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Filovia, i documenti smentiscono il Comune: «lavori a carico del privato»

Ecco le carte che arricchiscono le incongruenze

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Filovia, i documenti smentiscono il Comune: «lavori a carico del privato»


PESCARA. Il Comune di Pescara si accolla le spese per la rimozione delle barriere architettoniche e il rinforzo del manto stradale per la realizzazione della filovia.
Il consigliere comunale del Pd, Antonio Blasioli, trova un documento che stabilisce, però, che quelle spese devono essere a carico della Balfour Beatty Rail. Perché ciò non avviene?
La polemica è nata alcuni giorni fa dopo che il Comune ha dato l’ok a lavori per 800 mila euro per l'eliminazione delle barriere architettoniche e il rifacimento integrale dell'asfalto della Strada parco, con l'applicazione di bitume rinforzato.
Ma perché a pagare deve essere l’amministrazione pubblica che si trova dunque a eseguire in prima persona le prescrizioni impartite dal Comitato Via per le opere di completamento della filovia?
«Il Comune non è assolutamente tenuto a eseguire quei lavori», ha protestato Blasioli, « giacché gli oneri conseguenti, in forza degli obblighi contrattuali assunti, sono a totale carico della Balfour Beatty Rail, cui compete in via esclusiva l'onere di garantire l'idoneità strutturale del tracciato riservato al transito della filovia».
Ma i consiglieri Foschi e Sospiri hanno spiegato che sarà il Comune a pagare perché la strada è pubblica.
Adesso, però, il consigliere comunale di minoranza tira fuori dei documenti che proverebbero che a dover mettere mano al portafoglio in questo momento non dovrebbe essere affatto l’amministrazione pubblica ma la società appaltatrice.
C’è ad esempio un documento che, prima ancora del capitolato d'appalto (che in più punti sottolinea l'esclusiva competenza della Balfour Beatty Rail sul sottofondo stradale) chiarisce la controversa questione delle barriere architettoniche.
All’articolo 5 ‘Condizioni di esecuzione’ del contratto di fornitura, la Balfour Beatty Rail dichiara «di aver attentamente preso visione del progetto strutturale dell'intervento, di ritenerlo completo e corretto in tutte le sue parti, volendone con ciò assumere le relative responsabilità». «Più chiaro di così non si può», spiega Blasioli.
Fin dal 3 febbraio 2011, il Pd aveva segnalato il problema dell'inadeguatezza strutturale del tracciato di Via Castellammare, con apposita interrogazione urgente del consigliere Camillo D'Angelo, cui è pervenuta una incredibile risposta del dirigente Trisi, secondo il quale le prescrizioni impartite dalla ditta costruttrice del Phileas, circa l'esigenza di dotare il sottofondo stradale di un massetto in calcestruzzo armato di idoneo spessore, «sono riconducibili alle normative proprie dell'Olanda, ove il contesto ambientale e geologico è nettamente diverso dalla nostra realtà».
«Questa risposta», commenta oggi Blasioli, «la dice lunga sull'evidente inattendibilità del suo contenuto», ed è stata segnalata, senza alcun esito, sia al Ministero dei Trasporti, sia alla Corte dei Conti.

Quanto alla barriere architettoniche, il duo Foschi - Sospiri disconosce un impegno formale assunto dalla GTM nei confronti del Comitato VIA.
Infatti nella “Relazione Generale Trasportistica per la descrizione della sintesi dei benefici attesi” dal nuovo impianto filoviario, relazione consegnata dalla GTM al Comitato VIA l’8 agosto scorso per conseguire l’autorizzazione a riprendere i lavori, si legge testualmente: “Facendo riferimento alla relazione specialistica architettonica, è importante evidenziare in questa sede che le azioni correttive che vengono enucleate nel documento inerente il superamento delle barriere architettoniche sono sostenibili nell’ambito della gestione dei lavori in corso e saranno oggetto di apposita elaborazione esecutiva”.
Dunque se ufficialmente la società si faceva carico di queste spese perché arriva il Comune in soccorso?
«La circostanza è ancor più grave», continua Blasioli, «se si considera che ci si trova al cospetto di barriere architettoniche per la gran parte ineliminabili, per cui l'intervento del Comune, oltre che indebito, diventerebbe persino inutile. Al pari di quello disposto sul manto stradale, dove la scarificazione superficiale del "tappetino di usura" servirebbe solo a disperdere denaro pubblico, sempre più scarso e prezioso, nell'assoluta noncuranza del fatidico duo Foschi Sospiri».
Inoltre, contesta ancora Blasioli, la scelta operata dalla Giunta, interverrebbe a modificare sostanzialmente le condizioni preesistenti di un tracciato già accettato dalla ditta appaltatrice, perché riconosciuto dalla stessa strutturalmente idoneo. «Così esonerando la Balfour Beatty Rail da ogni conseguente responsabilità, oltre a creare un pericoloso precedente anche rispetto alle future manutenzioni di una tratta protetta, riservata - in via esclusiva - al passaggio della filovia, a beneficio unico della Stazione appaltante GTM».

RELAZIONE Gtm Comitato via 8 Agosto 2013