IL FATTO

Contributo scolastico volontario: «è clima da caccia alle streghe»

Nuove segnalazioni e scatta l’ispezione ministeriale

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Contributo scolastico volontario: «è clima da caccia alle streghe»




PESCARA. Dopo la denuncia delle scorse settimane, in merito alla gestione dei contributi volontari richiesti alle famiglie all'istituto comprensivo Pescara 5, il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, lancia un altro allarme.
«A giudicare dalle segnalazioni che mi sono giunte nei giorni scorsi purtroppo sembrerebbe che la questione non sia stata risolta, anzi», spiega il parlamentare che fa parte della commissione VII Cultura e istruzione della Camera.
Il Ministero ha più volte chiarito che i contributi chiesti alle famiglie devono essere assolutamente volontari, rendicontati ali genitori, non devono generare in alcun modo discriminazioni e non devono servire per svolgere l'attività didattica curricolare.
Ma alcuni genitori hanno segnalato al parlamentare che «il clima vessatorio della dirigente e di alcuni stessi insegnanti dell'istituto nei confronti dei genitori (e degli alunni) che non hanno versato il contributo volontario sia addirittura aumentato, con gravi ripercussioni sugli alunni che subirebbero questo clima da 'caccia alle streghe' che si sarebbe creato nell'Istituto». 

«Addirittura», spiega ancora Vacca, «mi sono giunte segnalazioni che sarebbero state richieste, alle famiglie che non hanno versato il contributo volontario, delle giustificazioni economiche minacciando anche di dover produrre la dichiarazione dei redditi (modello ISEE) a giustificazione del mancato versamento».
Vacca mostra anche una foto che ha ricevuto da parte di un genitore relativa a un avviso comparso in alcune classi dell'istituto. Nel cartello si legge: «chi è esente dal pagamento è pregato di comunicarlo in direzione. Urgente».
Ci sarebbe stata, poi, una violazione della privacy, riferisce ancora Vacca: «i genitori mi hanno raccontato che i nominativi delle famiglie che non hanno pagato il contributo sarebbero stati divulgati a tutti, contribuendo a creare un clima di contrapposizione tra le famiglie e gli stessi alunni. Infine, sembrerebbe che l'insegnamento musicale sia stato sospeso in attesa di far partire i corsi a pagamento nelle classi. Se è vero sarebbe gravissimo», continua il deputato, «poiché tale insegnamento è obbligatorio e dovrebbe essere svolto regolarmente dagli insegnanti in servizio nell'istituto, e in nessun modo dovrebbe essere un'attività a pagamento».
Dal Ministero, intanto, assicurano che dopo un iniziale intervento tramite l'Ufficio scolastico regionale, che a quanto pare sembrerebbe non aver sortito effetti, si è deciso d'intervenire direttamente con un'ispezione approfondita per accertare gli eventi. 

Il Ministero, comunque, già dalla visione della circolare di richiesta dei contributi avrebbe ravvisato delle irregolarità poiché non veniva specificato in maniera chiara il carattere assolutamente volontario del contributo.
«Aspettiamo gli esiti dell'ispezione, così come la risposta all'interrogazione parlamentare da me depositata», annuncia Vacca. «Ci auguriamo inoltre che vi sia una immediata e chiara presa di posizione dell'ufficio scolastico provinciale e di quello regionale, per fare chiarezza sulla vicenda e per monitorare anche la situazione negli altri istituti della provincia e di tutta la regione».
Il deputato del Movimento 5 Stelle ha annunciato che chiederà nei prossimi giorni un incontro con il direttore generale regionale Pellecchia.
«Spero che si tratti solo di un malinteso», chiude Vacca, «perché in caso contrario, qualora le segnalazioni dei genitori venissero confermate, ci troveremmo di fronte a un caso gravissimo e irresponsabile di gestione di un istituto scolastico, con delle conseguenze devastanti per la serenità degli stessi alunni».