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Tares Pescara, tariffa massima per le banche, minima per piccole attività artigianali

Approvato ordine del giorno per chi ha subito danni per allagamento

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Tares Pescara, tariffa massima per le banche, minima per piccole attività artigianali


PESCARA. Aliquota Tares al massimo per Banche e Istituti di Credito e aliquota al minimo per le piccole attività artigianali, pizzerie al taglio, fioristi, pescherie, fruttivendoli e piccoli generi alimentari.
E’ quanto deciso stamane dal Consiglio comunale di Pescara che in tempi record ha approvato, con 21 voti a favore e soli 2 astenuti, le tariffe della Tassa sui rifiuti e servizi con un emendamento ‘Robin hood’ sottoscritto da maggioranza e minoranza.
Per la prima volta dunque al Comune di Pescara il tributo verrà pagato a fronte di un servizio realmente erogato e secondo il principio che chi più inquina più paga. Un tributo che ha voluto introdurre lo Stato, abolendo la vecchia Tarsu, imponendo la copertura del 100 per cento del costo del servizio erogato, ovvero, su Pescara, la spesa di 26milioni 170mila euro.
Dopo un’ora di sospensione il Consiglio ha approvato un odine del giorno che impegna il sindaco e la giunta ad esonerare dal pagamento della Tares per l’anno in corso e riferito al saldo 2013 per tutte le attività commerciali che dimostreranno di aver subito danni dal maltempo.
L’ordine del giorno è stato proposto dai consiglieri Di Nisio (misto) e Ranieri (Fli) e approvato in considerazione degli allagamenti di questi giorni che hanno provocato danni a numerose attività commerciali in diverse zone della città.
Inoltre è previsto un taglio dei costi di 165mila euro, inizialmente inseriti nel Piano ma non ritenuti direttamente riconducibili al Servizio di raccolta e smaltimento del pattume. Inoltre il Consiglio ha approvato un ordine del giorno in cui si invita il sindaco e la giunta, nella redazione dei prossimi Piani Finanziari della Attiva, a estrapolare alcuni costi che, sebbene riconducibili all’igiene ambientale, possono essere imputati direttamente ad alcuni fruitori, come la pulizia delle aree pubbliche dopo lo svolgimento di eventi e concerti, o la pulizia dello Stadio Adriatico-Cornacchia in occasione degli eventi sportivi e nei mercati. La delibera è stata approvata con 18 voti a favore e 2 astenuti.

Subito dopo il Consiglio è passato a esaminare la delibera sulle tariffe Tares. La tariffa per ciascuna categoria sarà composta da due voci, ossia quella dei costi fissi e quella dei costi variabili, ovvero i costi che mutano al variare della quantità di rifiuti prodotti. Per quanto riguarda le utenze domestiche, dunque le famiglie, la tariffa variabile dipende esclusivamente dal numero dei componenti il nucleo familiare, ossia gli occupanti l’unità immobiliare, un numero che è indicativo della capacità di produrre rifiuti, ovvero più persone ci sono in un’abitazione, più producono rifiuti; i costi fissi sono determinati dalle superfici degli immobili. Per le utenze non domestiche, invece, sia la tariffa fissa che variabile sono riferite oltre che alla categoria assegnata, e ne sono state individuate 30, anche alle superfici.
«Su tale base», spiega l’assessore Massimo Filippello, «abbiamo stabilito dei coefficienti di calcolo, che sono inferiori rispetto a quelli inerenti la Tarsu: sei le categorie per i nuclei familiari; 30 quelle per le utenze non domestiche. In aula abbiamo rimodulato le tariffe proposte tenendo conto innanzitutto della riduzione delle spese della Attiva per 165mila euro». Poi, il Decreto Ronchi, nell’assegnazione dei coefficienti, ha previsto un intervallo tra un massimo e un minimo: inizialmente la maggioranza di governo aveva applicato un coefficiente medio su tutte le categorie, mentre il Consiglio comunale ha ritenuto di diversificare tali coefficienti, approvando un emendamento al fine di applicare il coefficiente massimo alle Banche e agli Istituti di credito e il coefficiente minimo alle altre categorie merceologiche di vicinato, ossia attività artigianali tipo botteghe, parrucchiere, barbiere, estetista, ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, banchi di mercato generi alimentari, venendo dunque incontro alle attività che maggiormente hanno risentito della crisi economica.

CONFCOMMERCIO CONTRO LA MAGGIORANZA:«SBAGLIATO FAR PAGARE LA TARES»

La Confcommercio di Pescara però esprime «incredulità e delusione» a seguito della decisione del Comune di Pescara comunque di applicare per l’annualità 2013 la Tares.
Il presidente Ezio Ardizzi sostiene che si tratti di «di un’autentica stangata di fine anno che poteva essere evitata, come da noi richiesto a gran voce, in quanto la legge consentiva la non applicazione del nuovo tributo su rifiuti e servizi (TARES) e la conferma della TARSU per quanto riguarda l’annualità 2013». In pratica lo Stato aveva dato ai Comuni un’opportunità per evitare di applicare per un solo anno un nuovo tributo di cui è già prevista la sostituzione e che prevede nella sua attuazione tariffe illogiche ed insostenibili per la gran parte delle attività economiche.
Non a caso tantissimi comuni, a partire dai comuni limitrofi di Montesilvano e Francavilla, hanno colto al balzo l’occasione di non penalizzare in un momento di crisi mai vista prima la propria collettività con aumenti inauditi.
«Più volte il Comune di Pescara ha risposto picche alle nostre richieste sostenendo di non avere in bilancio neanche un euro per compensare il minore gettito che si aveva con la vecchia Tarsu, ma è di tutta evidenza che tali risorse sono venute a mancare perché disperse in tanti interventi inutili, se non dannosi, realizzati negli ultimi anni», chiude Ardizzi.