un evento al Salone del Libro di Torino. Il meccanismo messo in atto sarebbe stato quello di gonfiare le fatture. Ad inchiodare De Fanis e la sua segretaria anche intercettazioni telefoniche ed ambientali.
Per il giudice resta ancora il pericolo di reiterazione del reato o di inquinamento probatorio per questo l'ex assessore dovrà stare ancora ristretto.
Nel frattempo però gli investigatori continuano ad indagare e studiare le carte ed i computer sequestrati il giorno degli arresti e pare che siano emerse nuove conferme e vicende e poche prove a discarico che del resto non sono state portate dalla difesa.
Resta comunque alta l'attenzione su questa inchiesta che è diventata per varie ragioni una inchiesta anche politica e non solo per il coinvolgimento di un ex assessore regionale.