LA DECISIONE

Il Tar: «legittimo il mancato rinnovo della concessione alle Terme di Caramanico»

Sentenza immediatamente esecutiva, la società deve andare via

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2834

TERME DI CARAMANICO




CARAMANICO. Il Tar sancisce la piena legittimità dell’operato della Provincia di Pescara che non aveva inteso rinnovare la concessione alla società che gestisce le Terme di Caramanico.
Una sentenza che potrebbe mettere fine ad una vicenda innescatasi improvvisamente quando il Comune di Cramanico, poche settimane prima della ultracinquantennale scadenza della concessione, ha deciso di non rinnovarla per poi esperire una procedura di evidenza pubblica ed eventualmente gestire in proprio la fonte “Pisciarello” .
La sentenza emessa dal Tar Pescara il 28 novembre scorso è immediatamente esecutiva ed ha come importante effetto quello dell’abbandono del bene, cioè la sorgente termale, da parte della Società Delle Terme S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, Franco Masci, che potrebbe comunque appellare la decisione e chiederne la sospensione dell’esecutività.
La strada però sembra segnata verso il cambiamento.
La Società Delle Terme S.p.A., è titolare di due concessioni di estrazione di acqua minerale e termale, denominate “La Salute” e “Santa Croce-Pisciarello”, nel Comune di Caramanico. La concessione scadeva il 18 maggio 2013 e la società inviò richiesta di rinnovo della concessione.
Dopo un iter procedimentale articolatosi in due riunioni tenutesi presso la Provincia di Pescara il 20 dicembre 2012 ed il 31 gennaio 2013, l’amministrazione provinciale emanò il 6 febbraio 2013 la determina dirigenziale n. 2013-0000300, con cui respingeva la citata istanza di rinnovo. 

Le ragioni del rifiuto furono duplici: l’istanza era avanzata da un soggetto distinto dal titolare della concessione mineraria, che sarebbe la “Nuove Terme di Caramanico S.r.l.”; le nuove norme impongono una gara pubblica per l’assegnazione della concessone.
In giudizio si è costituito anche il Comune di Caramanico Terme, rappresentato dall’avvocato Claudio Di Tonno, depositando controricorso con contestuale ricorso incidentale per chiedere l’inammissibilità del ricorso principale per carenza di interesse. La Regione Abruzzo, che pure era stata chiamata in giudizio, non si è costituita tuttavia l’ente ha modificato le normative sull’argomento.
Con la legge n.64 del 18 dicembre 2012 la Regione ha modificato, infatti, il vecchio regime normativo introducendo novità sostanziali alla legge sul termalismo del 2002: divieto di rinnovo della concessione; divieto dell’affidamento diretto; obbligo di espletare una gara pubblica.
In definitiva, da una parte c'è il privato che ha ottenuto un bene pubblico grazie alla vendita avvenuta nel 1943, potendolo sfruttare interamente e sborsando al Comune l’’astronomica’ cifra di 57 centesimi all'anno. Dall'altra parte c'è il Comune che, analogamente a quanto accade nel 98% delle località termali italiane, punta a potenziare lo sviluppo della risorsa naturale del proprio territorio utilizzando tutte le possibilità che le leggi gli consentono. In mezzo c’è la Regione che in questi anni è stata completamente silente nonostante la posizione del Comune sia stata chiara fin dall’inizio.
Alessandro Biancardi