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Schizofrenia da fondi pubblici: dopo il maltempo ora devono piovere soldi

Perchè i danni? Perchè i fondi pubblici? Perchè niente risultati?

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Schizofrenia da fondi pubblici: dopo il maltempo ora devono piovere soldi



ABRUZZO. Che bufera, che pioggia straordinaria, quanti danni, frane, strade chiuse e pericoli scampati sul serio.
Come dopo ogni pioggia -anche non eccezionale- si contano i danni. Il fatto incontestabile, infatti, è che ad ogni pioggia bisogna mettere mano al portafoglio. Perché accade questo? La classe politica e le categorie sociali non si interrogano sul perché o sulle cause scatenanti, meglio guardare avanti. Ambientalisti mai stanchi ricordano che le alluvioni e gli allagamenti sono diretta conseguenza della cementificazione indiscriminata, dei palazzi sorti dove non potevano ecc. Dunque soldi spesi per… creare danni: quelli che si vedono dopo le piogge.
Di prevenzione non si parla perché costerebbe troppo in termini culturali (chi glielo dice a tutti i costruttori che si devono dare una calmata?)
Così dopo la bufera meteorologica di ieri e l’altro ieri è scattata da oltre 24 ore la corsa alla dichiarazione di calamità naturale e dunque di riconoscimento di fondi straordinari per mettere a posto quello che si è rotto. Tutto lecito, anzi dovuto, altrimenti cosa si fa?
Sta di fatto che se gli amministratori locali mettessero la stessa attenzione che mettono nella ricerca spasmodica di fondi anche nella realizzazione delle opere e dunque verificando i risultati ottenuti, gran parte dei problemi del Paese sarebbero risolti.

Che significa? Significa che l’importante è ottenere fondi pubblici non conseguire un risultato e quindi un beneficio pubblico.
Quanti fondi sono stati versati e spesi per il consolidamento di costoni per evitare le frane? Milioni. Risultati? Pochissimi.
Per non parlare degli allagamenti di Pescara: quanti milioni sono stati spesi per evitare i disagi? Milioni. Si ricordano anni passati a bucherellare la riviera e poi richiudere per il “collettore rivierasco” ma è servito a qualcosa? A Pescara Porta nuova il lago compare ad ogni pioggia nonostante i lavori avviati. D’accordo c’è ancora da lavorare -dice il Comune- che in questo modo ci garantisce indirettamente che quando il cantiere sarà chiuso per sempre il lago non si formerà. Aspettiamo e vediamo.
E sulla costa? Le organizzazioni di categoria ed i balneari già da 48 ore gridano di danni preoccupanti, di spiaggia mangiata dal mare, di costa erosa… il povero trabocco di Ortona però è stato lasciato da solo a fronteggiare la buriana e non ce l’ha fatta. Tutta colpa del mare: chi avrebbe potuto prevedere le… onde?
E vi ricordate i milioni concessi dalla Regione Abruzzo contro l'erosone da Pace, poi Del Turco e ora con Chiodi?
Lo chiamano ripascimento, a volte è “dolce” molto più spesso amaro quando si constata che i soldi vengono buttati a mare inutilmente. Centinaia di milioni per costruire bellissime scogliere che attirano turisti da ogni dove e che nemmeno proteggono la spiaggia e la costa.
Se scrivi “ripascimento” nell’archivio di PrimaDaNoi.it c’è una scarna cronologia dei soldi buttati a mare intervallati dagli allarmi dell’erosione: centinaia di articoli, forse migliaia.
E dopo il maltempo anche questa volta Confcommercio e Confesercenti spingono affinchè la Regione stanzi altri soldi pubblici presi qua e là, da questo fondo o da quell’altro capitolo per mettere a riparo gli stabilimenti.
Ma fino ad adesso a cosa sono serviti i soldi spesi in ripascimento? 


Non c’è nemmeno la scriminante della buona fede perché una volta sottoposto il problema dell’inutilità, l’assessore regionale Angelo Di Paolo ha sostenuto il contrario: le opere servono eccome. Ma nessuno ha protestato o si è indignato per questa “originale visione” della realtà. La Corte dei Conti negli anni è rimasta impegnata a guardare altro. Del resto c’è anche chi da vent’anni sostiene che anche il dragaggio del fiume sia utile a patto che si faccia spesso...
Allora il problema è capire perché ad ogni mareggiata la spiaggia diminuisce e perché c’è sempre qualcuno che protesta per l’erosione e chiede nuovi lavori.
«Ci appelliamo al presidente della Regione Gianni Chiodi ed all’assessore Angelo Di Paolo affinché decidano di assegnare risorse non ancora spese dei fondi Fas al necessario ripristino della fruibilità della costa abruzzese. Solo così avremo la possibilità di non danneggiare ulteriormente decine e decine di imprese balneari che rischiano, ad oggi, di non poter operare», dicono oggi il presidente di Fiba-Confesercenti, Giuseppe Susi, ed il presidente del Sib-Confcommercio, Riccardo Padovano.
Non vorrà dire, forse, che il problema persiste nonostante i lavori fatti? Non vorrà forse dire che i lavori per centinaia di milioni non sono serviti a nulla. Allora che si fa? Chi-se-ne-frega-del-passato vogliamo altri fondi.
Per fare cosa? Le stesse cose fatte in passato che non sono servite a nulla.
Pazzesco, quasi da reparto psichiatrico.
Non basta. Di qualche piccola incongruenza s’è accorto oggi anche il Pd di Pescara ma solo perché fa gioco per assestare l’ennesimo colpo contro la “croce rossa” (l’amministrazione Mascia).
Armati di macchinetta fotografica il consigliere Enzo Del Vecchio ha inquadrato prima un enorme manifesto trionfale di Palazzo di città ‘abbiamo fatto il ripascimento’ (pagato con i soldi pubblici, l'uno e l'altro) e poi inquadrato lo stabilimento balneare lambito dal mare che rischia di essere risucchiato.
Non c’è niente di meglio di queste due foto per sintetizzare la schizofrenia da fondi pubblici: parole al vento e soldi buttati.
a.b.