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Aca: la nuova era si apre con una porta chiusa

I movimenti per l’acqua pubblica contestano il primo passo della gestione Di Baldassarre

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Aca: la nuova era si apre con una porta chiusa



PESCARA. Chi bene inizia è a metà dell’opera. Dunque il futuro roseo dell’Aca si allontana sempre più. Chi sperava in qualcosa di diverso, più democratico, aperto, trasparente, obiettivo rimarrà deluso perché il “nuovo” si chiude a riccio anche più del “vecchio”.
Sarà forse perché di “nuovo” c’è ben poco ma che si potesse peggiorare era francamente difficile ipotizzarlo.
Oggi in una conferenza stampa dei movimenti per l’acqua pubblica è stato stigmatizzatop il comportamento della prima assemblea dei sindaci soci di Aca che si è tenuta a porte chiuse.
L’era Di Baldassarre, apertasi ufficialmente il 17 dicembre presso il palazzo della Provincia di Pescara, è stata caratterizzata da una porta chiusa  
Infatti gli attivisti del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, presenti  come in ogni altro appuntamento “formale” o “informale” succedutosi in questi anni riguardo la gestione del bene comune acqua sul nostro territorio, sono stati pregati di allontanarsi da parte dello stesso Amministratore. Per una società che annovera tra i suoi aspetti negativi proprio la mancanza di trasparenza e apertura alla partecipazione, questo non può che essere un ulteriore passo indietro.
«Apprendiamo quindi dai giornali, che Di Baldassarre vorrebbe portare in tribunale la richiesta di concordato preventivo per la società», hanno detto oggi i movimenti, «cade il velo su di una gestione fallimentare, che in questi anni il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua ha denunciato con forza, associando la protesta alla proposta, troppe volte rimasta inascoltata. D’altra parte c’è da allarmarsi per il metodo e il merito della questione. In questi mesi abbiamo proposto e aperto una discussione con Sindaci e cittadini, sulla necessità di formare ex-novo una società di diritto pubblico, per voltare pagina nel segno del referendum e della decisione presa dagli stessi sindaci nell’ASSI dell’anno scorso. Ci è stato detto che serviva un nuovo amministratore, un uomo “nuovo” per risanare la situazione».

Ebbene, la prima mossa dell’amministratore è calare dall’alto, senza alcun confronto né discussione, a quanto pare anche scavalcando gli stessi sindaci, una decisione che segnerà il futuro dell’azienda.
Il “nuovo corso” di ACA spa si presenta come una via di mezzo tra un commissariamento e una curatela fallimentare.
Cosa succede una volta portati i libri in tribunale?
«Forse si aspetta il fallimento per poi far entrare qualche faccendiere?», si domanda il forumo abruzzese dei movimenti per l’acqua, «ai Sindaci, eletti dai cittadini, non sta stretta l’idea di essere trattati da semplici soci di una Spa nella quale un amministratore eletto da poco impedisce la partecipazione ? È questo il ruolo per il quale i cittadini li hanno votati? L’acqua non è merce, la democrazia non è un incidente di percorso, il risultato referendario del 2011 lo dice chiaramente. Noi continueremo ad essere presenti e vigili come facciamo da 15 anni per difendere il bene comune acqua dal vecchio “partito dell’acqua” che ben si è ricollocato nella nuova gestione e da chiunque voglia farne profitto e fonte di potere, perché, come sempre si scrive acqua ma si legge democrazia»