RICOSTRUZIONE?

Fondi Inail per L’Aquila: 2 miliardi bloccati. Melilla sollecita ministero Lavoro

Il ‘tesoretto’ è bloccato. Perché?

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Fondi Inail per L’Aquila: 2 miliardi bloccati. Melilla sollecita ministero Lavoro

GIanni Melilla




L’AQUILA. Nell’ottobre del 2011, l’Inail decise di dedicare alla ricostruzione dell'Aquila una parte dei suoi risparmi.
L’Inail è una delle strutture della pubblica amministrazione che chiude i suoi conti in attivo: i contributi incassati superano le indennità erogate e il surplus è girato per legge al Tesoro che lo usa per tenere in equilibrio i conti pubblici. Dopo il terremoto dell’Aquila, però, si decise di fare un’eccezione e riservare una parte di quei soldi alla ricostruzione.
Si era previsto che gli interventi dell’Inail potessero avvenire solo nella cosiddetta forma indiretta: vale a dire con un lungo procedimento che comincia con il bando, prosegue con le manifestazioni d’interesse, per poi passare alla valutazione dei progetti da parte di un advisor e chiudere con l’analisi di compatibilità fatta dai ministeri vigilanti.

Sono passati 1.700 giorni dal terremoto dell’Aquila e a tutt’oggi non è stato utilizzato nemmeno un euro di quel tesoretto da 2 miliardi messo a disposizione dall’Istituto per ridare vita alla città.
Che fine hanno fatto quei soldi? La domanda la gira il deputato di Sel, Gianni Melilla, al ministro del Lavoro.
Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, conferma che il fondo stanziato doveva essere utilizzato per cinque obiettivi: recuperare il centro storico, rimettere a posto le strutture sanitarie, creare un nuovo campus universitario, oltre che per interventi mirati sui beni culturali e sul tessuto urbano.
«Quei soldi però sono finiti in un labirinto burocratico», denuncia Melilla, «dagli investimenti indiretti si è passati a quelli diretti, con la Presidenza del Consiglio e la Protezione civile a seguire l’iter dei progetti che dovevano essere presentati sul territorio. Ma nemmeno un anno fa la Protezione civile è stata completamente ridisegnata, con la riforma voluta dal governo Monti, e di quella funzione di fatto si sono perse le tracce». Il direttore generale denuncia inoltre che mentre mancano i soldi per la ricostruzione, in cassaforte restano due miliardi inutilizzati e alla fine dell’anno 500 milioni andranno in perenzione, dunque saranno persi definitivamente.
Melilla chiede dunque al Ministero del Lavoro «se non intenda intervenire d’urgenza affinchè i fondi dell’Inail stanziati per la ricostruzione siano effettivamente utilizzati ed evitare il rischio che il fondo vada in perenzione».