IL FATTO

Turismo in Abruzzo, il rifugio di montagna isolato perché la Provincia non pulisce la strada

Dai tecnici aquilani l’incredibile risposta: «aspettate che la neve si sciolga»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4343

Turismo in Abruzzo, il rifugio di montagna isolato perché la Provincia non pulisce la strada

Rifugio Racollo




SANTO STEFANO DI SESSANIO. La storia si ripete nuovamente, così come negli ultimi 6 anni, sul tratto della strada provinciale 97 del Lago Racollo, che da Santo Stefano di Sessanio porta al Rifugio Racollo sulla piana di Campo Imperatore.
Il rifugio è lì, pronto per ospitare i turisti in queste feste di fine anno ma c’è un grosso problema: è irraggiungibile, isolato. Non è una novità ma ormai una consuetudine. Chi dovrebbe pensare alla pulizia della strada non se ne occupa. Risultato? Turisti costretti a fare marcia indietro, prenotazioni sfumate e gestori arrabbiati per una situazione che ha dell’incredibile.
Paolo Pattara, dal 2008, a seguito dell’aggiudicazione di Bando di Gara, ha in gestione il Rifugio Racollo, situato a circa 1600 metri di altitudine nel centro della Piana di Campo Imperatore, di proprietà del Comune di Santo Stefano di Sessanio.
Sin dal primo anno (2008), e già a partire dalle nevicate dei mesi di novembre e dicembre, a volte anche Settembre e fine Maggio, si sono sempre verificati problemi di viabilità: «la strada era impercorribile a causa della presenza di neve», denuncia Pattara in una lettera inviata al presidente Gianni Chiodi, al presidente della Provincia Antonio Del Corvo e al sindaco di Santo Stefano.
«Puntualmente abbiamo interpellato e sottoposto il problema ai referenti provinciali e comunali, anche tramite legale, giungendo, dopo ripetute ed estenuanti conversazioni, ad avere aperta la strada provinciale che da Santo Stefano di Sessanio conduce al Rifugio Racollo solo quando era terminata la stagione invernale oppure dopo aver ricevuto le disdette delle prenotazioni dai clienti, ormai rassegnatisi ad andare altrove, magari in Trentino. Questo valzer si è ripetuto quasi ininterrottamente tutti gli anni, dal 2008».
La situazione più tragica si è vissuta nell’inverno 2012-2013 quando, «pur facendo ricorso alle telefonate per raccomandarci e pregare i responsabili della Provincia affinché venissero ad aprire la strada», racconta Pattara, «abbiamo dovuto rinunciare a lavorare durante le festività natalizie e la stagione invernale, perchè nessuno venne a mantenere pulita la strada, oltre tutte le manifestazioni invernali annullate dai vari CAI ed associazioni sportive per strada non percorribile. Quest'anno si sta verificando l'apoteosi della cattiva gestione della cosa pubblica Italiana».

Dopo le nevicate di fine novembre (che ovviamente hanno bloccato la strada da Santo Stefano a Campo Imperatore) il gestore ha cercato di contattare chi di dovere per chiedere aiuto e farlo lavorare almeno in questa fine di "annus horribilis".
«La risposta dei tecnici e dei dirigenti della provincia, l’ingegner Mario Pagliaro e il geometra Marco Zaccagnini», racconta ancora Pattara, «è stata che si dovesse attendere una diminuzione del manto nevoso e che avrei dovuto aspettare che la neve si sciogliesse, magari a giugno per avere la possibilità di accedere alla struttura e poter lavorare. Stessa sorte però non l'ha avuta la strada che da Castel del Monte conduce a Campo Imperatore, pulita e percorribile perfettamente da circa un mese, a seguito delle attenzioni della provincia subito dopo la prima nevicata».
Perchè due strade che distano solo 10 km l'una dall'altra hanno avuto due gestioni totalmente differenti?
«Ora mi chiedo se questa sia la modalità migliore per promuovere “le montagne a portata di mare”», continua il gestore. «Non considerando tutti i clienti e turisti persi da circa un mese, dopo l’ultima nevicata, la strada è ancora chiusa nonostante le splendide settimane di alta pressione e cielo terso di cui tutto l’Abruzzo ha beneficiato, ad oggi abbiamo un nutrito numero di clienti, tra cui stranieri, per capodanno e le feste rimaste, oltre ovviamente ad un gruppo di clienti stretti (circa 1000 persone) che su Facebook ci chiedono ogni giorno se si riesca ad arrivare sulla piana. Anche noi abbiamo risentito pesantemente della crisi economica generale e non sappiamo sinceramente come andare avanti lavorando solo un paio di mesi d’estate, meteo e viabilità permettendo».