LE DIMISSIONI

Abruzzo. De Fanis si dimette: «contro di me soggetti in malafede mossi da finalità immorali»

La lettera spedita ieri sera via fax in Regione

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Abruzzo. De Fanis si dimette: «contro di me soggetti in malafede mossi da finalità immorali»

De Fanis


ABRUZZO. Una lettera inviata via fax e via mail all’ufficio di presidenza della Regione Abruzzo.
Anticipata ieri in via informale la missiva delle dimissioni dell’assessore Luigi De Fanis è stata ricevuta questa mattina dall’ufficio di segreteria del presidente Chiodi.
Le dimissioni dell’assessore ancora agli arresti domiciliari sono state confermate a PrimaDaNoi.it dall’avvocato Domenico Frattura che ha anche fatto presente il disagio e l’amarezza del suo assistito per la «campagna mediatica» che inevitabilmente si è generata in seguito agli arresti anche perché ci sarebbero state anche interpretazioni soggettive delle intercettazioni e qualche imprecisione.
«Il dottor De Fanis ha deciso di dimettersi per evitare che in questo delicato momento nel quale si avvicinano le elezioni regionali la sua vicenda possa essere strumentalizzata. Con stupore ha letto cose sui giornali e si è ritrovato dalla mattina alla sera coinvolto in questa vicenda più grande di sé e questo rischia di coinvolgere anche le istituzioni. Pe questo si è dimesso affinchè anche gli uffici non subiscano il contraccolpo e si possano paralizzare. C’è ancora molto da fare e finanziamenti da affidare».

Sul lato “mediatico” della vicenda, l’avvocato di De Fanis parla di «intercettazioni interpretate liberamente» e di qualche imprecisione come «le bottiglie di champagne» invece che di «bottiglia di champagne».
L’inevitabile eco della vicenda ripresa da quasi tutti gli organi di stampa nazionale ha riportato al centro della cronaca giudiziaria l’Abruzzo che era da poco uscito dal clamore, dopo la sentenza Del Truco nell’ambito del processo Sanitopoli.
Le dimissioni tuttavia sono una mossa importante dal punto di vista giudiziario visto che il giudice per le indagini preliminari dovrà tenerne conto in ordine al possibile inquinamento probatorio o della reiterazione del reato. Non essendo più assessore e non avendo più cariche De Fanis tecnicamente non potrebbe più né delinquere né inquinare ma questo lo deciderà il gip solo dopo l’interrogatorio di garanzia che si terrà lunedì prossimo.
L’avvocato Frattura, che sta studiando le carte e dice di dover ancora approfondire la linea difensiva, chiederà la revoca della misura detentiva o quantomeno un alleggerimento dei domiciliari, ma questo si deciderà solo dopo un ulteriore incontro con De Fanis stesso, probabilmente domenica sera.
L’assessore risponderà alle domande del gip? «Questo non lo sappiamo ancora», ha risposto il difensore.
Anche sulla caratura della indagine e della valenza delle prove l’avvocato non si sbilancia e diplomaticamente declina la risposta.

Secondo l’agenzia Agi invece ci sarebbe meno diplomazia nelle parole dell’ormai ex assessore. Nella lettera inviata a Chiodi infatti si leggerebbe:
«E' con rammarico e profondo stupore che rassegno le mie dimissioni a seguito della misura cautelare, ma non posso permettere che una campagna denigratoria nei confronti della mia persona colpisca anche l'istituzione da me rappresentata».
«Una campagna portata avanti con violenza da alcuni mass media», sottolinea De Fanis e da alcuni «soggetti in malafede e mossi da finalità immorali: non posso permettere che questo paralizzi l'attività dell'ufficio». Siamo dunque di fronte all’ennesimo complotto giudiziario con la complicità dei giornali?
Se dovesse essere confermato questo passaggio della lettera l’assessore oltre alle domande del giudice dovrebbe rispondere ai cittadini e chiarire chi siano questi soggetti in malafede e quali siano queste finalità immorali.

a.b.

IL TESTO DELLA LETTERA: «VIOLENZA DEI MASS MEDIA»
La lettera di dimissioni è stata firmata dall’ormai ex assessore alle 22.05 di giovedì scorso è inviata via fax agli uffici della Giunta regionale.
E’ scritta a mano, su un foglio bianco con l’intestazione e i dati di De Fanis, di professione ortopedico. Un foglio sulle quale solitamente i medici annotano le prescrizioni mediche. Ecco il contenuto:


Stimatissimo presidente,
è con profondo rammarico e con un sentimento misto tra costernazione e stupore che le scrivo queste righe che, in cuore mio, non avrei mai immaginato di scriverle.
Righe a cui affido il compito di formalizzare le mie dimissioni da assessore regionale; decisione maturata in questi due giorni trascorsi tra le mura domestiche in seguito della misura cautelare che mi ha attinto martedì scorso.
In questi due giorni, infatti, ho avuto modo di constatare la perdurante e pressante campagna denigratoria portata avanti con ‘violenza’ da alcuni mass media nei confronti della mia persona; campagna che, mio malgrado, potrebbe avere ripercussioni negative sull’intero operato e dell’immagine della giunta regionale. Da qui la mia decisione.
Non posso consentire, infatti, che una tale vicenda possa colpire non solo la mia persona ma anche l’istituzione da lei rappresentata. Non posso consentire che i soggetti in mala fede e mossi da finalità immorali possano strumentalizzare la mia vicenda giudiziaria per tentare di gettare discredito sull’operato dell’intera giunta regionale e ciò anche in vista delle prossime ed imminenti elezioni amministrative.
Non posso consentire, inoltre, che la paralisi del mio ufficio, conseguita alla misura cautelare adottata nei miei confronti, costituisca pregiudizio per la funzione dell’ufficio stesso e per il bene della collettività abruzzese.
E’ per questo, dunque, che ho maturato la decisione di rassegnare le dimissioni da assessore, ben conscio di poter fornire le opportune sedi giudiziarie e doverosi chiarimenti in relazione ai fatti contestatimi. Grato della fiducia a suo tempo accordatami e confidando nel suo apprezzamento per l’attività svolta con impegno e disinteresse quotidiani, le porgo ossequiosi saluti.

Luigi De Fanis