LA PROTESTA

Legge stabilità, protesta a Pescara: mille in piazza per il lavoro

Manifestazione sindacati, corteo in città con traffico in tilt

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Legge stabilità, protesta a Pescara: mille in piazza per il lavoro





PESCARA. Oltre mille persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata a Pescara da Cgil, Cisl e Uil Abruzzo nell'ambito della giornata di mobilitazione nazionale indetta dai sindacati per protestare contro i tagli previsti dalla legge di stabilità.
Il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha raggiunto piazza Sacro cuore per il comizio finale. Disagi alla circolazione e traffico in tilt, nel centro della città, al passaggio dei manifestanti. I sindacati, tra striscioni, fischietti e slogan, hanno chiesto la detassazione del lavoro e delle pensioni, la difesa del lavoro e nuovi investimenti.
Alla manifestazione ha partecipato anche anche Giuseppe Farina, segretario generale della Fim- Cisl. «L'obiettivo principale - ha detto Roberto Campo, segretario regionale Uil - e' quello di ottenere una consistente riduzione di tasse per lavoratori e pensionati per far ripartire i consumi e quindi l'economia e l'occupazione. Per finanziare questa riduzione di tasse bisogna tagliare i costi della politica e rendere automatico l'utilizzo dei soldi recuperati dall'evasione per tagliare le tasse».
«In questa fase - ha evidenziato Paolo Castellucci, della Cgil di Pescara - e' necessario cambiare radicalmente le politiche del governo, ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti e i pensionati, rimettere il lavoro al centro dell'agenda politica del governo. Queste sono le scelte che bisogna fare per poter uscire dalla crisi e cambiare realmente la condizione di disagio di questo paese».
«La legge di stabilità non è adeguata rispetto alle urgente economiche e sociali del Paese. Deve cambiare nella direzione dei nodi che stanno impoverendo l'Italia», ha detto il segretario nazionale della Fim Cisl, Giuseppe Farina. «La crisi è dovuta alla caduta dei consumi interni e degli investimenti - ha sottolineato Farina - e tutto questo fa perdere lavoro al Paese. L'unica possibilità è intervenire su due elementi: detassazione del lavoro e delle pensioni e investimenti che producano occupazione. Queste - ha concluso il segretario - sono le due priorità assolute».
«E' una manifestazione importante - ha sottolineato Gianni Melilla, deputato di Sel - perche', a differenza di altre ribellistiche e senza obiettivi precisi, questa vuole cambiare la legge di stabilita' nel segno del lavoro».
Diversi, inoltre, gli interventi di lavoratori e pensionati. La proposta dei sindacati, secondo cui la priorità è il lavoro, è quella di «tagli non lineari, ma mirati, con l'obiettivo di ridurre sprechi e inefficienze ed aumentare la produttività, trasformando la attuale situazione drammatica in forza per promuovere un cambiamento». A livello locale, secondo le organizzazioni, è necessario «finanziare gli ammortizzatori sociali, le aree di crisi e completare le riforme».