LA RISPOSTA

Filovia e asfalto. Sospiri e Foschi: «Il Comune fa i lavori perché è proprietario della strada»

«Lo ‘scandalo’ paventato dal Pd non esiste»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2065

COMUNE DI PESCARA NOTTE






PESCARA. «Le opere messe in cantiere in via Castellamare, ovvero l’ex tracciato ferroviario, impropriamente denominato ‘strada-parco’, sono perfettamente legittime e dovute perchè il proprietario della strada è il Comune».

A rispondere al consigliere Antonio Blasioli (Pd) sono Lorenzo Sospiri e Armando Foschi che illustrano le ragioni dei lavori finanziati per oltre 800mila euro e che riguardano anche i tratti della strada parco oggetto dell’appalto per la filovia.

«Si tratta delle opere di abbattimento delle barriere architettoniche, che sono parte delle prescrizioni impartite dal Comitato Via per le opere di completamento della filovia, e che spettano al Comune che è il proprietario della strada», dice Sospiri, «che alla Gtm ha concesso esclusivamente l’utilizzo del sedime, e non ha certamente venduto la titolarità della strada».
«Oggi lo scandalo, secondo il Pd», dicono Sospiri e Foschi, «riguarderebbe le opere già previste nel Piano Triennale delle Opere pubbliche dalla giunta per l’abbattimento delle barriere architettoniche in via Castellamare opera dovuta, prevista già da mesi, ancor prima che il Comitato Via la trasformasse in una prescrizione propedeutica al completamento della filovia, e che soprattutto spetta al Comune, non spetta alla Gtm, men che meno spetta alla Balfour Beatty, che si è aggiudicata l’appalto e dunque deve realizzare solo le opere previste in appalto. E quell’intervento, come abbiamo precisato già nel giorno stesso del pronunciamento del Comitato Via, spetta al Comune perché è il proprietario della strada, di cui abbiamo ceduto solo l’utilizzo del sedime».
Eppure che fossero necessari questi lavori si è sempre saputo tanto che se ne era dibattuto nel Comitato Via della Regione. Ma che a dover fare i lavori sia il Comune di Pescara si è saputo solo da pochi giorni con la pubblicazione della delibera.
Semmai il problema è capire per quale ragione un progetto così all’avanguardia, come viene presentato dai fautori, non preveda opere di abbattimento delle barriere architettoniche (abbattimento obbligatorio) e non preveda lavori di rinforzo del manto stradale.
Secondo il Comune, che ad oggi non ha ancora le idee chiare sui lavori da fare perché «si decideranno dopo progetti preliminari e definitivi», l’abbattimento delle barriere architettoniche non riguarderà il percorso stradale della filovia, ma il marciapiede che circonda la filovia stessa. Una opera che secondo Sospiri forse, si sarebbe dovuta realizzare nel ’98 a spese della Regione «in quanto stazione appaltante dell’opera stessa, ma che oggi comunque spetta al Comune al quale la strada è stata consegnata dopo il suo collaudo».
«Dovrebbero ringraziarci Pd e associazioni dei diversamente abili», dicono i due consiglieri della maggioranza Mascia, «visto che per mesi hanno protestato… Ed è evidente che i dettagli dell’intervento si conosceranno solo con i progetti definitivi ed esecutivi, fermo restando che comunque anche la strada di via Castellamare è di proprietà del Comune e che oggi quell’asse viario versa in pessime condizioni di manutenzione, con tratti completamente disconnessi, betonella divelta, e asfalto danneggiato dalle radici degli alberi, condizioni testimoniate anche dalle continue denunce che giungono all’Ufficio manutenzione da parte di utenti che chiedono indennizzi per essere caduti mentre passeggiavano in via Castellamare. Il Pd deve imparare che non è la politica che a simpatia stabilisce chi realizza le opere, ma le competenze vengono stabilite dalla norma, specie quando parliamo di una filovia che, di fatto, ancora non c’è e non c’è un filobus che abbia mai attraversato via Castellamare».