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Abruzzo. De Fanis e la smania di gestire direttamente i fondi della cultura

Una delibera di indirizzo ricorda i paletti, ma l’assessore si ribellò

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Luigi De Fanis

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ABRUZZO. Se l’erogazione dei fondi pubblici non è più demandata all’organo politico sono guai.
Si è lamentato ampiamente nei mesi scorsi proprio per questo l’assessore alla Cultura, Luigi De Fanis, che con il dirigente Antonetti (non indagato) cercava escamotages per prendere in mano la gestione dei soldi pubblici.
De Fanis si trova spiazzato e se la prende pure con la presidenza del Consiglio e chiede a Nazario Pagano (non indagato) di risolvere il problema.
Il 25 giugno 2013, l'ufficio di Presidenza adotta, infatti, un delibera di indirizzo, la numero 93, relativa all'organizzazione di eventi e per la concessione dei contributi 2013 ai sensi della L R n 43/1973.
Una delibera che conferma che già nell'agosto 2012 il Consiglio per le Garanzie Statuarie aveva stabilito che l'atto amministrativo per l'erogazione dei contributi, secondo la citata legge regionale 43/73, non era di competenza dell'organo politico.
De Fanis chiamava Gianluca Caruso, Direttore Risorse Umane, Strumentali, Politiche e Culturali della Regione Abruzzo, lamentandosi: «io non so chi è quell'incompetente che ha fatto sta delibera, ma qua si dice che tutto ciò che è fatto precedentemente è una violazione».

E Caruso risponde «il problema è che non andava scritto ma è vero!»
Lo stesso giorno, dopo poche ore, De Fanis contatta Nazario Pagano (non indagato), presidente del Consiglio Regionale e gli dice
« ... eh Nazà ma che cazzo avete combinato?» spiegando che «tutto quello che è stato fatto in precedenza è stato fatto contro legge .... con questa delibera tua io non posso fare diversamente perché la Corte dei Conti mi mette le manette ... ma lo concertavamo insieme».
Pagano risponde:
«vabbè ma questo Gigi io credo che si possa sempre fare ... bisogna capire che cosa dobbiamo fare per poter erogare i contributi, poi tra l'altro sti dirigenti, i funzionari non mettono le firme ... comunque io sappi Gigi io sono a tua completa disposizione, per me il proble .. innanzi tutto l'amicizia, in secondo luogo la soluzione di problemi, figurati se io mi metto a creare problemi a te .. e comunque ne parliamo di persona».
Da successive conversazioni gli inquirenti intuiscono che Caruso vuole inserire nella delibera di Giunta clausole più restrittive nella fase istruttoria delle pratiche per l'erogazione del contributo.
Anche la dirigente Giammarco cerca di andare incontro a De Fanis e avverte l’assessore:
«non io no siccome stiamo facendo l'istruttoria per supportare la tua delibera di Giunta stiamo facendo l'istruttoria delle pratiche ... allora io adesso tengo conto delle tue esigenze ......»
La delibera viene portata in giunta lunedì 8 luglio 2013 fuori sacco.
Nella Delibera viene inserita la seguente disposizione "per la valutazione delle istanze di contributo già pervenute al Servizio Beni ed Attività Culturali occorre istituire apposita Commissione interna di valutazione composta dal Dirigente del Servizio e da funzionari dallo stesso nominati con proprio atto dirigenziale".
Anche per le istanze future l'istruttoria e la valutazione verrà effettuata dal servizio competente.
a.l.