MISTERO SANITARIO

Abruzzo. Cup regionale, il Tar unifica i ricorsi e rinvia al 5 dicembre

Spunta la delibera oscurata con il no all’aggiudicazione per la Nike

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Abruzzo. Cup regionale, il Tar unifica i ricorsi e rinvia al 5 dicembre




ABRUZZO. Il Tar rinvia al 5 dicembre la discussione sull’appalto del Cup regionale da 60 mln, dopo aver unificato i due ricorsi presentati su questa gara.
Ed a sorpresa compare la delibera segreta con la quale la Asl di Chieti – capofila di tutta l’operazione - ha sospeso l’aggiudicazione al raggruppamento di imprese Nike di Teramo e Gesan di Caserta, classificato primo nella gara. I due ricorsi erano stati presentati dalla seconda classificata Cns e dalla stessa Nike-Gesan. Tra le carte di questa intricata vicenda il ruolo decisivo viene ricoperto proprio dalla delibera con la quale il 15 ottobre scorso la capofila Asl di Chieti, aveva bloccato l’assegnazione definitiva della gara al Rti Nike-Gesan.
Questa documento è apparso sull’Albo pretorio on line della Asl solo con il titolo dell’oggetto: “causa ostativa all’aggiudicazione” ed era stato oscurato per la presenza nell’articolato di dati giudiziari sensibili a carico degli amministratori delle due società che non potevano essere pubblicati. Perplessità legittima, se fosse applicata a dati sconosciuti e non rintracciabili perché solo personali (si pensi - ad esempio - ad una diagnosi di Aids, il che fortunatamente non è). Il fatto è che questi dati giudiziari sono riportati sui documenti delle società che partecipano agli appalti, sono noti perché presenti nei certificati del casellario giudiziale che possono essere richiesti – come ha fatto la commissione aggiudicatrice prima della consegna definitiva dell’appalto da 60 mln - e spesso sono anche conosciuti dai più perché le cronache hanno riportato le vicende giudiziarie di cui sono stati protagonisti alcuni amministratori in carica in queste società. 

Inoltre sono documenti che servono ai concorrenti bocciati per i loro ricorsi. Il che rende forse eccessive le cautele della Asl di Chieti. Tanto che il contenuto di questa delibera “di presa d’atto ostativa alla stipula del contratto definitivo” dell’appalto è ormai noto agli addetti ai lavori, almeno per sommi capi. In sostanza sembrerebbe che i due amministratori unici della Nike e della Gesan non hanno indicato nelle rispettive autocertificazioni i loro “pregiudizi penali” che invece poi sono apparsi nel certificato del casellario giudiziale. Non si tratterebbe di reati gravi, ma forse solo di mancati adempimenti fiscali e previdenziali. Il che però ha fatto scattare l’ipotesi di inaffidabilità delle dichiarazioni, il che è ritenuto causa ostativa alla stipula del contratto. Svelato questo mistero, torna d’attualità la richiesta del consigliere regionale Claudio Ruffini, Pd, che lo scorso mese aveva sollecitato la Asl di Teramo a controllare la regolarità dell’affidamento del servizio Cup nel 2012 a questa società Nike che ora è stata estromessa dalla gara. «In realtà avevo preannunciato un’interrogazione, poi mi sono fermato in attesa della sentenza del Tar – spiega Ruffini – ma la sostanza della mia richiesta rimane tale e quale».

Sebastiano Calella