DEBITI INSOLUTI

Fira, diffida alla Regione Abruzzo: «dateci 5,8 milioni di euro»

L’interrogazione di Caramanico: «Chiodi faccia chiarezza»

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Fira, diffida alla Regione Abruzzo: «dateci 5,8 milioni di euro»

Micucci,Chiodi e Castiglione




L'AQUILA. La Finanziaria regionale (Fira) invia atti ingiuntivi alla Regione Abruzzo per 5,8 milioni di euro.
A denunciarlo è il consigliere regionale del gruppo misto in quota Sinistra ecologia libertà, Franco Caramanico, che sulla questione ha presentato ieri mattina un'interrogazione chiedendo al presidente Gianni Chiodi di fare chiarezza.
«Siamo al paradosso di una società partecipata dalla Regione che chiede alla stessa Regione quasi 6 milioni di euro per pagamenti non onorati», afferma Caramanico.
La vicenda parte da lontano: già ad aprile del 2010 la Fira inviò alla Regione Abruzzo un riepilogo dei compensi dovuti per le attività espletate nella gestione dei fondi regionali dal 2006 al 2009, per un ammontare complessivo di 5.828.160 euro.

Ma, a seguito del procedimento giudiziario che ha investito la Fira e l'ex plenipotenziario Giancarlo Masciarelli, la Regione decise la sospensione dei pagamenti.
Il riferimento è all'inchiesta che nel 2006 aveva portato all'arresto dell'allora presidente e di altre dieci persone tra dirigenti della Finanziaria regionale e imprenditori, ritenuti responsabili a vario titolo di una truffa alla Regione e all'Unione europea da 16 milioni di euro. Masciarelli ha poi patteggiato 3 anni e 4 mesi. «Con una diffida legale - prosegue Caramanico - la Fira ingiunge ora alla Regione di pagare quanto dovuto, dal momento che i pagamenti si riferiscono ad attività svolte in anni successivi a quelli oggetto di procedimento penale, vale a dire il periodo 2004 e 2005. Una situazione paradossale sulla quale Chiodi farebbe bene a fornire adeguati chiarimenti».

La diffida porta la firma dell’avvocato Marcello Russo, incaricato dal cda di Fira spa di richiedere all’Ente quanto dovuto. Il documento è datato 8 aprile ed è rimasto ‘segreto’ per quasi sei mesi.

«STOP UNILATERALE E ILLEGITTIMO»
Si ritiene prima di tutto «non legittima» la decisione di sospendere il pagamento delle fatturazioni emesse: «si tratta di una scelta unilaterale, assunta nell’ambito dei diritti soggettivi patrimoniali con una società per azioni, certamente non legittima», scrive l’avvocato.
Anche perché, si legge nella lettera, «la Fira a seguito della convenzione stipulata con la Regione nel 2004 ha svolto una complessa, delicata e difficile attività» che ha richiesto «una notevole organizzazione di mezzi e personale con conseguenti costi. Tutte le relazioni annuali sono state portate all’attenzione e alla conoscenza della direzione delle politiche della salute e non sono mai state sollevate obiezioni ne sono mai state riscontrate irregolarità nella gestione delle attività convenzionate».
L’avvocato ricorda inoltre che l’ex presidente Giancarlo Masciarelli si è dimesso dalla propria carica il 9 febbraio 2006 «e da tale data non ha più svolto alcuna attività nell’ambito della Fira». La finanziaria invece ha continuato a svolgere tutte le funzioni, come stabilito dalla convenzione, «per tutto il periodo 2006, 2007, 2008 e 2009 senza aver mai ricevuto alcuna censura e senza percepire i compensi pattuiti».

L’avvocato sottolinea inoltre che le vicende penali che hanno coinvolto l’ex presidente e gli amministratori regionali e dirigenti «riguardano l’operato degli stessi reati che sono stati compiuti in danno della pubblica amministrazione ma anche della Fira stessa. Occorre comunque non dimenticare», precisa Russo, «che le responsabilità penali sono personali e gli imputati sono stati chiamati direttamente a rispondere dei fatti loro personalmente addebitati. Non è stata mai contestata una responsabilità amministrativa della Fira».
Il legale ricorda anche che la finanziaria si è costituita parte civile nei procedimento penali per ottenere il risarcimento dei danni.

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