L'EVENTO

Fondi Strutturali, per Abruzzo, Molise e Sardegna in arrivo 225 milioni

«Per ridurre costi dell’energia occorrono altre fonti»

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Fondi Strutturali, per Abruzzo, Molise e Sardegna in arrivo 225 milioni


PESCARA. «Cosa abbiamo fatto per ripartire? Nel 2014 il governo ha messo a disposizione 11,7 miliardi di investimenti per competitività, costo del lavoro, energia, semplificazione, credito alle Pmi, export e attrazione di capitali stranieri».
Così il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, alla convention annuale di Confindustria Abruzzo, dal titolo 'Ora ripartiamo'. Il ministro ha ammesso che «sono cifre non pienamente soddisfacenti, perché piacerebbe a tutti mettere più risorse. Ma dobbiamo fare i conti con il patto di stabilità in Europa. E' anche vero - ha insistito - che a queste cifre vanno aggiunti quei 30 miliardi in tre anni di cui abbiamo parlato con Cottarelli per il risparmio della pubblica amministrazione».
Agli esponenti di Confindustria Zanonato ha voluto però chiarire che il Governo «ha ben chiara la strada da perseguire. Mi rendo conto tuttavia che in passato si era manifestato un certo ottimismo: è difficile un taglio secco della spesa pubblica, perché facciamo i conti con un calo del Pil del 10% e una perdita di valore del settore manufatturiero del 25%. E vorrei che si considerasse anche la Cig tra la spesa pubblica necessaria», ha concluso il ministro.

«Squinzi è più pessimista di me», ha poi detto il ministro Zanonato. E subito è arrivata la risposta del capo di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Non è vero, se non fossimo ottimisti non faremmo gli imprenditori».
Squinzi ha spiegato che «è realismo affermare che sono anni difficili, questo è un dato di fatto - ha proseguito - dall'aprile 2008 abbiamo perso il 25% di produzione. Ora notiamo indicatori timidi di crescita, ma l'emergenza non è terminata».
Nel suo intervento Squinzi ha chiesto interventi «sul sistema Paese perché non possiamo accontentarci di una ripresa debole o incerta, a fronte di una crescita potenziale».

Fuori dal teatro Flaiano alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle hanno contestato partecipanti e sponsor dell'evento come la Medoilgas che in Abruzzo vuole avviare diversi pozzi petroliferi. Tra gli altri sponsor anche Terna che sta costruendo il cavidotto sottomarino dal Montenegro che sbarcherà a Pescara per poi arrivare a Villanova di Cepagatti e da qui la linea aerea arriverà alla centrale di Gissi.

«PER RIDURRE COSTI OCCORRONO ALTRE FONTI»
Si è toccato poi l’argomento energia: «vogliamo ridurre il costo dell'energia?», ha chiesto Zanonato. «Se non vogliamo mettere in discussione gli accordi fatti con i produttori di energia rinnovabile, dobbiamo immaginare o di accedere ad altre fonti al posto del metano oppure dobbiamo spalmare in un tempo piu' alto il pagamento dell'investimento sull'energia rinnovabile. Oggi», ha fatto notare il ministro, «in Italia si consumano, nel momento di picco, 50 gigawatt e noi abbiamo installato 123 gigawatt, cioe' abbiamo due volte e mezzo il fabbisogno che proviene in gran parte dal fossile».
E se l'energia costa cara e' perche' «c'e' il problema delle rinnovabili che costano quasi dodici miliardi l'anno», considerato che «si pagano gli investimenti, e produciamo energia per il rimanente principalmente da metano. L'energia elettrica per le famiglie che consumano fino a tre chilowatt costa molto poco, ha aggiunto, quindi avrebbe senso investire in quella componente che riducendo il costo del lavoro mette in competizione le aziende e produce lavoro».

IN ARRIVO 225 MLN PER REGIONI TRANSIZIONE
Sempre Zanonato ha annunciato che sono in arrivo 225 milioni per colmare la parte nazionale dei fondi strutturali per le regioni di transizione. In Italia, da un mese, in questa nuova categoria è stata inserita anche la Sardegna, insieme ad Abruzzo e Molise. «I fondi strutturali europei», ha commentato Squinzi, «possono essere fondamentali soprattutto per i territori come l' Abruzzo che, pur avendo compiuto importanti passi in avanti negli ultimi anni, non hanno ancora completato il loro percorso verso uno sviluppo stabile e duraturo. Per queste regioni è necessario garantire una ripartizione dei fondi che non le penalizzi proprio per la loro caratteristica di territori 'in transizione', affiancandole nel completamento del loro percorso di crescita. Altrettanto importante - ha sottolineato Squinzi - è la scelta delle priorità dei fondi strutturali, operazione indispensabile in un contesto di risorse pubbliche decrescenti. La nuova programmazione dei fondi strutturali si presenta, infatti, come un'occasione unica sia per consolidare i germogli di ripresa sia per mettere tutto il Paese, dalle regioni meridionali più in ritardo a quelle più sviluppate, sul sentiero della crescita. Queste risorse - ha concluso il leader degli industriali - possono essere decisive per la ripresa economica del territorio, soprattutto se con la legge di Stabilità si riuscirà a modificare il Patto di Stabilità Interno delle Regioni». 

SPRECHI CESSINO DEFINITIVAMENTE
«Vogliamo la certezza che gli sprechi, finalmente, cessino; che gli enti inutili e fortemente indebitati vengano soppressi. Non ce li possiamo più permettere», ha detto il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci. «Così come è riuscita a risanare i conti della sanità», la Giunta Chiodi dovrebbe agire anche su «consorzi industriali, aziende acquedottistiche, comunità montane e tutta un'altra selva di enti che non funzionano e vanno chiusi».
A Chiodi gli industriali abruzzesi chiedono «di dare segnali forti», anche attraverso «una riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sui cittadini, messaggio vincente, pieno di fiducia per gli abruzzesi». Confindustria illustra al futuro vincitore delle prossime elezioni regionali anche alcune priorità da portare avanti entro il 2020: da «un serio programma di infrastrutture» ad «una soluzione al dramma dell'Aquila non ancora ricostruita» fino alla corretta programmazione dei Fondi strutturali europei. «L'Abruzzo - ha concluso Angelucci - deve recuperare la chiarezza istituzionale, la certezza delle regole e la fiducia nelle istituzioni, nella giustizia e nella politica»