VELENI E OPACITA'

Intercettazioni ricostruzione, il funzionario comunale: «una aggressione fatta ad arte»

Carlo Bolino: «spirito di abnegazione per la nostra città»

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Intercettazioni ricostruzione, il funzionario comunale: «una aggressione fatta ad arte»


 
 
L’AQUILA. «Pettegolezzi», «illazioni», «una vera aggressione».
Così Carlo Bolino, funzionario della Amministrazione Comunale di L’Aquila definisce le intercettazioni che lo riguardano pubblicate nei giorni scorsi dal quotidiano on line aquilano News Town. Intercettazioni che hanno gettato sconcerto in città e facenti parti di una inchiesta archiviata della Procura aquilana.
Il quotidiano nei giorni scorsi ha pubblicato le conversazioni perché, ha spiegato, sebbene non si sia arrivati a contestare reati penali sono state giudicate interessanti per capire il clima post sisma e la fase della ricostruzione aquilana. Nei giorni scorsi già l’ex assessore Lisi, al centro di quelle conversazioni, ha annunciato querele e oggi anche Bolino si accoda.
Alle ormai consolidate minacce di querele si aggiungono anche variegati commenti politici che cambiano tono a seconda del momento e del colore politico e dunque dell’opportunità (le elezioni si avvicinano).
Tra i tanti il più recente è quello del forzista Riccardo Chiavaroli, «Intorno alla ricostruzione a L'Aquila c'è una nebbia di detto e non detto che non fa bene agli amministratori, ai professionisti a vario titolo impegnati nel settore e più in generale a tutti i cittadini onesti di questa città. Mi riferisco alle ombre, che pur se non sconfinano nell'illecito, riguardano presunti favoritismi sulle pratiche e sui lavori effettuati». 
«Io credo che a questo punto per il bene della città, per salvaguardarne l'immagine e per sgombrare ogni equivoco», conclude Chiavaroli, «va compiuta subito una grande e semplice opera di trasparenza : che si tratti di lavori privati o pubblici, si renda pubblico nel dettaglio quali e quanti professionisti hanno emesso parcelle per le pratiche dal 2009 ad oggi, per quali importi e per quali lavori; e lo stesso dicasi per le imprese edili che a vario titolo hanno sin qui operato».

BOLINO ATTACCO E DIFESA
 «Mai in alcun modo», sottolinea il funzionario, «sono stato raggiunto da informazioni di garanzia o sono stato oggetto di alcuna delle indagini effettuate dalla Procura della Repubblica riconducibili a tali intercettazioni. Bolino si sente costretto a parlare e spiegare la sua versione dei fatti
«per sgomberare ogni dubbio alla opinione pubblica e ogni possibile illazione sulla correttezza, onestà anche intellettuale e principio di tutela del bene comune che hanno da sempre contraddistinto il mio operato dal lontano 1990 in cui fui assunto».
Il funzionario parla senza mezzi termini di «aggressione»: «non tutti conoscono  lo spirito di abnegazione e di sacrificio che alcuni dipendenti Comunali la notte della tragedia hanno dimostrato presentandosi al lavoro alle ore 4,15, 45 minuti dopo il terremoto presso la sede di Via Rocco Carabba parzialmente crollata. Non tutti sanno che in quella sede, sacrificando gli affetti più cari,  oltre a pochi dipendenti c’eravamo io, l’ingegner Di Gregorio e il sindaco Cialente. Lavorammo per giorni dormendo all’interno delle autovetture o qualche volta distesi a terra nella scuola di via Scarfoglio adibita a posto di coordinamento Comunale. Oggi veniamo trascinati in una discussione basata su intercettazioni pubblicate parzialmente, ovvero singole telefonate non inserite in un discorso contestualizzato e che permettono, a chiunque le legga, di poter credere che all’interno dell’Amministrazione si possano perpetrare non so quali nefandezze. Ci sono alcune persone che invece, in modo artificioso e con un personale obiettivo, alimentano il pettegolezzo, perché ormai è di moda “vomitare” gratuitamente sulle persone».
Il funzionario di dice indignato anche per la posizione assunta da alcuni consiglieri comunali, «che si arrogano il diritto di ergersi a censori e a condottieri di legalità e giustizia; a carico di questi ultimi e della redazione giornalistica ho conferito mandato legale per perseguirli a tutela della mia onorabilità. Ma dove erano costoro la notte della tragedia e nei mesi successivi??  Abbiamo lavorato pur essendo vittime stesse della tragedia, ai dipendenti Comunali che quella notte si presentarono per rendersi utili, non si è ritenuto di conferire alcun riconoscimento, menzionarli o citarli i discorsi di ringraziamento  a differenza di altri».
 Venendo alla questione su due opere pubbliche citate nelle  intercettazioni il funzionario spiega che per i lavori di viale Marconi «non risultano in alcun modo lievitati costi o gonfiati come invece traspare dalla pubblicazione artificiosa delle intercettazioni. Il costo preventivato inizialmente pari ad un milione di euro tale è rimasto alla fine dei lavori che sono sotto gli occhi della città».
 Per i lavori di via Vicentini, «la viabilità presentava un dissesto diffuso e cedimenti del corpo stradale dalchè, considerato che le economie ammontavano a circa €.45.000,00, si decise al rifacimento della stessa  in considerazione che la viabilità di Bazzano segnalata dal sindaco aveva un costo superiore ed inoltre non era all’epoca collegabile con viabilità esterne al centro abitato».
 «Sono fortemente amareggiato e deluso  da un tale atteggiamento», continua il funzionario, «che per alcuni può essere solo strumentale per fini politici, trascinando in queste pseudo crociate motivate magari da altri interessi, anche Dirigenti, Funzionari e dipendenti dell’Amministrazione. Mi domando come mai gli stessi personaggi, quando furono di dominio pubblico sulla stampa locale, non alzarono gli scudi a difesa dello scrivente, fui oggetto di minacce e tentativi  di incendio della macchina, tanto che le Forze dell’Ordine disposero un controllo e tutela preventiva della mia abitazione. Il lavoro della stampa teso ad informare i Cittadini anche con inchieste giornalistiche che hanno necessità di esistere per smascherare il malcostume e il malaffare, deve essere svolto con la massima chiarezza, puntualità verifica e riscontro delle notizie che pervengono qualche volta artificiose per secondi fini».