CONTI IN DISORDINE

Bilancio Regione, «documenti ai consiglieri in ritardo e mancata concertazione»

Anche la Corte dei Conti bacchetta la giunta Chiodi

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Bilancio Regione, «documenti ai consiglieri in ritardo e mancata concertazione»

Chiodi e Di Dalmazio




L’AQUILA. E’ guerra sul bilancio che dovrà essere approvato prima della fine dell’anno o si rischia l’esercizio provvisorio. Al momento i lavori sono aggiornati alle ore 20.
Stamani, i commissari hanno audito di nuovo i sindacati che, come ha spiegato il presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, hanno chiesto di essere ascoltati di nuovo. Sono intervenuti i segretari regionali della Cgil, Gianni Di Cesare, e della Cisl, Maurizio Spina.
A questo punto, si annuncia un vero e proprio braccio di ferro tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni che hanno presentato circa 1500 emendamenti in commissione per denunciare la contrarietà sulle due bozze presentate dal centrodestra. I primi puntano ad approvare con una maratona bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre, i secondi puntano a costringere il centrodestra all'esercizio provvisorio, cioé amministrare nei primi mesi del 2014, spendendo un dodicesimo delle poste inserite nello scorso bilancio, nell'ultimo anno di mandato della gestione del presidente, Gianni Chiodi. Intanto, cambiando ancora una volta decisione, Nasuti ha spiegato che i tempi non saranno contingentati «perché si andrà avanti a oltranza, giorno e notte».
«Mi metto a disposizione di chi vuole discutere, in commissione o in consiglio non fa differenza, i nodi vanno affrontati sperando di chiarire e trovare una intesa sul migliore bilancio possibile nell'ultimo momento di difficoltà prima che l'anno prossimo si possa tornare programmare lo sviluppo in virtù del successo della nostra azione di risanamento».
L’assessore Carlo Masci ostenta tranquillità e dice: «credo fortemente nel senso di responsabilità di tutti, anche dell'opposizione, non vedo un motivo per cui non si debba chiudere il bilancio entro il 31 dicembre».
Per lui si riuscirà a chiuderemo il bilancio 2014 senza ricorso a risorse straordinarie. Masci ha anche spiegato che «sono 6 anni che il bilancio abruzzese presenta criticità e che il ricorso alla leva fiscale aggiuntiva regionale nel 2014 sarà utilizzata in bilancio in attesa di vedere i conti durante l'anno, magari per chiedere la restituzione ai cittadini come fatto per il 2012. Ma con queste nostre manovre già nel 2015 saranno disponibili 30 mln da mutui e nel 2016 si salirà a + 60 mln».

ACERBO: «MANCATA LA CONCERTAZIONE»
Il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, contesta ad esempio che finanziaria e bilancio non siano stati sottoposti alla concertazione come prevede lo Statuto.
Per l'esponente di Prc questo è un «elemento emerso chiaramente nell'audizione di oggi dei segretari regionali di Cgil-Cisl e Uil in commissione. E' ancor più grave che la giunta abbia consegnato ai consiglieri i documenti il 23 dicembre non consentendo sostanzialmente quel dibattito e quegli approfondimenti necessari».
Come se non bastasse - prosegue Acerbo - la maggioranza propone con un emendamento di intervenire sulla vicenda della RIA con la proposta di un'interpretazione autentica che interviene sul contenzioso in corso. L’esponente di Rc ha chiesto che siano ascoltati i sindacati anche perché stamattina durante la loro audizione nessuno della maggioranza ha fatto cenno all'emendamento.
A questo si aggiunge che alcuni consiglieri di maggioranza hanno presentato un emendamento che cancella la norma che vieta il cumulo dell'indennità da incarichi regionali con vitalizio da ex-consigliere regionale. «Può darsi che l'abbia suggerita il direttore dell'Arta Amicone visto che da ieri circola nel palazzo dell'emiciclo e che contro questa norma è ricorso ai tribunali», denuncia Acerbo.

«BILANCIO FALSO»
Carlo Costantini, consigliere del Movimento 139 definisce, invece, definisce il bilancio «falso» come già detto anche dal capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro.
Costantini denuncia che le inadempienze accertate dalla sezione regionale di controllo per l'Abruzzo della Corte dei Conti che il 19 dicembre scorso ha depositato un atto di accertamento che sostanzialmente mette alla berlina l’intera Giunta regionale e la dichiara inadempiente per una lunga serie di motivi: mancato invio del Bilancio preventivo 2013; mancato invio del rendiconto 2012; mancato invio di alcuni atti da parte del Collegio dei revisori.
Tutti documenti mancanti che non hanno consentito alla stessa Corte di verificare il rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, la sostenibilità dell'indebitamento e l'assenza di irregolarità capaci di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari, compresi i rendiconti delle società controllate dalla Regione, così come hanno messo la Corte nell'impossibilità di procedere alla 'parificazione' del rendiconto regionale.
D'Alessandro, afferma, invece, che «sul totale di entrate di oltre 4 miliardi, più di un miliardo deriva dal presunto avanzo di amministrazione dell'anno precedente e proprio qui si consuma il falso, cioè il pareggio viene raggiunto con un miliardo di avanzo che giuridicamente non esiste, semplicemente perché non è stato approvato né il rendiconto del 2011, né il rendiconto del 2012, dai quali doveva derivare un avanzo. A dirlo - aggiunge - non sono io, ma la Corte dei Conti ed i revisori, che tra l'altro segnalano che il risanamento non è concluso».
«La grande mistificazione di questi cinque anni - conclude - oggi trova la conclusione in un bilancio falso che rinvierà tra qualche mesi nuovi buchi e nuove tasse, questa è l'eredita di fine mandato di Chiodi».

«UN BILANCIO CON I PIEDI D’ARGILLA»
«La maggioranza di centrodestra», commenta il Capogruppo dell’Italia dei Valori, Lucrezio Paolini, «è occupata a spartirsi le briciole di un Bilancio privo dei necessari requisiti. E che il Bilancio regionale abbia i piedi d’argilla lo certifica non la nostra opposizione, bensì la stessa Corte dei Conti. La Giunta, impegnata a raschiare il fondo del barile per accontentare le solite clientele anche in vista delle prossime elezioni, omette di dire la verità agli abruzzesi: e cioè, che su questo Bilancio grava il peso di inadempienze oggi certificate dalla Corte».
Anche Paolini sottolinea che ai sensi del Decreto legge n. 174/2012, art. 1, commi 3, 4 e 5, la Giunta regionale avrebbe dovuto trasmettere una serie di atti alla Corte dei Conti. «Non l’ha fatto, colpevolmente e senza scuse»

CORTE DEI CONTI SU BILANCIO REGIONE ABRUZZO