LE CARTE DELL'INCHIESTA

Abruzzo. De Fanis, in un video la tangente sotto la Regione: «mille a me e mille a te»

«Abbiamo tutti i telefoni sotto controllo»

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Luigi De Fanis

Le annotazioni di De Fanis rilasciate a Mascitti con le indicazioni dei soldi da restituire




ABRUZZO. Una busta bianca, un assegno da 4.555 euro ma soprattutto una telecamera e un microfono nascosti: è "l’11 settembre" dell’assessore regionale Luigi De Fanis, arrestato martedì mattina dalla Forestale con l’accusa di concussione.
Questa è la prova regina che gli inquirenti hanno in mano e che proverebbe il modus operandi del componente della giunta regionale che elargiva, sì, contributi pubblici alle associazioni per organizzare eventi culturali ma che chiedeva come contropartita agli organizzatori una ‘mancia’, una parte dei soldi. «O si fa così», dice De Fanis in una intercettazione, «o l’evento non si fa»

La consegna viene filmata appunjto l'11 settembre 2013 e il video è entrato a pieno titolo nel fascicolo dell’inchiesta. De Fanis dovrà chiarire anche questo.
La busta bianca conteneva una parte della mazzetta, dice la Procura di Pescara (pm Giuseppe Bellelli): è l’assessore che la consegna al concusso che la dovrà incassare per poi farne tornare una parte nelle tasche Di De Fanis, dice sempre l’accusa.
La consegna avviene a piazza Unione, nei pressi del palazzo del Consiglio regionale, alle 11.15 di mattina. De Fanis esce proprio dagli uffici della Regione per andare incontro inconsapevolmente al suo futuro ‘carnefice’.
Andrea Mascitti, l’uomo che ha denunciato l’assessore è infatti d’accordo con gli uomini della forestale che gli piazzano addosso una telecamera nascosta.
De Fanis gli consegna la busta bianca con l’ intestazione Consiglio regionale regione Abruzzo con scritto a penna il cognome Mascitti.
All’interno c’è l’assegno relativo al pagamento dell'evento organizzato da Mascitti con la Società Italiana di Cultura in occasione del Salone del Libro di Torino con copia della fattura emessa dalla società. L’assegno è della banca Pop Emilia Romagna, emesso dalla Associazione "Abruzzo Antico", con la firma di Ermanno Falone. Si tratta dell’associazione che secondo gli inquirenti era il ‘filtro’ dell’assessore per recuperare fondi pubblici. Una associazione di fatto gestita dallo stesso de Fanis.

«MILLE A ME E MILLE A TE»
All'atto della consegna della busta De Fanis spiega cosa fare: «facciamo mille a me e mille a te». Mascitti annuisce e gli chiede in che modo proseguire.
«Vai oggi stesso in banca dove hai il conto poi aspetta lunedì e preleva mille euro giustificandole come spese personali. Poi mi chiami al telefono. Però attento che abbiamo tutti i telefoni sotto controllo e quando mi chiami dimmi: allora per quel progetto quando ci vediamo?»
La notizia dei "telefoni sotto controllo" per la procura è un campanello di allarme visto che in altre conversazioni ci sarebbe la prova di più fughe dinotizie su questa inchiesta che giustificano le voci insistenti -con indicazioni molto precise- che circolavano negli ambienti politici già più di un mese fa. Si conferma dunque la "regola aurea" di tutte le inchieste sulla politica: la talpa.
Qualche giorno dopo De Fanis, fuori città per lavoro, dirà a Mascitti di consegnare i soldi a Lucia Zingariello, la sua segretaria, anche lei da ieri ai domiciliari. Ma in realtà l’organizzatore non ha intenzione di ‘restituire’ i soldi in quanto li ha messi a disposizione della polizia giudiziaria e per questo non risponde alle numerose chiamate della donna. Ma De Fanis preme perché, come si capisce da una intercettazione con la Zingariello, ha necessità di coprire lo scoperto in banca.
La donna darà poi un appuntamento a Mascitti per la consegna del denaro ma quest’ultimo rimanda ancora e dice che non potrà presentarsi perché deve accompagnare la mamma ad una visita medica.

IL CARROZZIERE, LA CROCE ROSSA E IL FURBACCHIONE
La Forestale intercetta poi un’altra conversazione in cui De Fanis e la sua segretaria parlano della mancata consegna dei soldi. Il linguaggio è criptico: è evidente che i due non vogliano fare riferimenti specifici al telefono ma usando le varie parole in codice non riescono ad intendersi nemmeno tra di loro.

Lucia Zingariello: no, sto cretino che dice che non ce la fa a venire ... a passare
Luigi De Fanis: ma chi?
Zingariello: il cretino
De Fanis: lu carrozziere?
Zingariello: nooooo, no
De Fanis: e chi?
Zingariello: eeeeee
De Fanis: ah! ah!
Zingariello: mmm
De Fanis: croce rossa!
Zingariello: mmm
De Fanis: croce rossa?
Zingariello: nooo
De Fanis: e chi? e ma ... chi? chi è il cretino?
Zingariello: eee aiutami
De Fanis: e non lo so, bè quessi dovevi vedere, il carrozziere, croce rossa ...
Zingariello: Mascitti!
De Fanis: ahhh. .. cussu è natro furbacchione (questo è un altro furbacchione ndr)
Zingariello: e infatti
De Fanis: eee vabbè ma "do vo ji?" (dove vuole andare? ndr), dai, no non farti vedere troppo ...
Zingariello: nooo, no, no, no, infatti no
De Fanis: lascia perdere ...
Zingariello: sì tanto ....
De Fanis: ... tanto dove vuole andare, stai tranquilla
Zingariello: sì, sì, sì, infatti
De Fanis: stai tranquilla, domani, dopodomani, se domani ti serve, te lo do io il contante nun te preoccupà
Zingariello: nooooo,
De Fanis: stai tranquilla
Zingariello: silenzio!
De Fanis:noooo, te lo do io, dico, se, se non riesci andà a passare in banca ..
Zingariello: mmm
De Fanis: per, per prendere cos ... te lo do io 300 euro, poi me li ridai...
Zingariello: ah sì
De Fanis: no?!
Zingariel/o: eh, ok
De Fanis: ma che ti sto a dire, che ti sto a dire! scusa!
Zingariello: mmm, mmm
De Fanis: eh, va bene?
Zingariello: va bene, ok, quindi vai a casa adesso?
De Fanis: sono felice, sono felice di Max Mara; no! che vado a casa! sono, sono le cinque
«Evidentemente», scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare, «più di un persona si trova nella stessa posizione del Mascitti, ad esempio 'ilcarrozziere ' o 'la 'croce rossa' come ipotizza ancora De Fanis prima che la donna faccia espressamente il nome del Mascitti. Sono dunque in molti nelle condizioni del Mascitti, a dover 'passare' dalla Zingariello e De Fanis».

TESTIMONE ATTENDIBILE
Per il gip le dichiarazioni rese da Mascitti «sono da ritenersi credibili in quanto il suo narrato si palesa logico, coerente, dettagliato, verosimile, reiterato, costante ed univoco, sostenuto da numerosi riscontri esterni di tipo documentale».
L'esposizione dei fatti «è ricca di dettagli ed è apparsa significativa della volontà precisa di fornire una esposizione completa, precisa, e particolareggiata, indice di lealtà e di assenza di qualsiasi sospetto manipolatorio e calunniatorio».

Alessandra Lotti