FALLIMENTO VILLA PINI

Abruzzo. Collezione Angelini, l’asta dei quadri ha già incassato 2 mln

Il 30 novembre gli ultimi lotti, poi il rush finale il 18 dicembre

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Abruzzo. Collezione Angelini, l’asta dei quadri ha già incassato 2 mln





CHIETI. C’è una gara nella gara nell’ultimo lotto dei beni artistici del fallimento Angelini che sarà aggiudicato il 18 dicembre prossimo, giorno dell’asta finale di questa collezione. Infatti già oltre mille persone si sono interessate direttamente all’acquisto dell’opera di Marc Chagall (“Deux personnages”, olio e gouache su carta intelata, stimata 400-600.000 euro). E c’è anche un pizzico di suspense parigina: il 10 dicembre Matteo Smolizza (www.gioiellidicarta.it) che ha organizzato l’asta e l’avvocato Giuseppina Ivone, curatore del fallimento, voleranno a Parigi per conoscere il giudizio definitivo del “Comitato Chagall” a cui hanno sottoposto il quesito sull’autenticità dell’opera: quadro vero o falso?
Cioè vale centinaia di migliaia di euro o è una crosta invendibile? In attesa del responso, per sabato 30 novembre è prevista un’altra vendita, oltre quelle già effettuate nelle quali è stato aggiudicato il 30% dei lotti presentati, realizzando circa 2 mln di euro, che è un importo superiore al 50% del fatturato complessivo atteso.
«E’ proprio così – spiega Matteo Smolizza, storico dell’arte preposto alla vendita – la collezione Angelini si è confermata di grande qualità per molti acquisti di pregio, salvo poi qualche caduta di stile per la presenza di falsi che sono comunque il rischio di tutti quelli che comprano opere d’arte. Con l’aiuto di oltre 100 studiosi ed esperti mondiali siamo riusciti a depurare la vendita di questi falsi, anche su sollecitazione del Tribunale che ci ha chiesto una forte tutela degli acquirenti».
 Sono stati infatti consultati i più celebri storici dell’arte viventi che lavorano al “Boston Museum of Fine Arts”, al Prado, all’università di Cambridge, a quella di Bologna e al Polo museale romano. Tutta questa operazione ha consentito anche di fissare valutazioni che hanno incontrato il favore di tutti. Dai dati già noti, il risultato finale del’asta si presenta come un successo?
«L’asta ha visto molti risultati da record su singoli pezzi rispetto agli standard del mercato fallimentare e non solo: un Concetto Spaziale Teatrino di Lucio Fontana è stato venduto a 110 mila euro, in linea con gli standard sul miglior mercato internazionale e, in proporzione, è un prezzo superiore di molto all’analoga opera battuta in ottobre a 129.000 euro da Christie’s Londra, ma che era più grande – chiarisce Smolizza -  anche la “Natura morta” di Giorgio Morandi è stata aggiudicata a 360 mila euro. E questo nonostante il divieto di esportazione che c’è in Italia delle opere di grande rilievo con oltre 50 anni di vita, il che di fatto è una restrizione dei competitori che penalizza fortemente il mercato. Infatti un acquirente straniero rischia di non poter esportare il quadro che compra».
 Eppure ben 46 sono le nazioni a cui appartengono i galleristi ed i collezionisti che hanno partecipato all’asta attraverso internet ed anche con la visita diretta alle opere esposte a Vicenza. Addirittura “La Battaglia degli dei marini” di Mantegna è stato aggiudicato ad un acquirente proveniente dalla Malesia. Ed un “San Pietro” attribuito a Ribera (stima 100-120 mila euro) interessa un collezionista di Hong Kong. Quest’opera sarà in gara sabato prossimo insieme ad un paesaggio di Giorgio De Chirico “Cavalli presso un golfo dell’Egeo”, olio su tela, stima 150-200 mila euro e tre opere di Renato Guttuso (Uscita dalla fabbrica, Vesuvio e Natura morta con tovaglia). Accessibile per tasche non milionarie è infine un disegno di Balla del 1935 “Nudo di donna”, carboncino su carta applicata a cartoncino, stimato tra tremila e cinquemila euro.
Dopo le aggiudicazioni del 30 novembre, i rimanenti lotti in catalogo saranno posti all’incanto il 18 dicembre, con una base d’asta pari al 75% della stima minima, mentre all’inizio l’offerta di partenza era il doppio del minimo della stima.
«Si tratta di meccanismi di vendita che hanno consentito la massima trasparenza e la competizione in tempo reale su internet – spiega Matteo Smolizza – la prima parte dell’asta ha interessato più la vendita di mobili, adesso ci sono i quadri e le altre opere d’arte, tutte visibili e consultabili sul nostro sito, oltre che su quello del fallimento e delle maggiori testate giornalistiche d’arte. E così sono piovute offerte da Italia, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Belgio, Svizzera, Giappone, Olanda, Cina, Austria, Danimarca, Spagna, Canada e Australia”. In effetti numerosi lotti sono stati aggiudicati con offerte tra 2 e 4 volte la base d’asta e in molti casi anche oltre, tale è stato l’interesse suscitato dalla collezione Angelini. Come è capitato, in particolare, per l’olio su tela di Giovanni Battista Langetti “Suicidio di Catone”, venduto a 40 mila euro ed “Alle Zattere” di Giacomo Favretto, un capolavoro su tela del 1897, venduto a 200 mila euro. Identica sorte infine per l’Imitazione lignea del Teatro Olimpico di Vicenza. Si tratta di un mobile in noce, con secretaire a 13 cassetti, di produzione italiana del 19° secolo, 260x308x67 cm (esclusi fregio e cappello), stimata fra 8 e 12 mila euro ed aggiudicato a ben 45 mila euro».
 I collezionisti possono stare tranquilli sull’autenticità delle opere? E quali sono le previsioni per queste due ultime vendite?
«Ho già detto degli esperti che hanno collaborato con noi – conclude Smolizza – il 25% delle opere è risultato falso ed è stato ritirato dalla vendita. Non a caso lo stesso Angelini ha presentato – inutilmente - una decina di esposti per bloccare la gara degli originali. Dai contatti di questi giorni, mi sembra che l’interesse attorno all’asta sia crescente».


Sebastiano Calella

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