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Tre abruzzesi antifascisti deportati a Mauthausen. E dimenticati

Passa sotto silenzio il 70° anniversario del “Treno degli italiani”

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Tre abruzzesi antifascisti deportati a Mauthausen. E dimenticati




ABRUZZO. Sono almeno tre i deportati abruzzesi che il 4 gennaio 1944 furono “spediti” da Roma al campo di sterminio di Mauthausen.
Due sono sicuramente morti, l’altro risulta tra i dispersi. Ma di loro in Abruzzo nessuno – a quanto se ne sa - si è ricordato nel 70° anniversario di questa deportazione.
I tre abruzzesi dimenticati sono: Fausto Iannotti, originario dell’Aquila, Concetto Zenobi, di Torano nuovo (Teramo) e Antonio D’Atrio, di Buonanotte (Ch), ora Montebello sul Sangro. Questi nomi riemergono da un sito dell’Aned (associazione nazionale ex deportati) che riporta l’elenco dei deportati “usciti” dal carcere romano di Regina Coeli e comunicato il 5 gennaio in un mattinale della Questura di Roma al Ministero dell’Interno.

La Polizia (italiana) informava che il giorno prima 4 gennaio 1944 un treno di deportati politici era partito da Roma con destinazione Mauthausen.
A bordo c’erano 292 oppositori del fascismo, in parte rastrellati dalla stessa Polizia e per la restante parte già ristretti nel carcere romano di Regina Coeli. Di questi solo 257 arrivarono nel campo di concentramento di Mauthausen, in Austria, dopo una breve sosta a Dachau.
Dopo la liberazione da parte degli Alleati il 5 maggio 1945, di tutto il gruppo tornarono in Italia solo in 59.
Gli altri 233 per la maggior parte sono stati inghiottiti dai campi di sterminio nazisti, degli altri non si sa che fine abbiano fatto e risultano semplicemente “dispersi”. Si deve alle ricerche di pochi studiosi la scoperta di questa pagina dimenticata della storia della Resistenza, con tutte le considerazioni sul caso che un articolo della Stampa del 5 gennaio scorso riporta sotto il titolo “Dai fantasmi del 1944 riemerge il Treno degli italiani”.
Il sito dell’Aned riporta l’elenco di tutti i nominativi dei “passeggeri” di quel treno, con a fianco (quando disponibile) il luogo della morte.
Per alcuni allega anche la foto con il documento di identità da cui si legge che tra i circa 300 deportati almeno tre (salvo errori) sono abruzzesi. Fausto Iannotti ha solo 17 anni: è nato all’Aquila il 5 marzo del 1927 e risulta residente a Roma. Concetto Zenobi, di professione manovale, è nato l’8 dicembre del 1897 a Torano nuovo (Te) e risulta coniugato. Antonio D’Atrio, vedovo, muratore, è nato il 9 agosto 1901 a Buonanotte (Ch). Anche lui abitava a Roma e risulta tra i dispersi.

Sebastiano Calella