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Abruzzo. Fondi alla Cultura, emendamento Acerbo abolisce la legge 43

La riforma era stata respinta l’estate scorsa, poi a novembre l’arresto di De Fanis

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Abruzzo. Fondi alla Cultura, emendamento Acerbo abolisce la legge 43

Maurizio Acerbo





L’AQUILA. «Comunico con una certa soddisfazione che è stata abrogata la famigerata legge 43, per intenderci quella dell'inchiesta De Fanis».
Attacca così una nota di Maurizio Acerbo (Prc), che spiega che è stato approvato un emendamento alla legge comunitaria presentato da Rifondazione Comunista e sottoscritto anche dal presidente della VI commissione Emiliano Di Matteo.
«Il testo dell'emendamento approvato ricalca fedelmente quello della proposta di legge di riforma che gli uffici avevano predisposto per la giunta Regionale ma che era stato rimandato al mittente l'estate scorsa».
Il 14 novembre scorso, infatti, nel corso dell'audizione in VI commissione della dirigente Elena Sico che relazionava sulle proposte contenute nella cosiddetta "legge europea" proprio Acerbo aveva posto un interrogativo ai consiglieri di maggioranza.
Come mai non avete approfittato dell'occasione per intervenire sulla legge 43 visto che nella stessa erano previste modifiche? Come mai anche altre leggi, che riguardavo lo stesso argomento, sono state escluse?
«Nel rispondermi», ricorda Acerbo, «la Sico mi comunicò di aver predisposto per la Giunta un progetto di legge ma che la Giunta le aveva restituito questo regolamento e il progetto di legge che non era stato quindi licenziato».
A quel punto Acerbo ha chiesto altra documentazione ed è incappato nella lettera di "restituzione" protocollata il 9 luglio 2013 nella quale il direttore Walter Gariani comunicava: "Come deciso dalla Giunta Regionale nella seduta del 24 giugno 2013, si restituisce la proposta di deliberazione indicata in oggetto".
La proposta di legge prevedeva l'abolizione della legge regionale 43 del 1973 e una nuova "disciplina per l'organizzazione di eventi e la concessione di contributi" eliminando l'assoluta discrezionalità dei politici che caratterizza la legge vigente e chiarendo che all'organo di direzione politica spetta il compito di formulare criteri e indirizzi.
Ieri però un passo avanti importante. La norma è stata approvata all'unanimità e senza obiezioni, «purtroppo dopo che l'inchiesta della magistratura ha colpito l'Assessore De Fanis proprio sulla gestione di quei fondi», sottolinea il consigliere di opposizione.
«Credo - conclude Acerbo - che il presidente Chiodi e il resto della Giunta Regionale abbiano il dovere di spiegare perché questa riforma fu gettata nel cestino anche se si evince dalle intercettazioni di De Fanis pubblicate sulla stampa»