Aeroporto L’Aquila, dipendenti assunti e già licenziati. «Trasportavo materiale radioattivo»

News Town incontra due giovani che raccontano la loro storia

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Aeroporto L’Aquila, dipendenti assunti e già licenziati. «Trasportavo materiale radioattivo»

Musarella della Xpress




L’AQUILA. C’è Andrea, assunto dalla Xpress con contratto a tempo indeterminato da 1.050 euro e mandato a casa dopo nemmeno un mese.
E c’è Antonio, anche lui assunto dalla Xpress e mandato a casa dopo qualche settimana, nonostante avesse firmato, come il collega, un contratto a tempo indeterminato.
Sono i due giovani (i nomi sono di fantasia) contattati dal giornale on line News Town che da settimane cerca di capire cosa ruoti attorno alle assunzioni della società che deve gestire lo scalo aeroportuale di Preturo. Assunzioni che dal principio hanno fatto discutere perché le 60 unità previste appaiono sovradimensionate rispetto alle esigenze dell’aeroporto, ma anche perché per quelle assunzioni la società avrebbe beneficiato di 800 mila euro di fondi pubblici.
News Town racconta nei dettagli, grazie alla testimonianza dei due protagonisti, le ‘particolari’ mansioni assegnate e soprattutto i licenziamenti in tempi record, perché, dice la società, i due non avrebbero superato il periodo di prova.

«TRASPORTATO SOSTANZE RADIOATTIVE»
Antonio ad esempio, è stata assunto come autista e andava all’aeroporto di Fiumicino per ritirare del materiale da consegnare, poi, negli ospedali di Pescara, Atri, Teramo, Campobasso o Napoli. «Partenza alle 5 del mattino, da Preturo, con un furgone – racconta il ragazzo - che non aveva neanche le gomme termiche. Ho vissuto come un incubo la nevicata del 27 novembre. Una volta consegnato il materiale, tornavo a Preturo. Se c'era ancora tempo, mi chiedevano di tagliare l'erba, di spalare la neve, di svolgere lavori di manutenzione nella struttura aeroportuale».
Ma è sul materiale da trasportare che la questione si fa interessante. Il giovane, infatti, sostiene, che si trattasse di «colli contenenti campioni biologici e sostanze radioattive che ritiravo nei magazzini di Fiumicino e lasciavo negli ospedali», probabilmente medicina nucleare.
Il giovane però sostiene di non aver mai seguito prima di questo incarico alcun corso di formazione per trasportare sostanze radioattive ma gli sarebbe stata fornita una 'Guida operativa di radioprotezione' dove compare il logo della ONBC srl, On board courier, società con sede a Milano, in via Battistotti Sassi 2. La Onbc srl fa parte del gruppo Quazim srl, che controlla il 95% della società. E il 94% della Xpress srl.
«Noi trasportavamo il materiale a mano, altro che mezzi meccanici, e non avevamo neanche i guanti, racconta Antonio. Eppure, sulla Guida è scritto chiaramente che 'è buona norma utilizzare i guanti per la manipolazione»

ANDREA: «SENZA COMPETENZE E SENZA STRUMENTI ADATTI»
L’altro ragazzo racconta invece di aver firmato il contratto senza sapere cosa avrebbe fatto esattamente e dove avrebbe lavorato. «E' successo tutto molto in fretta: il 5 novembre ero stato convocato per il colloquio e ventiquattro ore dopo avevo già firmato per un tempo indeterminato». Mansione autista-facchino, 1050euro netti al mese.
Alla fine però ha dovuto fare il manovale: «mi hanno chiesto di trasferirmi ad Udine. Poi a Roma, all'Aeroporto di Fiumicino. In realtà, non potevo andar via dall'Aquila. Dunque, mi hanno tenuto a Preturo. In queste settimane, ho lavorato agli impianti idraulici dei bagni dello scalo. Pur non avendo alcuna competenza. Senza alcun tipo di protezione, neanche le scarpe anti-infortunistiche. Eppure, ho lavorato duro e mi sono dato molto da fare. Volevo mantenere il mio posto di lavoro».

New Town spiega di aver chiesto alla società Xpress di chiarire queste due situazioni ma al momento non sono arrivate risposte.

+++ IL RACCONTO INTEGRALE DI ANDREA

+++ IL RACCONTO INTEGRALE DI ANTONIO