COSTI E BENEFICI

Asl Chieti: «tagliare gli interventi chirurgici per risparmiare»

Una proposta incredibile suggerisce meno “day surgery”

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Asl Chieti: «tagliare gli interventi chirurgici per risparmiare»




CHIETI. L’incubo del meno 20% - cioè del risparmio che si deve realizzare nelle spese - rende difficile la vita del manager Asl di Chieti.
E della stessa Asl, se è vera la proposta di ridurre gli interventi chirurgici in day surgery (cioè quelli ambulatoriali, con il ricovero di un giorno). Da quando Chiodi, pressato dal tavolo di monitoraggio romano, ha chiesto di risparmiare sulla voce “beni e servizi” del bilancio, il dg Francesco Zavattaro è alla ricerca dei tagli possibili, ma forse è stato mal consigliato. Il risparmio secondo i cattivi consiglieri della Asl di Chieti, potrebbe essere di tagliare gli interventi chirurgici programmati in day surgery, cioè gli interventi da un giorno di degenza comunemente noti come chirurgia ambulatoriale in “day hospital”.
In realtà siamo solo ancora a livello di proposta, ma ci sono state riunioni tra chirurghi ed anestesisti per valutare l’ipotesi della riduzione. L’ufficio stampa della Asl ha smentito l’esistenza di questo progetto, che invece esiste secondo quanto con molto stupore ha potuto accertare PrimaDaNoi.it: a quando infatti la proposta di chiudere tutti gli ospedali della provincia di Chieti nel mese di dicembre? In questo modo il risparmio sarebbe di un dodicesimo del bilancio annuale…. In effetti sarebbe anche solo un risparmio apparente: chi sta male infatti si farà curare altrove a spese della Asl. La giustificazione di questa cervellotica proposta di riduzione è che il taglio del 20% nelle spese si può raggiungere solo limitando l’uso dei materiali necessari per questa chirurgia e per i turni aggiuntivi degli anestesisti.
Sorprende in realtà che la proposta venga dall’interno della Asl dove tutti sanno che sarà di fatto impossibile limitare questi interventi sia per le file chilometriche delle prenotazioni sia perché si tratterebbe di un risparmio illusorio, se non proprio di uno spreco di fatto. Da quello che risulta a PrimaDaNoi.it - che ha contattato alcuni primari ed il Tribunale del malato - non tutti i reparti di chirurgia (anestesisti compresi) l’hanno presa bene e si adegueranno, anche perché c’è la netta sensazione che questo legittimo richiamo di Chiodi a ridurre le spese abbia mandato in tilt la Asl, che prosegue nella pratica dei tagli lineari e non nella riduzione mirata degli sprechi.
Non a caso da tempo il dibattito sulla spending review ha definitivamente accertato che il taglio che funziona è quello sugli sprechi e che al contrario i tagli lineari penalizzano chi ha già raggiunto un livello di efficienza, si trasformano in maggiori spese e aumentano il disagio per i pazienti. Se poi questi tagli vengono applicati alla chirurgia che per definizione non è un optional dell’assistenza sanitaria, questo è un sintomo di grave confusione.
Sebastiano Calella