DIETRO LE SBARRE

Melilla (Sel); ispezione nel carcere di Pescara: «serve nuovo istituto penitenziario»

«Grave carenza di organico»

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Melilla (Sel); ispezione nel carcere di Pescara: «serve nuovo istituto penitenziario»




ABRUZZO. Il deputato Gianni Melilla (Sel) nella mattinata di Natale ha svolto una visita ispettiva nel carcere di Pescara.
Le carenze strutturali di questo carcere sono state ulteriormente dimostrate in occasione della recente "alluvione" di Pescara con l'allagamento e l'evacuazione del piano terra. «Ciò evidenzia», ha fatto notare Melilla, «la necessità di una delocalizzazione del carcere dal quartiere di San Donato e la costruzione di un nuovo istituto penitenziario in grado di ospitare in modo adeguato 350 detenuti e far lavorare in condizioni dignitose i 150 agenti di polizia penitenziaria».
Nel carcere di Pescara «si evidenzia una grave carenza di organico del personale di polizia», denuncia il deputato di Sel. «Mancano una trentina di agenti su un organico teorico di 169 agenti e ciò comporta turni onerosi e stressanti per il personale. Il sovraffollamento dei detenuti non è fortunatamente a Pescara grave essendo stata ultimata da pochi mesi la costruzione di una nuova sezione, ma comunque ci sono spazi ancora insufficienti. Negli altri istituti penitenziari della Regione invece il sovraffollamento è molto più grave e incivile. Tra i detenuti molti sono extracomunitari (in alcune carceri anche oltre il 40% del totale), alcuni non conoscono neanche la lingua italiana. La situazione sanitaria è sempre delicata essendo molti i detenuti tossicodipendenti e sieropositivi. Purtroppo nel carcere di Pescara la droga gira e viene spacciata aggirando i controlli».
«Inoltre», continua Melilla, «molti sono i detenuti con problemi psichiatrici che spremono un forte disagio. Nella maggioranza delle carceri abruzzesi l'assistenza sanitaria non è per 24 ore su 24 e di notte accadono molti incidenti e problemi, a cominciare dai ripetuti r gravi fenomeni di autolesionismo che in alcuni casi sono arrivati ai suicidi , in particolare nel carcere di Sulmona e di Teramo. Il lavoro per i detenuti è insufficiente e riguarda solo una minoranza. Ciò aggrava la condizione dei detenuti spesso nullatenenti e senza un aiuto adeguato delle famiglie di provenienza per evidenti problemi di crisi economica».
Melilla ricorda che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a severe sanzioni economiche e ha fissato il termine di maggio 2014 per rientrare nei parametri di spazi e condizioni di vivibilità stabiliti dall'Europa. «Non c'è molto tempo e dobbiamo fare la nostra parte anche in Abruzzo», chiude il parlamentare.