LA DENUNCIA

Comunità Aventino Medio Sangro: «la nomina del commissario è illegittima»

La denuncia del consigliere regionale Giovanni D’Amico

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Comunità Aventino Medio Sangro: «la nomina del commissario è illegittima»




ABRUZZO. La nomina del Commissario Guglielmo Palmieri a Commissario della Comunità Aventino Medio Sangro, avvenuta l’11 novembre scorso, potrebbe risultare illegittima.
E’ questa la denuncia contenuta in una interpellanza inoltrata giovedì mattina al presidente Chiodi dal vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giovanni D’Amico.
«L’ingegner Palmieri è stato assunto nel 1985 come funzionario nella ex comunità Montana Sangro Vastese», fa notare D’Amico, «per poi essere, dopo soli tre anni, inquadrato come dirigente di primo livello con attribuzione dell’indennità di coordinamento all’interno dello stesso ente»
Lo stesso, spiega ancora il consigliere regionale di opposizione, inoltrò un ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Lanciano, per la mancata corresponsione di arretrati ed indennità relativi alla sua qualifica dirigenziale da parte dell’ente Montagna Sangro Vastese. A quel punto si evidenzio’ da parte del Controllo Ispettivo Contabile della Regione Abruzzo, dietro segnalazione di presunte irregolarità, che “nella sola ottica di un eventuale transito del personale delle Comunità montane, in scioglimento nei ruoli dell’Amministrazione regionale poiché, nel caso specifico, l’eventuale fondatezza delle irregolarità segnalate potrebbe comportare un danno finanziario con possibile e futuro impatto sul bilancio della Regione”.
«Nel parere del Comitato», continua D’Amico, «si evidenzia che l’inquadramento dell’Ing. Palmieri è avvenuto “senza il rispetto delle necessarie modalità di accesso alla qualifica dirigenziale stabilite dai CCNL e dall’ordinamento vigente”; in particolare senza alcuna previsione in pianta organica di posti dirigenziali, senza aver maturato il requisito minimo di servizio e senza espletare nessun concorso, e che pertanto la corresponsione di arretrati ed indennità “si ritengono non dovute”. Ora, dato il Contenzioso in essere, con la Regione Abruzzo - conclude D’Amico- il presidente Chiodi dovrebbe revocare la nomina appena effettuata al fine di evitare appunto eventuali danni finanziari di impatto sul bilancio della Regione».