Pescara, ecco la soluzione Mascia per ripianare il buco di bilancio

Tagli qua e là e no al ripianamento dei debiti per Pescara Parcheggi

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Luigi Albore Mascia

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PESCARA. Ieri mattina la maggioranza di governo ha consegnato nella mani della minoranza consiliare la propria proposta di copertura del Fondo di Solidarietà: 4,2 milioni di euro che devono essere recuperati da qualche parte.
Scartata l’ipotesi dell’aumento dell’Imu (e accontentano dunque l’Udc) l’amministrazione di centrodestra ha reperito 607mila 500 euro dagli oneri della Bucalossi; 275mila 728 euro dalle spese per gli investimenti titolo II; 640mila euro dal rinvio al 2014 del pagamento di alcuni debiti fuori bilancio-capitolo contenziosi; 580mila euro dal ripiano delle perdite di Pescara Parcheggi; 1milione 93mila 336,90 euro dalla riduzione delle spese correnti; 700mila euro dai maggiori introiti Irpef e 455mila 337,87 euro dai maggiori accertamenti Tarsu per un totale di 4milioni 351mila 903,65 euro.
«In particolare», spiega l’assessore Marcello Antonelli, «i 607mila 500 euro degli oneri della Bucalossi sono stati reperiti riducendo o rinviando alcuni investimenti, ossia 200mila euro destinati al completamento di via Carlo Alberto Dalla Chiesa; 100mila euro dai lavori di infrastrutturazione e riqualificazione dell’area circostante la chiesa della Santa Famiglia; 20mila euro per le spese di riqualificazione ambientale; 100mila euro lavori di completamento di via Sacco e traverse; 100mila euro dalle attività di supporto alla realizzazione delle opere pubbliche; 87mila 500 euro per la realizzazione della rete di acque bianche in via Nazionale Adriatica sud».
Questo non significa, ha assicurato il consigliere di maggioranza Lorenzo Sospiri «che tali opere non si realizzeranno, ma piuttosto che si faranno in più tranche».
Ad esempio per la realizzazione della rete delle acque bianche in via Nazionale Adriatica sud, nel tratto compreso tra via Celommi e il confine con Francavilla al Mare, restano in bilancio altri 500mila euro disponibili.
Ridotte le spese per gli investimenti Titolo II con il taglio di 122mila 743euro dalle spese per il finanziamento dei debiti fuori bilancio per beni patrimoniali; 20mila euro dai debiti fuori bilancio riconoscibili; 3mila 626 euro per l’acquisto di hardware e software; 5mila 300mila euro per il progetto Wi-Fi free Adriatico; 263 euro per l’acquisto di attrezzature scolastiche; 10mila euro per l’acquisto di attrezzature per centri sportivi; 25mila euro per l’acquisto di attrezzature per progetti co-finanziati; 2mila 285 euro per l’acquisto di arredi scolastici; e 86mila 511 euro per spese tecniche.

Per quanto riguarda la somma di 640mila euro recuperata sul capitolo contenziosi si è rinviato al 2014 il pagamento di parte del debito derivante dalla sentenza del Tar nei confronti della Caldora, che ha accettato la rateizzazione. Altri 580mila euro saranno attinti dal fondo di Pescara Parcheggi, «ovvero non ripianeremo nel 2013 le perdite del 2012», spiega ancora Sospiri. «A quel punto l’amministratore unico dovrebbe convocare l’Assemblea per sapere dal socio unico, ossia il Comune, come intende procedere. In quel caso si valuterebbe la liquidazione della società che verrà portata in Consiglio comunale con una delibera, ovviamente dopo il bilancio, quindi sarà il Consiglio a dover decidere e ad assumersi la relativa responsabilità. In caso di esito positivo comincerà la gestione liquidatrice della società che potremmo affidare allo stesso amministratore delegato e Pescara Parcheggi continuerà comunque a lavorare, anche perché trattandosi di un servizio essenziale, la riscossione dei posti auto a pagamento, non può essere interrotto. Ma nel frattempo, entrati nel 2014, potremo rimettere in bonis la società stessa, questa volta dandole però le risorse necessarie per camminare, e quindi la società non chiuderà, in altre parole applicheremmo la stessa procedura utilizzata per la Siap-Attiva».
Infine 1milione 93mila euro deriverà dalla riduzione delle spese correnti, con tagli su diversi capitoli di bilancio, come 50mila euro in meno sulle indennità di funzione per il sindaco e gli assessori; altri 10mila euro dall’indennità di fine mandato del sindaco, spesa stabilita dalla legge e non dalla volontà dell’amministrazione; circa 26mila euro per servizi vari inerenti la manutenzione degli Uffici giudiziari. Infine 700mila euro in più li abbiamo reperiti dalle maggiori entrate sull’addizionale Irpef, salite di oltre 300mila euro dal 2007 a oggi”.
«A questo punto», ha chiuso l’assessore Antonelli, «ritengo non ci siano altri ostacoli all’approvazione di un bilancio, fatto salvo un ostruzionismo incomprensibile e dannoso per la città e per i dipendenti comunali che sarebbero costretti a subirlo sino al giorno di Natale. Soprattutto va rilevato che abbiamo tenuto conto delle opinioni dell’Udc, posizione che dovrebbe a questo punto aver ricompattato la maggioranza».

«BILANCIO INATTENDIBILE E POCO CREDIBILE»

«Il Bilancio del comune di Pescara è stato stirato come un elastico per trovare risorse solo per risolvere esclusivamente i problemi politici della maggioranza ma in nessun modo la terza manovra economica, nell’arco di appena due mesi, ha affrontato le questioni vere che interessano i cittadini pescaresi», denunciano i consiglieri del Pd Enzo Del Vecchio e Moreno Di Pietrantonio.

I due consiglieri considerano il documento della maggioranza «inattendibile e poco credibile sul piano degli interessi collettivi se, come è vero, rimangono aperte le ferite inferte con la seconda manovra. Si aggiunge a quello sfacelo finanziario l’ulteriore aggravio di scelte che di fatto rinviano all’esercizio 2014 e quindi alla nuova amministrazione di Pescara, debiti che questa amministrazione non è riuscita ad onorare nel corso del 2013 e che, invece di sostenere i tagli precedenti, si sommano alla voragine che stanno determinando».