LE REAZIONI

Slot Machine e l’emendamento «porcata». Acerbo contro Chiavaroli: «è pericolosa e dovrebbe vergognarsi»

Durissimo commento del consigliere regionale: «è portavoce di lobbies di vario genere»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5795

Slot Machine e l’emendamento «porcata». Acerbo contro Chiavaroli: «è pericolosa e dovrebbe vergognarsi»



ABRUZZO. Non si spegne la polemica che da quasi 24 ore infuria sulla senatrice del nuovo Centro Destra, Federica Chiavaroli.
La parlamentare pescarese è stata la promotrice di un emendamento «porcata» (definito così da Matteo Renzi) che prevede che lo Stato trasferisca meno soldi ai Comuni e alle Regioni che pongono ostacoli normativi al proliferare delle slot machine.
L’emendamento potrebbe essere modificato proprio a seguito delle polemiche. A votarlo sono stati 140 voti di altrettanti senatori di Partito democratico (c'è anche l'aquilana Stefania Pezzopane), Scelta Civica, Ncd e Gal.
Durissimo il commento del consigliere comunale e regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, che sia in Comune che in Regione si è ritrovato negli anni passati la ex consigliera di centrodestra, oggi senatrice a tempo pieno.
«La senatrice Chiavaroli, nominata al Parlamento da Quagliariello e dalla lobby di CL, deve soltanto vergognarsi per l’emendamento di cui si è fatta promotrice», dice Acerbo.
«Non solo ha proposto una norma contro i sacrosanti tentativi di regolamentare un fenomeno che ha trasformato le ludopatie in una patologia di massa, ma lo ha fatto contro il suo Comune e la sua Regione». 

Infatti Acerbo ricorda che Pescara è uno di quei comuni che hanno introdotto (lo scorso ottobre), su proposta proprio di Rifondazione Comunista, agevolazioni fiscali per gli esercizi che rinunciano alle slot machine.
La Regione ha invece recentemente approvato una legge che cerca di limitare la diffusione di nuove istallazioni di apparecchi per il gioco e limita la loro presenza a una distanza inferiore a 300 metri da luoghi definiti «sensibili».

 «Il consiglio comunale di Pescara e il consiglio regionale», continua Acerbo, «sono stati unanimi nel votare i provvedimenti che grazie alla Chiavaroli saranno oggetto di sanzioni economiche da parte dello Stato».
E qui arriva l’affondo più pesante da parte del consigliere regionale d’opposizione: «personaggi come la Chiavaroli sono assai più pericolosi di macchiettisti come Razzi. Antonio mediamente non sa nemmeno cosa vota, Federica invece è ben cosciente di ciò che fa. Avevo avuto modo già in Comune e in Regione di constatare come la Chiavaroli tenda a ritagliarsi un ruolo come portavoce di interessi forti e lobbies di vario genere. D’altronde quando fu candidata nel listino regionale venne presentata come esponente dei Giovani di Confindustria nonché ciellina della Compagnia delle Opere. Francamente non se ne può più di questi “giovani” rampanti esponenti della società presunta civile che scendono in politica con un’ambizione e un cinismo davvero inquietanti. Nutro il massimo rispetto per chi condivide percorsi di fede ma domando: perché CL e Compagnia delle Opere esprimono un ceto politico così cinico e spregiudicato?»
Alessandra Petri, consigliere regionale, e Armando Foschi, consigliere comunale di Pescara di Fratelli d'Italia fanno notare che il Comune di Pescara e la Regione Abruzzo che hanno combattuto la dipendenza da gioco d'azzardo «vengono assurdamente contrastati dal Governo Centrale».

LA PROPOSTA DI LEGGE ABRUZZESE CONTRO IL  GIOCO D’AZZARDO

E come ha ricordato Acerbo  una proposta di legge regionale  è stata già approvata. C'è poi un progetto di legge per «la prevenzione ed il trattamento della dipendenza dal gioco di azzardo lecito» che è stata presentata dal consigliere Franco Caramanico, Sel. Il testo è stato depositato il 19 novembre scorso e contiene le norme per disciplinare la presenza delle slot machine, le iniziative delle Asl sulla ludopatia e le indicazioni per premiare sindaci ed esercenti virtuosi che si oppongono al gioco d’azzardo. Insomma una posizione del tutto opposta a quella dell’emendamento Chiavaroli, punitivo nei confronti di chi si oppone al gioco d’azzardo. In realtà la proposta di Caramanico raccoglie e finalizza le proteste e le segnalazioni che da più parti sono emerse in Abruzzo per la presenza diffusa delle slot machine in quasi tutti gli esercizi pubblici e per l’allarme lanciato dai medici e dalle associazioni di volontariato sulle conseguenze drammatiche a livello familiare di questa “ludopatia”, cioè una dipendenza patologica dal gioco. Le norme regionali - che debbono essere ancora approvate - prevedono una riduzione dell’1% dell’Irap in favore di chi disattiva queste macchinette, il divieto di aprire nuove sale giochi a meno di 500 metri da luoghi sensibili (scuole, ospedali, luoghi di culto ecc.), il blocco di qualsiasi pubblicità per queste attività e la possibilità di apporre il logo “No slot” nei locali senza slot machine. La Asl invece dovrebbe provvedere alla cura ed al reinserimento di questi malati ed attivare appositi corsi di formazione per i gestori delle sale gioco per aiutarli ad individuare i clienti affetti da questa patologia.