LA MOSTRA

Pastori e zampogne, la mostra nella casa di D’Annunzio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3845

Pastori e zampogne, la mostra nella casa di D’Annunzio



PESCARA. “Nell’anima l’eco delle zampogne: D’Annunzio e le antiche sonorità del mondo pastorale”. E’ questa la mostra che dal 23 novembre all’8 dicembre aprirà i battenti nel Museo Casa natale di d’Annunzio a Pescara.  E’ una mostra senza precedenti, con documenti, libri, quadri e la cinquecentesca scultura lignea del “Pastore che suona la zampogna”, ora del Museo nazionale d’Abruzzo, ma un tempo della chiesa di San Lorenzo martire a San Buono (Ch) e acquistata nel 1938 dal Regno d’Italia per evitarne la dispersione nel mercato degli antiquari. La mostra è stata realizzata dall’Associazione Zampogne d’Abruzzo senza alcun contributo pubblico, richiesto inutilmente anche alla Regione Abruzzo, Assessorato alla Cultura, come spiega il presidente Ciriaco Panaccio e resa possibile anche grazie alla disponibilità della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etno-antropologici dell’Abruzzo ed in particolare della Soprintendente Lucia Arbace.

 L’evento si inserisce nel processo di riscoperta e rilancio dell’antico strumento simbolo del mondo pastorale, inteso come percorso di  valorizzazione dei valori legati alle secolari tradizioni della musica popolare abruzzese, alle quali d’Annunzio era particolarmente attento, tanto da descrivere in una poesia la costruzione della zampogna da parte del pastore. Ma frequenti in molte opere sono anche i riferimenti allo strumento, evocato in tutte le denominazioni possibili. Lo stesso titolo della mostra richiama parte dei versi “Della mia terra d’Abruzzo io avevo freschissimamente serbato nell’anima l’eco delle zampogne natalizie”, ripresi nella sua opera “Le Faville del maglio” (1924).
La mostra consta di oltre 30 pannelli e dall’esposizione di strumenti musicali, documenti, incisioni e letteratura di viaggio. E’ proprio grazie alle testimonianze, agli scritti e a disegni, incisioni e quadri che è possibile ricostruire la vita dei pastori musicisti abruzzesi nel ‘700 e ‘800. Un fenomeno musicale e culturale trascurato nella regione fino a d’Annunzio. Al poeta si deve l’esaltazione del mondo pastorale e della stessa zampogna proprio mentre la fase di declino era fortemente in atto, fino all’estinzione di queste antiche tradizioni musicali, che l’Associazione è impegnata a recuperare e far rivivere.