PETROLIO A CASA NOSTRA

Abruzzo. Petrolio, domenica manifestazione in piazza. Salta il sit in sotto casa di Chiodi

M5S: «no strumentalizzazioni»

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Abruzzo. Petrolio, domenica manifestazione in piazza. Salta il sit in sotto casa di Chiodi




ABRUZZO. Manifestazione pacifica contro la deriva petrolifera in programma domenica prossima a Teramo.
L’evento è organizzato dal Movimento 5 Stelle Teramo che dopo le polemiche dei giorni scorsi ha rinunciato al sit in di protesta sotto l’abitazione del presidente Gianni Chiodi.
Il governatore si era risentito per questa iniziativa che secondo lui andava a toccare la sua vita privata e non quella pubblica.
Il programma della giornata prevede un corteo e una successiva tavola rotonda. Si comincia alle ore 15.00 con l’incontro in Largo Madonna delle Grazie a Teramo e successivo inizio del corteo in direzione corso De' Michetti, corso Cerulli, corso San Giorgio, Largo San Matteo dove si concluderà il corteo.
A seguire i partecipanti si dirigeranno in forma non organizzata presso l'Hotel Abruzzi dove alle ore 17.00 è previsto l'inizio della tavola rotonda dal titolo ‘Agricoltura senza petrolio: slogan o realtà?’ alla quale è stata invitata anche il presidente Chiodi.
Sono previsti interventi di Enrico Gagliano, presidente Comitato abruzzese difesa beni comuni, Luciano Di Tizio, presidente Wwf Abruzzo, Massimiliano Volponi, direttore federazione provinciale Coldiretti, Roberto Battaglia, presidente confederazione italiana agricoltori Teramo, Giosia Bernardi Bernardo, presidente unione provinciale agricoltori Confagricoltura, Enzo Di Salvatore, professore associato di diritto costituzionale Università di Teramo, Gianluca Vacca, deputato M5S, Vito Petrocelli, senatore M5S, Gianluca Castaldi, senatore M5S.
Sarà presentato un contributo video anche Maria Rita D'Orsogna.
«La Commissione VIA d'Abruzzo», commenta il Movimento 5 Stelle Teramo, «ha bocciato nuovamente il progetto della Forest Oil che prevedeva di trivellare Bomba e di costruire una raffineria. Questa è la dimostrazione che quando le coscienze si risvegliano le ragioni e i torti delle parti in causa emergono in tutta la loro chiarezza. Sotto il "pressing" dei comitati e delle associazioni per la tutela dell'ambiente e della salute, le multinazionali segnano il passo nel loro disegno di colonizzazione dell'Abruzzo. L’atteggiamento aggressivo nei confronti del territorio e dei cittadini, segna la distanza tra coloro che sfruttano e inquinano le risorse comuni per fare impresa e coloro che tentano di preservarle per le future generazioni».