PROCESSI

Sisma L'Aquila: crollo in via XX Settembre, rinvio all’11 febbraio

Morirono nove persone, alla sbarra cinque imputati

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Il tribunale de L'Aquila

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L'AQUILA. È ripreso ieri al tribunale dell'Aquila il processo per il crollo dell'edificio di via XX settembre 79, dove la notte del 6 aprile 2009 ci furono nove morti.
Dopo un intero pomeriggio di deposizioni, il giudice Giuseppe Grieco ha rinviato l'udienza al prossimo 11 febbraio. È uno tra i tanti filoni aperti dalla procura della Repubblica del capoluogo nell'ambito della maxi inchiesta che ha già portato a conclusione alcuni processi.
Per questo crollo ci sono cinque imputati per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi. Alla sbarra i costruttori Francesco Laurini e Armido Frezza, i progettisti Diego Scoccia e Pietro Paoloni e il collaudatore Enrico De Cristofaro.
Nonostante un dubbio formale sulle convocazioni dei testimoni, il giudice Grieco ha voluto celebrare a tutti i costi l'udienza. Al banco sono stati ascoltati Tedora Scarsella e Maria Loreta Mannella, entrambe proprietarie di appartamenti nello stabile crollato.
Sentito anche Antonello Salvatori, ingegnere e docente universitario consulente della procura in numerosi filoni della maxi inchiesta. Tutti e tre i testimoni sono comuni all'accusa e alle parti civili. Le due donne hanno detto che le trivelle del cantiere del palazzo vicino, che per l'accusa ha causato il crollo, facevano molto rumore e il loro edificio tremava distintamente.
Nel fare l'analisi della scossa e dell'incidenza dei lavori nel crollo, Salvatori ha affermato che «ci sono altri palazzi dove ci sono stati morti che presentano le stesse carenze progettuali e strutturali di quello del civico 79».
Tra gli esempi dell'ingegnere, via D'Annunzio, via Sturzo, via Campo di Fossa e la Casa dello studente. La difesa ha anche esibito un plastico della situazione prima del crollo, per spiegare al giudice la propria versione.