IN COMUNE

Sesso in cambio di alloggi popolari: «sulle case parcheggio a Chieti decideva la Giunta comunale»

La Commissione comunale di indagine: «gestione politica delle pratiche»

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L'assessore Ivo D'Agostino

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CHIETI. C’è una novità nell’indagine complessiva sulle assegnazioni delle case popolari che a Chieti ha portato all’arresto dell’ex assessore Ivo D’Agostino.
La Commissione comunale di indagine, che procede nelle audizioni per far piena luce sui meccanismi che regolano l’ufficio casa del Comune, avrebbe verbalizzato alcune dichiarazioni che di fatto scagionerebbero l’ex assessore in attesa di giudizio, almeno per quanto riguarda la gestione delle case parcheggio. Si tratta cioè di quelle sistemazioni temporanee e di emergenza che sono cosa diversa dall’assegnazione delle case popolari vere e proprie. Infatti questa gestione dell’emergenza abitativa ha già fatto scattare l’arresto per l’ex assessore, accusato di aver palpeggiato alcune donne che si erano rivolte a lui e che in questo modo ottenevano una corsia preferenziale per l’assegnazione della casa. Questa volta la Commissione, che già ha trovato “stranezze” nella gestione dei contributi per l’affitto, ha chiesto alla funzionaria comunale addetta al servizio quale procedura seguiva l’ufficio per la gestione delle case parcheggio. A sorpresa, la risposta è stata che l’ufficio individuava alcuni casi in possesso dei requisiti, poi la stessa funzionaria di persona insieme ad un altro funzionario portava i fascicoli («circa una decina») al sindaco e quindi «quando la Giunta aveva scelto» l’ufficio preparava le delibere da portare all’approvazione della Giunta stessa. In sostanza alla gestione tecnica dell’emergenza abitativa si sarebbe sostituita una gestione politica, con tutti i pericoli di discrezionalità insiti in questo meccanismo.

Perché se è pur vero che queste case parcheggio (definite “sotto gli standard abitativi”) sono di competenza della Giunta comunale, non è apparso chiaro il meccanismo decisionale attraverso il quale veniva indicato ai tecnici quale delibera preparare per l’approvazione. Su richiesta di alcuni componenti della Commissione d’indagine interna, questo verbale sarà inoltrato agli inquirenti che valuteranno se ci sono elementi di reato. Resta però il fatto che è bastato scavare appena sotto la superficie per scoprire che c’era scarsa trasparenza nel settore di competenza dell’ex assessore, il che forse ha favorito alcuni comportamenti che ora sono sotto la lente della Procura della Repubblica.
Sebastiano Calella