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Sisma L'Aquila: inchiesta su ricostruzione monumenti e chiese: 15 indagati

La magistratura sta verificando le operazioni di recupero beni culturali

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99 cannelle il 6 aprile





L’AQUILA. Sono una quindicina gli indagati della nuova inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila che minaccia di travolgere la ricostruzione post-sisma del capoluogo abruzzese e in particolare alcuni dei lavori più importanti di recupero di beni culturali nel cuore della città.
L'inchiesta verte su palazzi, chiese e monumenti, sia la parte privata con lavori affidati direttamente che i bandi pubblici milionari di alcune opere. Nel mirino ci sono funzionari e imprenditori che si sono occupati di ricostruzione mentre, per quanto riguarda la Curia, faccendieri che hanno la delega a gestire percorsi burocratici.
L'inchiesta è divenuta pubblica dopo un blitz da parte della Guardia di finanza aquilana presso la sede provvisoria dell'Arcidiocesi nel nucleo industriale di Pile, e della squadra Mobile del capoluogo a Villa Gioia, dove si trova la sede della direzione Mibac. In entrambi i casi c’è stata un’acquisizione di documenti da parte degli inquirenti, coordinati da un pool di magistrati con a capo il procuratore della Repubblica, Fausto Cardella.
Da quanto si apprende, tra i reati ipotizzati i più gravi sono di corruzione e turbativa d'asta.
Nei giorni scorsi la Curia si è subito affrettata a commentare che l’indagine non la riguarda. Negli ultimi giorni ci sarebbero già stati interrogatori di persone informate sui fatti. Le dichiarazioni rilasciate agli investigatori in questa fase servirebbero a delineare con precisione i contorni di questa ennesima inchiesta che piomba sulla ricostruzione aquilana. La Procura sta cercando di capire se siano state rispettate le procedure per gli appalti pubblici e ricostruendo la mappa degli affidatari.