ACQUA E VELENI

Aca, Di Marco contro Castricone: «non faccia l’ingenuo»

«Ha creato la sua carriera sull’azienda acquedottistica»

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Antonio Castricone

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PESCARA. Continua lo scontro interno al Partito Democratico dopo l’elezione dell’amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre, uomo sponsorizzato dal centrodestra ma eletto anche grazie ai voti di alcuni sindaci del centrosinistra.
Nei giorni scorsi Antonio Luciani (Francavilla), Gabriele Florndi (Città Sant’Angelo) e il segretario provinciale di Pescara Antonio Di Marco se la sono presa con il deputato Antonio Castricone, che secondo loro avrebbe spinto alcuni sindaci della sua aerea a votare per Di Baldassarre e non per Massimo Papa, nome sostenuto dalla segreteria regionale del partito.
Ma Castricone ieri si è chiamato fuori e ha chiesto a quelli che oggi lo accusano di farsi un esame di coscienza.

Oggi Di Marco torna all’attacco e si sciolgono tutti i freni inibitori. Si contesta al deputato, che nei mesi scorsi aveva negato l’esistenza di assunzioni clientelari all’interno di quello che da più parti viene definito ‘un carrozzone’, di aver costruito la carriera politica proprio sull’Aca (di cui, per inciso, è anche dipendente in aspettativa) : «Castricone sulla scacchiera della politica può condurre qualunque gioco, salvo quello dell’ingenuo. Il candore dell’ignaro non si conviene a chi ha costruito la sua solida carriera politica e professionale nella combinazione di radicamenti tra partito, istituzioni ed enti strumentali. In particolare, come noto a tutti, l’ACA è stata negli ultimi anni la leva esclusiva e problematicissima della sua ascesa, il fulcro di un sistema relazionale trasversale ai partiti. L’ACA dai conti in rosso e dalla gestione purtroppo disordinata, come oggi reso evidente anche a chi non voleva vedere».
Per Di Marco si tratta di «una situazione inaccettabile» che ha indotto il Partito Democratico, «forse con un ritardo cui non è estraneo colui che è stato segretario provinciale sino a ieri (Castricone, ndr), ad adottare una linea di discontinuità totale col passato, salutando con favore la disponibilità di un bravissimo manager assolutamente terzo rispetto alla politica a farsi carico della gestione di un’azienda sull’orlo del fallimento».
Cosa hanno fatto, invece, alcuni pochi sindaci da sempre corona dell’attivismo di Castricone?, fa notare Di Marco: «hanno scelto di conservare la loro presa sull’ACA (vizio antico, duro a debellarsi), realizzando un’operazione trasformistica che, al di là del valore della persona eletta, è nel segno della continuità di una concezione errata dei rapporti tra politica ed enti strumentali».
«Un attaccamento al potere» che secondo il consigliere provinciale «non potrà che essere dannoso per il futuro dell’azienda, della qualità dei servizi resi ai cittadini, ma anche per le personali prospettive di chi seguita a non intendere che una stagione è finita, che la politica ha bisogno di parole tutte dicibili ed ascoltabili. Che soprattutto ha bisogno di orecchie e di cuore, per sentire quello di cui c’è bisogno, e per avere la forza di farsene carico, resistendo alla tentazione di profittarne per farci carriera». 

CASTRICONE: «DOV’ERA IN TUTTI QUESTI ANNI?»

Non si fa attendere la replica di Castricone: «Di Marco, non avendo, come sempre, argomenti politici la mette sul piano personale. Temo», continua il deputato del Pd, «che tutto questo suo livore abbia come unica spiegazione il voler mantenere il controllo sull'ente, visto che l'altra volta è stato primo sostenitore del presidente uscente. Parla dei problemi dell'ACA come se lui fosse estraneo alla gestione. Fa il Sindaco da 10 anni ed ha approvato i vari bilanci dell'ente. Solo ora parla di gestione fallimentare? Dov'era in tutti questi anni?  Piuttosto, tutti aspettano da lui una risposta sul mantenimento in vita della giunta Testa, che a suo dire non avrebbe più i numeri per andare avanti.  Consiglio vivamente a Di Marco di finirla di fare sempre la parte del bambino a cui hanno tolto il barattolo della marmellata. Comincia anche ad avere una certa età».

LUCIANI: «CASTRICONE NON MERITA LA TESSERA DEL PD»
«Le argomentazioni dell’onorevole-dipendente Aca Castricone mi lasciano perplesso ma ribadiscono un concetto importantissimo: aspiriamo a due partiti diversi».
Commenta così il sindaco di Francavilla Antonio Luciani. «Non capisco cosa c’entri la vicenda Aca con il tesseramento di Francavilla, ma visto che lui ne parla, allora gli rispondo che qualsiasi mio comportamento o qualsiasi battaglia avviene alla luce del sole e non è mai ispirata da interessi diretti. Questo dovrebbe essere il modo di agire di tutti».
«Certo, mi spiace che non mi abbiano dato la tessera del Partito Democratico ma molto di più che la tessera ce l’abbia chi non la merita affatto come lui. Almeno a me è stata negata per beghe paesane e non per evidenti inciuci per conservare postazioni di potere. I Sindaci dei quali lui parla e con i quali abbiamo lavorato per giorni – conclude il Sindaco Luciani - volevano tutti la soluzione migliore, ossia la persona più adatta che consentisse all’Aca di uscire dalla situazione in cui anni ed anni di mala amministrazione l’hanno cacciata. Noi abbiamo lottato per la revoca, per cambiare... Castricone?».