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Pescara allagata, il nubifragio che sconfessa il ‘governo dei fatti’

Vacca: «cosa è stato fatto con i 2 milioni di euro?»

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Pescara allagata, il nubifragio che sconfessa il ‘governo dei fatti’

Il manifesto


PESCARA. Il diluvio e gli allagamenti questa volta hanno un sapore ancora più amaro se non beffardo.
Ieri moltissime persone hanno potuto toccare con mano ancora una volta il disagio di vivere in una città inadatta a sopportare piogge normali figuriamoci quelle eccezionali di questi giorni.
Sta di fatto che oltre ai problemi di circolazione e spostamenti c’è un interrogativo che serpeggia tra i residenti di Porta Nuova.
Perché il Comune nel 2011 ha sposato un piano anti allagamento da 1 milione di euro, negli anni scorsi ha pure festeggiato l’apertura del cantiere attribuendosi la definizione di ‘governo dei fatti’ ma anche ieri nulla è cambiato rispetto al passato: cinquanta centimetri d’acqua tra viale Marconi e viale Pindaro, automobili tra le onde e cittadini in difficoltà.
«Abbiamo annunciato la risoluzione definitiva degli allagamenti a Pescara, questo deve fare una amministrazione comunale seria», diceva Mascia nel 2011 con tanto di manifesti 6x3 affissi per tutta Pescara. Protesta il Pd che chiede spiegazioni sul perché sia successo tutto questo dopo i lavori che evidentemente sono ancora lontani dalla chiusura.
«Signor sindaco», domanda invece Gianluca Vacca (M5s), «siamo proprio sicuri che questa è un amministrazione seria?», si domanda il deputato abruzzese.

Il consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri disse a proposito dei lavori a Porta Nuova: «Con 2 milioni di euro avremmo potuto mettere tanti fiorellini in città, sicuramente più evidenti, ma invece abbiamo deciso di impiegarli per risolvere un problema drammatico per tutto il quadrante sud di Pescara risolvendo una carenza strutturale».
«Signor Sospiri, ma con questi 2 milioni di euro che ci avete fatto visto che non avete piantato nemmeno i fiorellini?», domanda ancora Vacca.
In realtà la domanda se la pongono in tantissimi e le risposte per ora non arrivano. Che in caso di pioggia violenta Porta Nuova non avrebbe retto, il Comune lo sapeva bene e infatti da settimane l’amministrazione pubblica stava predisponendo servizi extra di pulizia fognaria in previsione dei temporali.
Ma se le allerte meteo delle scorse settimane sono risultate alla fine infondate, il nubifragio di ieri ha messo sotto scacco la città.

FLI: «MASCIA SI DIMETTA». CLASS ACTION CONTRO IL COMUNE

«Chiediamo le immediate dimissioni del sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e dell’assessore ai Lavori Pubblici Isabella del Trecco perché se è vero che negli ultimi due giorni ci sono state precipitazioni piovose molto intense, è altrettanto vero che l’Amministrazione Comunale ha manifestato ancora una volta la propria conclamata incapacità politica di fronte ad una situazione complessa, ma ampiamente prevista e annunciata dalle previsioni meteo e comunque inaccettabile nel quartiere Portanuova dove proprio di recente sono stati effettuati lavori per oltre un milione di euro, nell’ambito del Piano Antiallagamenti, con la collaborazione di Terna».

Lo hanno detto questa mattina in conferenza stampa il capogruppo di Fli al Comune di Pescara Massimiliano Pignoli, i consiglieri comunali Giuseppe Bruno e Renato Ranieri e il presidente della Circoscrizione Portanuova Piernicola Teodoro.

«Quella che si sta vivendo in queste ore a Pescara sud è incredibile. Abbiamo ricevuto decine di telefonate di cittadini infuriati. I centralini dei vigili del fuoco sono stati letteralmente subissati di chiamate perché evidentemente la macchina comunale non ha funzionato a dovere. E paradossalmente – hanno spiegato gli esponenti di Fli – proprio nella zona stadio, dove sono stati effettuati lavori per ridurre al minimo i disagi per gli allagamenti, si sono verificati i maggiori disagi con persone rimaste imprigionate nelle loro case. Il problema – hanno aggiunto gli esponenti di Futuro e Libertà per l’Italia – si potrebbe risolvere, almeno in buona parte, con l’utilizzo del depuratore Dk 15 di Fosso Bardet che c’è, ma non è funzionante per problemi vari, e allora visto che la situazione è diventata ormai irrimediabile, con i cittadini esasperati, e pronti anche a chiedere i danni al Comune con una class action per il risarcimento dei danni subiti, chiediamo noi al sindaco un atto di coraggio e le immediate dimissioni per porre fine a quattro anni e mezzo di malgoverno».

FOSCHI: «VERGOGNA A CHI STRUMENTALIZZA»
Ma l’amministrazione pescarese respinge le accuse e sostiene che ci siano solo strumentalizzazioni: «Pescara», spiega il capogruppo del Pdl, Armando Foschi, «nonostante i disagi, è riuscita a circoscrivere l’emergenza, intervendo prontamente con la Protezione civile allertata da giorni, schierando sul campo, nella sola giornata di ieri, 100 persone tra operatori della Protezione civile, comunali e volontari, agenti della Polizia municipale e operatori della Attiva che hanno lavorato senza sosta. Pescara ha saputo circoscrivere i disagi facendo scattare per tempo lo stato di massima allerta. Stiamo lavorando per eliminare in maniera definitiva quei disagi investendo 2 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica e fognaria nelle zone a rischio, come via Pepe, via Marconi, via Elettra, viale Pindaro, via Pollione. Certo, dopo ventiquattro ore di pioggia ininterrotta gli allagamenti si sono ripresentati, perché il cantiere è ancora in corso, perché parliamo di opere complesse, lunghe, importanti, e mancano sostanzialmente gli impianti di sollevamento che servono per spingere l’acqua lontano dalle strade quando piove tanto, impianti che installeremo appena avremo realizzato tutti i nuovi collettori, come previsto nel cronoprogramma dei lavori. Ma se comprendiamo perfettamente la rabbia di quei cittadini e operatori commerciali che di nuovo ieri si sono ritrovati con l’acqua alle ginocchia, non accettiamo lezioni da chi ha avuto l’occasione di governare la città e quelle opere non le ha neanche immaginate o ipotizzate, troppo impegnato a dotare la città di un indispensabile ponte pedonale o di un irrinunciabile bicchiere rotto. Non accettiamo richieste di dimissioni da chi non ha lasciato la propria carica dopo che la magistratura aveva decapitato la propria maggioranza di governo».