DOPO LA NEVE

Maltempo Abruzzo, partita la conta dei danni

Florindi chiede aiuto alla Regione «lavori urgenti di messa in sicurezza del litorale»

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ABRUZZO. L’ondata di maltempo sta scemando e l’Abruzzo adesso deve capire quanto la neve è costata in termini economici.
La Provincia di Teramo ha richiesto ai Comuni, entro e non oltre il 2 dicembre 2013, la ricognizione dei danni subiti al patrimonio pubblico e a quello privato. Una rendicontazione, spiega l’Ente, ai soli fini della determinazione speditiva degli scenari di danno e non costituisce per il patrimonio pubblico e privato certezza di ristoro.
I dati ottenuti dovranno essere immediatamente raccolti in una scheda riepilogativa e trasmessi agli uffici provinciali, ma necessario, vista l’esiguità del tempo a disposizione, per consentire al maggior numero possibile di cittadini di accedere agli eventuali rimborsi.
Sono stati giorni difficili che hanno richiesto uno sforzo enorme. A Teramo, ad esempio, il comitato locale della Croce Rossa ha visto impiegati in totale circa 25 volontari che si sono alternati nella copertura dei servizi richiesti. 4 le ambulanze operative, mentre 2 auto e 4 fuoristrada dotati di trazione 4x4 sono stati impiegati per fronteggiare le diverse necessità. Ad affiancare l'attività dell'Unità Territoriale di Teramo, anche le Unità Territoriali di Campli e Val Vomano che hanno garantito, nelle ore più critiche, assistenza sanitaria nel territorio di competenza.
Momenti di preoccupazione ieri mattina intorno alle 5.30 quando è stato segnalato un disperso. Allarme, fortunatamente rientrato poco dopo.
Diversi i trasporti sanitari da e presso l'Ospedale Civile di Teramo, in particolare di pazienti sottoposti a trattamento dialisi che, a causa di problemi di viabilità, non hanno potuto effettuare lo spostamento con mezzi propri.
Intanto nel Pescarese problemi quasi del tutto rientrati. Ieri nelle zone collinari ha continuato a nevicare, ma le precipitazioni sono state di minore intensità rispetto a quelle dei giorni scorsi.
Nei paesi dell'entroterra la coltre bianca ha superato in alcuni casi il mezzo metro di altezza.
I Vigili del fuoco del Comando provinciale di Pescara sono stati impegnati ieri a smaltire le richieste di intervento, in particolare nell'area Vestina e nella zona di Caramanico Terme.
Le criticità principali riguardano alberi e rami caduti sotto il peso della neve, bloccando strade, minacciando qualche casa e tranciando i cavi elettrici. Diverse, infatti, le abitazioni e le frazioni rimaste senza corrente elettrica.
A Pescara, l'amministrazione comunale, rientrato il rischio di esondazione del fiume, ha riaperto anche alla sosta la golena Nord. Parchi cittadini invece ancora chiusi al pubblico, compresa la Riserva naturale di Santa Filomena.
Intanto dopo le ultime mareggiate, il sindaco di Città Sant'Angelo Gabriele Florindi ha scritto alla Regione Abruzzo per chiedere dei lavori urgenti di messa in sicurezza del litorale, e scongiurare così l'erosione che minaccia le abitazioni in Via Torre Costiera.
Florindi ha prima di tutto chiesto un sopralluogo delle autorità preposte, al fine di far comprendere a tutti la situazione: «non è la prima volta» spiega «che otteniamo un sopralluogo da parte della Regione». 

A Gennaio del 2010 anche l'assessore Regionale alla difesa del suolo Angelo Di Paolo constatò allarmato la necessità di intervenire il prima possibile. Stamattina (mercoledì 27 novembre 2013) erano in Via Torre Costiera sua eccellenza il prefetto Vincenzo D'Antuono, Carlo Lisca della Regione Abruzzo, Erico D'Angelo, delegato della guardia costiera di Montesilvano, e il comandante della compagnia di Montesilvano dell'Arma dei Carabinieri, il capitano Enzo Marinelli.
Florindi è molto chiaro: «L'appello è alle autorità competenti affinché si intervenga almeno per ricaricare le barriere esistenti, e allungare le scogliere nei punti più critici dove il mare si sta facendo strada. Non si tratta di grandi somme, ma dei minimi lavori per scongiurare il peggio».
La costa angolana è in emergenza. Le mareggiate hanno letteralmente divorato la spiaggia compresa tra le foci del fiume Saline e del torrente Piomba: l'acqua è a pochi metri dalle prime abitazioni. Il sopralluogo è stato utile per valutare eventuali interventi tampone. La situazione più grave nella parte a nord, verso Silvi Marina, ma il mare guadagna metri anche sulla spiaggia a sud, rivolta verso i grandi alberghi di Montesilvano. «E' l'unico tratto di tutto il litorale adriatico al quale non è stato riconosciuto alcun tipo di stanziamento dai fondi strutturali» ricorda il primo cittadino.