ACQUA ALLA GOLA

Privatizzazione, il Forum Acqua Abruzzo consegna bandiera a Chiodi: «rispetta il nostro voto»

Acerbo: «il presidente ha scoperto l’Aca calda»

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Privatizzazione, il Forum Acqua Abruzzo consegna bandiera a Chiodi: «rispetta il nostro voto»







ABRUZZO. Breve siparietto questa mattina tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua sul tema della privatizzazione.
Durante la conferenza stampa sul sistema idrico i militanti hanno consegnato a Chiodi una bandiera con scritto "Il mio voto va rispettato" per ricordare l'esito del referendum sull'acqua 'bene comune', dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente alla convention di Confindustria. Il governatore ha tagliato corto affermando che «su questo non c'è problema, solo le vostre strumentalizzazioni».
Nel corso della conferenza Chiodi ha fatto chiarezza anche sulle parole pronunciate nel corso della convention, in cui si era soffermato sulla possibile privatizzazione dell'acqua. Il presidente, in tal senso, ha parlato di una «polemica destituita di ogni fondamento» e di un intervento, che ha fatto seguito a quello del ministro Flavio Zanonato, «non sul merito della questione, ma, piuttosto, sulla coerenza di alcuni politici».
«Se in Abruzzo c'è il rischio di privatizzazione - ha aggiunto - questo non è dovuto ad un'idea liberale o liberista, ma soltanto alla cattiva gestione».

IL BUE E L'ASINO

«Gianni Chiodi contro la gestione dell'acqua! Il bue che dice cornuto all'asino...», commenta Gianluca Vacca deputato del Movimento 5 Stelle, «Ma dov'era il governatore in tutti questi anni? Solo  ora si accorge dei disastri combinati dai partiti compreso il suo nella gestione dell'acqua?  No caro Presidente, questo ravvedimento sa molto di campagna elettorale... è troppo facile svegliarsi a fine consigliatura e sparare a zero contro tutti come se fino ad oggi nessuno avesse lanciato l'allarme. E poi quale sarebbe la soluzione secondo lei? Privatizzare l'acqua come annunciato a Confindustria 3 giorni fa quando disse che il referendum è stato un errore?  Come per il caso Ombrina, caro governatore, lei interviene a sproposito mentre quando sarebbe dovuto intervenire era assente. E gli abruzzesi pagano, in tutti i sensi. Siamo troppo abituati a vedere queste dinamiche, secondo le quali i partiti creano il caos appositamente per poi poter agire 'in emergenza' portando avanti progetti nefasti che vanno contro gli interessi dei cittadini. 

Se tutto ciò serve a poter giustificare la privatizzazione del servizio idrico, sappia che vi troverete contro centinaia di migliaia di abruzzesi pronti a dare battaglia». 

 ACERBO: «SCOPERTA L’ACA CALDA»
Intanto secondo il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, i dati forniti dal governatore nel corso della conferenza stampa di stamattina «confermano tutto ciò che noi e il Forum dei movimenti per l'acqua denunciano da anni. Per noi si tratta della scoperta dell"Aca calda", ma ciò non toglie che si tratta di uno scenario da brividi per le conseguenze che potrebbero ricadere su Comuni e cittadini. Siamo talmente convinti della gravità dei comportamenti degli esponenti del partito dell'acqua che in più occasioni abbiamo persino condizionato la nostra partecipazione a coalizioni elettorali alla loro esclusione dalle liste. Una cosa deve essere chiara: Chiodi può ergersi a moralizzatore grazie ai comportamenti clientelari e affaristici irresponsabili del ceto politico del PD e dei suoi satelliti. Rimane il sospetto che il Presidente e Caputi intendano usare il disastro combinato dalle spa per giustificare la privatizzazione dei servizi idrici perchè sul tema l'argomentazione è rimasta ambigua. Consiglio a Chiodi di evitare di dire che la privatizzazione sarebbe ‘liberale», continua Acerbo, «visto che nel 1907 la legge che prevedeva l'esclusiva gestione pubblica e municipale dell'acqua fu Luigi Einaudi e fino a Margaret Thatcher nessuno al mondo aveva previsto di affidarne la gestione ai privati (persino negli USA la gestione è pubblica). Il problema con cui ci confrontiamo è sorto con la riforma bipartisan che nel 2000 ha imposto che i comuni affidassero la gestione a SPA. Ho notato che nella ricetta di Chiodi non è stata menzionata la trasformazione delle spa in aziende speciali come chiede il movimento per l'acqua. Se la diagnosi di Chiodi è condivisibile, c'è molto da discutere sulla cura. Certo è che chi ha prodotto questo disastro è bene che venga tenuto lontano dalla cosa pubblica e invece mi giunge notizia che i voluminosi inventori del partito dell'acqua sono già in campagna elettorale.
Il Forum dell’acqua domanda invece perché Chiodi «lancia l’allarme solo ora. Dov’erano lui e Caputi mentre gli attivisti del Forum lanciavano accuse precise e proposte per cambiare radicalmente una gestione insostenibile?»

D’ALESSANDRO (PD):«CHIODI HA POTERI DA 5 ANNI…»
«Dal 2008 la Regione ha commissariato gli Enti d'Ambito, sono cioè cinque anni che Chiodi dispone di poteri sostitutivi dei sindaci per realizzare il così detto controllo analogo sugli enti gestori dell'Acqua ed ora cosa viene a dirci Chiodi?»
Lo denuncia i Capogruppo del PD in Regione Camillo D'Alessandro che aggiunge: «Mica può pensare di venire da Marte e scaricare responsabilità che sono innanzitutto della inerzia della Regione che ha impiegato cinque anni per fare una legge che tra l'altro non viene ancora attuata, ovvero l'Ambito unico regionale.
Abbiamo scritto da mesi - rileva D'Alessandro-  a Chiodi provenendo che sia un ente terzo indipendente a certificare lo stato debitorio degli enti gestori distinguendo  i debiti da investimenti, da quelli derivanti da cattiva gestione. Cosa che chiaramente non si è mai fatta, perché Chiodi va creando le "trappole" ai sindaci per giustificare il suo vero intendimento, ovvero aprire ai privati la gestione dell'acqua»

«I sindaci - conclude il capogruppo del PD - non sono banditi. Chiodi la smetta di gettare sugli altri responsabilità che sono anche proprie, a partire dal mancato controllo e dalle mancate riforme»