ECONOMIA

Pescara: ristorazione, e-commerce e agroalimentare trainano il terziario

La radiografia Confesercenti: in un anno +1,2% il numero di imprese attive

Redazione Pdn

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Pescara: ristorazione, e-commerce e agroalimentare trainano il terziario




PESCARA. Il terziario si conferma sempre di più il terreno privilegiato dei pescaresi che scelgono di aprire un’attività, e nell’area urbana più grande della regione si aprono nuovi filoni.
Secondo il rilevamento Confesercenti sulle aperture nei primi 10 mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente Pescara ha conosciuto un aumento di attività di bar, enoteche, vinerie e birrerie del 7,2 per cento, a fronte di una media nazionale di +2,1 per cento. Un aumento al quale si affianca un incremento del 5,4 per cento di ristoranti (+3,7 per cento è la media italiana) ed un saldo positivo anche per le rivendite di prodotti alimentari di qualità: +6,2 per cento nell’ortofrutta (+2,8 per cento di media nazionale) e +5,5 per cento vendita di carni e lavorati contro una contrazione media nazionale di -1 per cento.
Un vero e proprio boom si è registrato per i primi 10 mesi dell’anno sul fronte del commercio elettronico, la nuova frontiera delle vendite: oggi le attività specializzate in questo modello distributivo sono 81, con un incremento del 19,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012, oltre la media nazionale del 16,3 per cento. Cala meno che altrove, invece, il settore trainante del commercio pescarese, ovvero l’abbigliamento: pur in un contesto di forte crisi, le 860 aziende operative su questo fronte – concentrate per lo più a Pescara, Montesilvano e Spoltore – restano il cuore del tessuto economico metropolitano con un calo dell’1,8 per cento, meno sia della media regionale (-2,2 per cento) che di quella nazionale (-2,1 per cento).
«La crisi è profonda e non si vedono ancora segnali di ripresa nei consumi – spiegano il presidente provinciale di Confesercenti Raffaele Fava ed il direttore Gianni Taucci – ed è per questa ragione che chi investe nel commercio sceglie sempre di più settori nei quali l’innovazione e la qualità possono fare la differenza. Negli incontri che stiamo conducendo in questi giorni per presentare i bandi del pacchetto “Lavoro subito”, con i quali la Regione finanzia sia le nuove idee che le attività esistenti, vediamo che è forte la domanda di nuove aperture. Vanno tuttavia indirizzate verso settori profondamente innovativi e con mercati ancora in espansione. E alle istituzioni – sottolineano Fava e Taucci – va chiesto con assoluta determinazione di comprendere che il peso economico del commercio e dell’artigianato è in crescita esponenziale: per questo occorre guardarsi negli occhi e spingere verso una drastica riduzione delle imposte locali, sulle quali sono i Comuni, e non altri, a poter avere un ruolo decisivo».