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Abruzzo. Debiti Pdl, l’imprenditore si ribella: «mi devono ancora 10 mila euro, così ci fanno morire»

«Non rispettano gli impegni presi ma si prendono gioco di noi»

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Paolo Tarantelli

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ABRUZZO. L’attesa è lunga, molto più lunga del previsto e l’interrogativo è sempre quello: prima o poi vedrò i miei soldi?
Il Popolo delle Libertà ha conti in sospeso e deve ancora liquidare decine di fatture risalenti all’ultima campagna elettorale. Una realtà che nessuno nel partito si sente di smentire e che nei giorni scorsi è stata confermata anche da Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl, intervistato da Filippo Roma delle Iene.
Ad aspettare ci sono addetti all’affissione di manifesti, hostess, collaboratori, lavoratori e anche una emittente televisiva. Il problema sarebbe sorto, spiegò nei mesi scorsi Alfonso Magliocco per «spese eccessive rispetto al budget stabilito dal partito a livello nazionale».
Decine di migliaia di euro di professionisti che hanno regolarmente fatturato, pagato pure Iva e tasse ma sono ancora in attesa di incassare.
Qualche mese fa aveva sbottato il direttore di una tv aquilana raccontando di essere stato trascinato per settimane con risposte evasive. Risultato? I soldi non li ha visti ma è andato in Tribunale.
Adesso si ribella un altro imprenditore, Paolo Tarantelli della Pubblievents di Pescara che attende dal partito di Berlusconi ormai sciolto, 10 mila euro. Tarantelli ha perso la pazienza e dalle sue parole è evidente: «penso che oggi qualsiasi cittadino, imprenditore o amministratore debba avere il coraggio di denunciare pubblicamente i soprusi che quotidianamente subisce la classe imprenditoriale dalla nostra classe politica che anziché capire, comprendere e aiutare le aziende fa di tutto per distruggerle. Immaginate che la mia azienda, ovvero la Pubblievents, società di marketing e comunicazione, che opera da oltre 11 anni sul mercato nel campo della comunicazione, è creditrice nei confronti del Popolo della Libertà di oltre 10.000 euro da giugno del 2012 ed ad oggi 18 novembre 2013, non ha ricevuto alcun compenso».
«Dopo 18 mesi di scuse, ritardi, rassicurazioni, numeri di cro inesistenti, bugie che posso citare personalmente ed in presenza di testimoni», va avanti Tarantelli, «anche con sms ricevuti ed altro, vi segnalo ancora il mio profondo disgusto, e allo stesso tempo rabbia, contro chi dovrebbe tutelare imprese e collaboratori che si impegnano quotidianamente con mille difficoltà per salvarsi da una crisi profondissima e invece di essere aiutate, vengono beffeggiate, derise e allo stesso tempo danneggiate. Come si fa a mantenere ancora questa classe politica che non rispetta gli impegni presi e invece continua a curare solo ed esclusivamente i propri “interessi”, come si evince dal quadro che sta accadendo a livello nazionale? Come è possibile che non siamo in grado di ribellarci e di far sentire la nostra voce verso coloro che dovrebbero garantire i diritti dei cittadini ed invece sono loro stessi, che con i loro comportamenti e azioni sono i primi che non rispettano le regole?»

Nella stessa situazione, assicura l’imprenditore, «ci sono migliaia di aziende che falliscono nonostante abbiano crediti per decine di migliaia di euro ma non hanno più la liquidità per sopravvivere. Io ne sono una vittima… Ho curato personalmente la campagna elettorale nei comuni di Montesilvano e Spoltore, due comuni della provincia di Pescara, con crediti per oltre 10.000 euro, denunciati nella dichiarazione dei redditi del 2012 con iva pagata, acconti versati...e ancora non incassati. Immaginate quanto in questo momento possa incidere per una piccola azienda questo importo. Nonostante nella nostra Regione ci siano i massimi esponenti del Popolo della Liberta, dai senatori della Repubblica al Presidente della Regione, dagli Assessori Regionali ai consiglieri regionali, dal Presidente della Provincia al Sindaco di Pescara, non si è riuscito a risolvere questo piccolissimo problema creato sempre dagli amministratori locali. Se avessero voluto autotassarsi di una cifra irrisoria avrebbero risolto il problema in un attimo. E’ invece no, oro non si tolgono un bel niente. Ma se fossimo in parte inversa, dove la mia azienda fosse debitrice nei confronti del Popolo della Libertà che oggi è al governo, cosa sarebbe accaduto? In primis avremmo avuto una bella notifica dalla società creata da loro, ovvero il “mostro” di Equitalia con una maggiorazione di oltre il 100% dell’importo, un blocco dei beni o dei c/c è una vita di m…. Se vogliamo salvare il nostro amato paese dobbiamo fare in modo di riprenderci la nostra libertà e soprattutto la nostra dignità che quotidianamente ci viene calpestata. Se non faremo questo saremo destinati alla morte».