FUSIONI CIVILI

Accorpamento Pescara, Montesilvano, Spoltore: partita la macchina del referendum

Firmato atto preparatorio da parte della giunta regionale

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Accorpamento Pescara, Montesilvano, Spoltore: partita  la macchina del referendum

 
PESCARA. La domanda è una: «ritiene l’elettore che debba essere istituito il Comune Nuova Pescara, comprendente i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che vengono contestualmente soppressi compresa la quantificazione delle relative spese?»
 
I cittadini dei tre comuni avranno modo di dire la propria nel corso del referendum consultivo che si terrà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 30 maggio, ma presumibilmente il prossimo 25 maggio quando si svolgeranno anche le regionali, le amministrative e le europee.
La giunta Chiodi nei giorni scorsi ha firmato una delibera preparatoria per organizzare i vari gruppi di lavoro, resta da indire la data con un decreto e poi anche l’ultimo scoglio sarà superato.
L’Iniziativa è nata dal consigliere regionale Carlo Costantini (ex Idv oggi Movimento 139) al quale si sono aggiunti anche esponenti di centrodestra come Nazario Pagano e Riccardo Chiavaroli,
Secondo i promotori del referendum  dall'approvazione della proposta deriverebbero maggiori entrate e risparmi in termini di minori spese complessivamente pari a circa 134 milioni di euro, nell'arco di un decennio.
«Una somma gigantesca», spiega il consigliere regionale Carlo Costantini, «se si considera la grave crisi economica che stiamo vivendo».
Lo Stato premia le fusioni tra comuni con il 10% di trasferimenti in più per 15 anni: per Pescara Montesilvano e Spoltore significherebbe un incremento delle disponibilità di oltre 150 milioni di euro.
Nel corso dei mesi gli esponenti politici e dell’economia cittadini hanno preso posizione sulla questione. Scettici sia il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia («bisognava progettare contenuti concreti»), che quello di Spoltore, Luciano Di Lorito («non è la soluzione» Favorevole, invece, il primo cittadino di Montesilvano Attilio Di Mattia («la città può trovare il suo ruolo solo riconoscendo il suo principio identitario, che è quello di essere crocevia dell'area»).
Nell’idea di Grande Pescara dovrebbe entrare anche Sambuceto ma la legge dà potere alle Regioni di legiferare solo per aree provinciali omogenee.
Nei giorni scorsi Riccardo Chiavaroli, tra i primi firmatari della proposta di referendum aveva sottolineato la «felice scelta metodologica poichè per la prima volta dalla sua istituzione, la Regione Abruzzo chiamerà alle urne i propri elettori per un referendum e su un tema di enorme rilevanza».