I NODI E IL PETTINE

Nuovo porto di Pescara, dragaggio e Megalò il festival delle beffe

Tre emergenze impegnano la politica locale

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Nuovo porto di Pescara, dragaggio e Megalò il festival delle beffe

Foto: Valerio Simeone - Fotowireless




ABRUZZO. Cosa si agita dietro il nuovo piano regolatore portuale che porta il consigliere Lorenzo Sospiri contro una dirigente regionale che invece chiarisce che «non ci hanno messo nelle condizioni di operare»? Che significa?
Ed il dragaggio che sta per concludersi con tanti applausi, vuoi vedere che per l’ennesima volta non è servito a nulla? E poi c’è il Megalò: tutti si agitano ora ma al tempo non hanno visto né sentito nulla.
Ombre sempre più minacciose di reiterate beffe ai danni della collettività aleggiano su questo scorcio di emergenza da alluvione.

FANGO E DETRITI NEL FIUME HANNO GIA’ VANIFICATO IL DRAGAGGIO?
Solo un semplice ragionamento: l’ondata di piena eccezionale ha portato a valle più fango e detriti del solito. Chiaro e inconfutabile. Questa portata eccezionale di detriti quanto ha influito sui fondali del fiume appena dragati?
Una risposta certa non c’è fino a quando non si scandaglierà il fiume per tracciare le nuove batimetriche, cioè le linee di fondale.
Certo è che il rischio che nemmeno il tempo di festeggiare la fine del dragaggio e già è tutto da rifare sarebbe una beffa da record. Ma anche questa andrebbe ad incasellarsi nell’ampio scenario del fiume tappato dalla diga foranea e dal molo di levante, dal fiume incanalato e dalle opere costruite lungo il corso d’acqua.
La politica risponde che tanto sono già stati trovati altri 800mila euro per il prossimo dragaggio. Problema risolto.

IL PIANO REGOLATORE PORTUALE
La responsabile della Valutazione ambientale del Prg portuale, Carla Mannetti, attaccata da Sospiri per il mancato rilascio del parere della Vas, a PrimaDaNoi.it ha detto «E’ stata montata una polemica fuorviante perché nell’approvazione di questo Piano è coinvolta tutta la struttura dell’assessorato. Perciò la personalizzazione contro di me è solo strumentale ed anche inutile».
Già perché questa personalizzazione da parte di Sospiri che ben sa che queste cose si fanno in gruppo, che esistono staff che fanno capo tra gli altri all’assessorato? E poi «fuorviante» da cosa? Da cosa si vuole distogliere l’attenzione?
Come più volte detto a mettere fretta alla Regione c’è un gruppo bipartisan che fa capo ad amministratori pescaresi e tra questi anche il Pd locale che sembra pensarla proprio come Sospiri.
«E’ del tutto evidente che da parte di questo governo regionale ci sia o incapacità o continua ad esserci una contrapposizione premeditata verso la città di Pescara», dice il capogruppo Moreno Di Pietrantonio, «Pescara ha bisogno di far andare avanti il Piano Regolatore Portuale perché c’è l’urgenza inderogabile prima che accada qualche cosa di irreparabile di risolvere definitivamente i gravi problemi strutturali del porto a partire dalla diga foranea. Nessuno può più permettersi di allungare i tempi a dismisura, c’è da assumersi le proprie responsabilità. Stiamo perdendo l’opportunità di importanti finanziamenti per i lavori necessari alla infrastruttura portuale a causa di questi ingiustificati ritardi».
Su dragaggio e nuovo porto si registra una dura presa di posizione del deputato M5S Gianluca Vacca che lunedì ha partecipato alla riunione in prefettura.
«L'ipocrisia dei nostri amministratori che si nascondono dietro all'eccezionalità dell'evento è deplorevole, vergognosa, e ci fa comprendere molto chiaramente quale sia il grado di onestà di questa classe politica», dice Vacca, «come se non fosse tutto in gran parte previsto e preannunciato negli anni passati. Non era forse stato annunciato l'allagamento del Megalò? Non avevamo già sfiorato l'esondazione del fiume Pescara e degli altri fiumi? Le città non si allagavano già ad ogni minima pioggia? Le strade non franavano già con un po' di acqua?». Vacca lunedì ha partecipato alla riunione dal Prefetto di Pescara con tutti i rappresentanti degli enti locali e dello Stato. Si doveva parlare del dragaggio del porto di Pescara.
Si è parlato di quanto si sia dragato e della necessità di dragare altri sedimenti e di come smaltirli. «Però», aggiunge Vacca, «mentre lunedì tutti parlavano di come affrontare le emergenze, delle ingenti risorse necessarie per dragare qualche altro centimetro, io ho posto un semplice problema: perché continuare a buttare soldi per riparare i danni, quando prevenirli costerebbe molto meno ed eviterebbe queste catastrofi, come ha ricordato anche Giovanni Damiani? Perché non è stato fatto un piano d'intervento sui fiumi, a cominciare dal Pescara, che oltre a esondare in questi giorni avrà portato alla foce detriti su detriti vanificando parte del lavoro e dei soldi impegnati nel dragaggio? Perché si continuano a rilasciare autorizzazioni (Megalò 2 ad esempio) che devastano il nostro territorio rendendolo più vulnerabile? Perché in sostanza si pensa sempre alle emergenze e mai alla prevenzione? Tutti annuivano quando ponevo questi problemi, poi nei fatti però tutti i presenti erano i portatori di politiche devastanti e che per decenni sono andate in tutt'altra direzione».
Vacca ha lanciato un altro appello: prendere in considerazione tutte le critiche avanzate sul piano portuale attualmente in fase di approvazione alla Regione, per evitare di trovarci tra 20 anni con l'ennesimo sperpero di denaro pubblico e con i problemi ancora irrisolti. «Su questo punto quasi nessuno annuiva», fa notare Vacca. «Sono stato l'unico a portare questi temi, ad avanzare questi dubbi».

MEGALO’: C’E’ QUALCUNO CHE ESCLUDE RISCHI?
La chiusura con ordinanza sindacale per ben due giorni del grande centro commerciale “minacciato dal fiume” è anche questo un record della recente alluvione che ha fatto scatenare la bagarre politica su fatti e documenti incontrovertibili che parlano di costruzione su un’area ad alto rischio di esondazione.
Chi ha sempre sottovalutato il fenomeno oggi deve fare i conti con la… natura. E c’è pure chi scommette che la prossima alluvione non sarà tra 20 anni ma molto prima.
Intanto il vice presidente del Consiglio Comunale di Chieti, Alessandro  Marzoli, chiede al sindaco certezze e se «l' Amministrazione comunale è a conoscenza di eventuali rischi che il centro commerciale Megalò potrebbe correre in caso di straripamento del fiume Pescara; se sono a disposizione dell' Amministrazione comunale documenti che escludano rischi per gli operatori, i lavoratori ed i clienti del centro commerciale in caso di eventi naturali  di portata straordinaria che incidano sulla tenuta degli argini del fiume Pescara; se è previsto un piano di emergenza per evacuare il territorio su cui insiste Megalò in caso di eventi naturali di portata straordinaria che incidano sulla tenuta degli argini del fiume  Pescara».