L'INCHIESTA

Abruzzo. Arresto De Fanis l’assessore non risponde al giudice. «Sto bene e ho fiducia»

Chiesta la revoca dei domiciliari

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Abruzzo. Arresto De Fanis l’assessore non risponde al giudice. «Sto bene e ho fiducia»

Tribunale




PESCARA. E' arrivato in Procura a Pescara intorno alle 9 di questa mattina l'ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo Luigi De Fanis, arrestato martedì scorso con l'accusa di aver ricevuto tangenti da imprenditori.
De Fanis è giunto a Pescara dai domiciliari accompagnato dai suoi legali Massimo Cirulli e Domenico Frattura. Poco dopo sono arrivati anche Lucia Zingariello, segretaria di De Fanis, Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo, Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione "Abruzzo Antico" che secondo la Procura era l’associazione che veniva utilizzata da De Fanis per intascare fondi pubblici.
De Fanis e Zingariello sono agli arresti domiciliari, mentre Giammarco e Falone sono all'obbligo di dimora. I reati contestati a vario titolo sono concussione, truffa aggravata e peculato.

DE FANIS NON RISPONDE
Interrogatorio brevissimo per De Fanis. L'ex assessore, infatti, di fronte al gip Maria Carla Sacco, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha preferito dunque non rispondere alle contestazioni scritte nell’ordinanza di 70 pagine. A chi gli chiedeva come si sentisse l'ex assessore ha risposto: «sto bene, sicuro e ho fiducia nella magistratura e nei miei avvocati». Uno dei suoi legali, intanto, Massimo Cirulli, ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari, così come già annunciato nei giorni scorsi.
Secondo l'avvocato, anche alla luce delle dimissioni di De Fanis, «sono venute meno le esigenze cautelari, ammesso che esistessero».
L’ex sindaco di Montazzoli, infatti, giovedì sera ha detto addio alla giunta Chiodi con una lettera durissima contro «soggetti in malafede mossi da finalità immorali».
Non ha chiarito a chi si riferisse ma se l’è presa anche con la stampa, colpevole a suo dire di aver manipolato e stravolto il senso di alcune intercettazioni. Le sue deleghe (Cultura, protezione animale) non sono state riassegnate ma il presidente le ha tenute per sé.
L'inchiesta coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Pescara e dal pm Giuseppe Bellelli mira a far luce sulle modalità di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina l'organizzazione, l'adesione, e la partecipazione a convegni, ed altre manifestazioni culturali.

ANCHE LA SEGRETARIA NON RISPONDE
Anche Lucia Zingariello si e' avvalsa della facolta' di non rispondere. La donna si è subito allontanata evitando i giornalisti. Secondo la Procura la donna sarebbe l’intermediaria «nella attività illecita posta in essere dal De Fanis». Il suo è un incarico a tempo determinato che scade nel momento in cui termina il mandato dell’assessore.

FALONE: «CHIARITO TUTTO»
Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione "Abruzzo Antico", non si è sottratto invece alle domande del gip Maria Carla Sacco. Secondo il suo legale, Angela Pennetta, Falone «ha chiarito la sua posizione nei minimi dettagli ed è estraneo ai fatti». Falone ha spiegato che era presidente dell’associazione e l’attività non contemplava la ‘raccolta’ delle tangenti.
L'avvocato ha preannunciato che presenterà istanza di revoca dell'obbligo di dimora disposto nei confronti del suo assistito. Falone per la Procura sarebbe a tutti gli effetti  un prestanome dell’assessore e sarebbe «dedito sistematicamente a concorrere con quest'ultimo nelle condotte illecite», ha scritto il gip nell’ordinanza di custodia cautelare. L’accusa sostiene che non sia un «occasionale complice» ma «concorrente abituale del De Fanis».
L'avvocato Pennetta ha spiegato però che Falone è finito dentro l'inchiesta perchè «èpresidente dell'associazione e voleva promuovere sul territorio di Vasto l'associazione stessa ed anche la sua persona in quanto e' stato candidato alle elezioni amministrative di due anni prima. Voleva promuovere la sua persona e la regione Abruzzo in vari eventi anche nazionali» . A proposito del presunto giro di soldi che passavano per l'associazione, l'avvocato Pennetta ha detto che Falone «non sa assolutamente nulla» e a chi gli ha fatto notare che il suo assistito è il presidente dell'associazione e non poteva non sapere «si sta applicando - ha risposto - lo stesso principio che si applica a Berlusconi: non può non sapere. Falone semplicemente ha organizzato questo evento, a fronte delle fatture emetteva l'assegno. Lui non sa assolutamente altro». Alla domanda se Falone era una 'testa di legno', mentre in realtà comandava De Fanis, il legale ha risposto così: «questo lo valuteremo fino in fondo. Alla fine uscirà fuori quelle che deve uscire».

GIAMMARCO PARLA PER UN’ORA
E' durato oltre un'ora l'interrogatorio di garanzia di Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale. Al termine dell'interrogatorio del gip del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, l'avvocato dell'indagata non ha rilasciato dichiarazioni. La donna si trova all'obbligo di dimora.

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